Corriere Canadese

TORONTO - Nancy Elgie, trustee del Board of Education della Regione di York, si è trovata nel mezzo di una controversia dai contorni razzisti in un Board che l’avvocato Selwin Pieters che è stato attivo in molti casi di human rights nella regione, dopo l’incidente ha descritto il Board of Education di York come “un bastione di razzismo”.
Nancy Elgie ha commesso il reato mentre Charline Grant, madre di tre ragazzi veniva intervistata dalla televisione perchè aveva esposto denuncia la Tribunale degli Human Rights, per episodi di razzismo di cui era stato vittima il figlio maggiore.
Nancy Elgie ha pronunciato la parola: “N”, l’epiteto più dispregiativo della cultura razzista dal tempo degli schiavi, come magistralmente descritto da Lawrence Hill, nel suo ‘Book of Negroes’. Nessuna scusa. Ogni forma di razzismo è inaccettabile.
Nancy Elgie ha riconosciuto il suo errore, senza se e senza ma, come ha riferito il Corriere Canadese di martedì scorso. “Non ci sono scuse per quello che ho detto... Mi sono sentita affranta e mi sono profondamente vergognata di aver detto qualcosa di cosi doloroso, anche se involontariamente e cosi estraneo ai valori che ho avuto per tutta la vita”.
Cosi ha scritto  facendo le scuse alla signora Grant e successivamente al pubblico. Si è anche detta consapevole che le sue parole possono rafforzare il razzismo. Il Board of Education di  York  è purtroppo tristemente famoso per controversie a sfondo razzistico.
I genitori, esasperati, hanno chiesto le dimissioni della trustee ed hanno iniziato una petizione per chiederne le dimissioni. Come hanno tutto il diritto di fare.
Per Nancy Elgie, una donna di 82 anni,  è stata una esperienza traumatica. Lei stessa lo ha ammesso accettando la colpa senza attenuanti. Ha inferto sofferenza a tante famiglie ed ha sofferto per il suo errore.
Nancy Elgie tuttavia non è una razzista. È stata tutta la vita dalla parte giusta. Come psicologa per bambini ha avuto esperienza con pazienti di ogni nazionalità. Come ha detto il figlio Stewart, professore di legge all’Università di Ottawa: ”la notiza è stato uno shock, perchè mia madre ha combattuto il razzismo tutta la vita, come può attestare chi  la conosce”.
Il che risponde a verità. A fianco del marito, il Ministro Robert Elgie, ha  sostenuto i più deboli nella nostra società, sia che si trattasse dei lavoratori infortunati, sia che si per rafforzare la commissione degli Human Rights.
È trustee per impegno civile,  non per carriera, ad 82 anni.
Ha commesso un errore inescusabile. Lo ha riconosciuto ed ha chiesto scusa alla signora Grant e al pubblico.  Si spera che  l’episodio sia di sprone per sradicare la piaga del razzismo.
Deve essere punita ulteriormente? Non basta la umiliazione pubblica subita? Non ha diritto alle attenuanti, praticate comunemente nelle corti? Chi sbaglia deve pagare, ma quale è il limite della punizione? Queste sono domande che dovremmo porci.
Il vangelo ricorda che Gesù a chi voleva lapidare una donna peccatrice intimò: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”;  come pure disse che “anche l’uomo giusto pecca settanta volte sette al giorno”.