Corriere Canadese

TORONTO - È partita la caccia a Giovinco. Domenica sul sito del Toronto Sun è apparso un articolo che punta sul carattere fumantino del numero 10 per spiegare la sfuriata della Formica Atomica dopo la sostituzione nel finale della gara contro Chicago. Nel pezzo, intitolato “Giovinco just being Giovinco”, Kurt Larson sottolinea come l’ex juventino polemizzi spesso con gli arbitri, “abbai” contro i compagni di squadra e “fugga” dallo spogliatoio senza parlare con i giornalisti. Un atteggiamento, scrive il giornalista, che non piace ai canadesi “indottrinati con valori come l’umiltà, l’onore e la riconoscenza”.
Parole piuttosto pesanti, soprattutto se riferite al giocatore più forte mai sceso in campo non solo a Toronto ma nella intera Mls. Larson, che attenua poi le accuse riconoscendo anche la voglia del giocatore di vincere e segnare il più possibile, giustifica il cambio spiegando che l’allenatore ha “calcolato male” il gesto, che voleva essere un omaggio al giocatore e invece è stato inteso come un oltraggio. Informazioni ricevute da Vanney a fine gara, ma che erano parte di un colloquio tra Giovinco e il tecnico che era e doveva restare privato. E che invece è stato riportato pari pari sulla stampa col risultato che adesso il tecnico è il buono che ha commesso un errore in buona fede e il giocatore è il bimbo viziato con i “temper tantrums”.
Sembra insomma, che sia iniziata un’operazione per preparare i tifosi a un eventuale addio della Formica Atomica. E non certo per volontà del giocatore. Articoli come questo servono a “mettere la pulce nell’orecchio” del tifoso. A creare lo sfondo per poi giustificare un’operazione che altrimenti sarebbe vista come un mero depotenziamento della squadra.
Si inizia a dipingere il giocatore come una star capricciosa e incontentabile, che destabilizza l’ambiente e che, magari, ha i giorni migliori della sua carriera ormai alle sue spalle. In questo modo si mette pressione al giocatore e allo stesso tempo si creano le condizioni perché un eventuale addio sia facilmente digerito dalla piazza.
La realtà, spiegano ambienti molto vicini al giocatore, è che Giovinco ama Toronto ma non si sente apprezzato appieno dal club. Venerdì sera il giocatore si è arrabbiato perché voleva segnare ancora, dopo un periodo molto difficile in cui aveva addirittura cominciato a credere che i tifosi attribuissero a lui la responsabilità per le mancate vittorie.
Per l’ex juventino, spiegano ancora le fonti vicine a lui, le passerelle si fanno nel recupero e non quando mancano ancora 10 minuti da giocare. E quella di venerdì sarebbe quindi stata la reazione a un rapporto che da tempo è di tensione profonda. Una tensione esplosa per la prima volta nell’ottobre 2015, quando dopo il pesante 0-3 di Montréal che buttò fuori Tfc dai playoff Giovinco criticò pesantemente Vanney. Da allora è chiaro a tutti che la Formica Atomica non apprezza l’allenatore e che se potesse, dicono quelli che lo conoscono, «lo manderebbe via domani». 
L’ex juventino «è un professionista e pensa a giocare e a dare il massimo in campo», dicono fonti vicine a lui, ma l’atteggiamento di tecnico e società è stato spesso negativo, con Vanney poco incline ad aiutarlo e che spesso cerca di farlo innervosire. Anche in allenamento.
Insomma, se da un punto di vista umano Toronto è nel suo cuore, da quello professionale non è scoppiata la passione. Anche con la società, che dopo la prima straordinaria stagione gli ha negato il rinnovo con adeguamento del contratto, i rapporti si sono raffreddati, anche per il sostegno assoluto dato al tecnico. E proprio i dirigenti, secondo fonti interne al club, inizierebbero ad essere stanchi delle lamentele del giocatore, spesso insoddisfatto con compagni e club, e del suo carattere fumantino. Tanto che si sarebbe iniziato a pensare a un eventuale sostituto, preferibilmente italiano, che però sia caratterialmente più malleabile di Giovinco.   
Il problema principale resta che la società, dicono ambienti vicini al giocatore, non è all’altezza. Presidente e gm sanno come funziona la Mls ma non conoscono il calcio internazionale e privilegiano sempre l’aspetto economico invece di quello tecnico. Il caso tipico riguarda Walter Mazzarri.
L’ex tecnico di Inter, Napoli e Sampdoria starebbe cercando di venire ad allenare nella Mls e la sua preferenza andrebbe a Toronto per una serie di ragioni, tra le quali la folta comunità italiana. La società però preferisce tenere Vanney, che non ha richieste particolari come quelle che invece avrebbe un tecnico europeo di livello, che certamente chiederebbe investimenti e avrebbe una conoscenza del panorama calcistico che metterebbe in evidenza le scarse competenze calcistiche della dirigenza. 
«Non vogliono uno più bravo di loro» dice una fonte vicina alla squadra, raccontando che spesso Vanney chiede consigli ai membri più anziani della squadra, salvo poi fare l’opposto di quello che gli viene suggerito. Un atteggiamento da “qui decido io” che ha creato diversi problemi nello spogliatoio.
Sembra insomma che la polemica innescata contro il tecnico da Will Johnson dopo il suo addio non fosse un caso isolato. E chissà che se la tensione tra Vanney e Giovinco continuerà non spuntino fuori articoli che criticano la Formica Atomica per le polemiche sulla sabbia in campo dopo la finale di Mls Cup o per chissà cosa. In fondo tutti ricordiamo gli articoli che lo prendevano in giro perché non sapeva l’inglese o non conosceva la Lega al suo arrivo a Toronto. Tutte cose spazzate via dal suo rendimento stellare. 
Ora forse il vento è cambiato, come dimostra anche il poco tempo che la società, si dice, ha concesso al suo agente Andrea D’Amico quando è venuto recentemente a Toronto. Di squadre interessate a Giovinco ce ne sono molte, tra cui una di Los Angeles. Ma niente di serio. Di sicuro c’è solo che Giovinco, per contratto, deve essere d’accordo in caso di cessione. Un’ipotesi assurda fino a poco tempo fa. Ma che adesso potrebbe diventare reale.

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Leonardo N. Molinelli

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