Corriere Canadese

TORONTO - La stagione è appena iniziata ma venerdì sera contro Chicago (7.30 pm Bmo Field), Toronto Fc ha il primo bivio della stagione. La sconfitta di sabato a Columbus ha infatti lasciato il segno nell’ambiente torontino, che mai come in questo momento ha bisogno di una vittoria per lasciarsi alle spalle dubbi e paure. La stagione 2017 è iniziata in maniera complessa per i Reds, che dopo sei partite si trovano con appena sette punti in classifica, frutto di una vittoria, una sconfitta e ben quattro pareggi. E ancora a secco di vittorie in casa.
Numeri deludenti per una squadra che dopo la dolorosa sconfitta ai rigori della scorsa stagione nella finale di Mls Cup era considerata da tutti una delle favorite per il titolo. E che ha sbandierato ai quattro venti le proprie ambizioni di vittoria. 
Dopo Columbus invece comincia a serpeggiare una certa delusione, sia nella squadra che all’esterno. Se è infatti ancora presto per parlare di crisi di risultati, si può invece già discutere delle notevoli difficoltà di gioco della squadra di Greg Vanney. Il 3-5-2 che lo scorso anno è stato la chiave per il cammino travolgente dei Reds fino alla finale di Mls cup, sembra aver perso efficacia in questa stagione. La difesa balla parecchio, e ha incassato sei gol in sei partite, mentre l’attacco stenta a segnare (sette le reti segnate finora).
Più di tutto, però la sensazione è che lo schema danneggi la libertà di gioco di Sebastian Giovinco. Il numero 10 infatti finora non ha mai convinto, giocando gare sotto tono e dando spesso la sensazione di essere molto nervoso. Sembra appannato e in difficoltà, e già nella scorsa stagione col 3-5-2 il suo rendimento era calato. 
Prima Seba partiva da sinistra, dove aveva più spazio per saltare l’uomo e mettere in difficoltà le difese. Adesso, giocando a fianco di Altidore sembra più statico, e perde efficacia. 
In questo può avere un suo peso anche l’inserimento di Vazquez, anche se i due sembrano avere una buona intesa. Forse basterebbe spostare un po’ le posizioni in campo e insieme farebbero faville.
Il problema però è che Vanney non accetta deroghe al suo schema. Lo ha dimostrato anche in questa stagione, dove molti punti sono stati persi per l’incapacità del tecnico americano di leggere le partite e il suo rifiuto di cambiare schema durante la gara. 
Un atteggiamento che potrebbe costare caro a Tfc soprattutto con l’assenza a tempo indeterminato di Moor per l’aritmia cardiaca. Senza il centrale americano infatti la difesa a tre perde il suo perno fondamentale, lasciando la retroguardia nelle mani di Hagglund e Zavaleta. Con Mavinga bocciato dopo una sola gara e senza riserve di spessore, al momento questo sembra il problema più urgente da risolvere. 
Problema a cui si somma la mancanza di un forte centrocampista difensivo per fare da schermo alla difesa. Perso Will Johnson, Tfc ha puntato su altri tipi di giocatori ma adesso la mancanza di un centrocampista abile a bloccare il gioco avversario e a coprire la difesa si fa sentire.
Anche nell’addio di Johnson ha pesato molto il ruolo di Vanney, attaccato duramente dal centrocampista canadese prima di andare a Orlando. E adesso fonti vicine alla società fanno filtrare voci di uno spogliatoio piuttosto apatico, dove ognuno sta per conto suo e dove la fiducia nel tecnico sembra in forte calo. Per questo le prossime cinque gare potrebbe essere decisive.
Oggi a Toronto arriva Andrea D’Amico, agente di Giovinco ma anche di Walter Mazzarri. Chissà che il motivo della sua visita non sia legato anche a un possibile futuro torontino del tecnico toscano, già contattato in passato dai Reds e in bilico al Watford.

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Leonardo N. Molinelli

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