Corriere Canadese

Editoriali

Marco Van Basten ha copiato le sue idee dalla vecchia NASL. 
Ai tempi di Pelè e Iarusci nella lega pro americana (1971-1984)se una partita finiva in parità si procedeva con gli “shootout”, che non sarebbero altro che rigori in movimento tipo hockey. 
Allora la palla si poneva a 35 yarde (32 metri) e il rigorista poteva avanzare verso la porta e tirare quando voleva, a patto che lo facesse entro 25 secondi.
Un’altro esperimento NASL fu l’abolizione della linea di centrocampo come limite per il fuorigioco. 
L’off-side allora cominciata dalle 35 yarde in poi. 
Entrambe le innovazioni, shootout e fuorigioco dimezzato, durarono un paio di stagioni, poi vennero abbandonate.
TORONTO - Come tanti altri genitori anche Jasmine Mousseau è preoccupata per una eventuale chiusura della scuola Our Lady of Peace.
La Mosseau è la mamma di un bambino che frequenta il grado 2 in French immersion e di una bambina nel JK in lingua inglese.
Nonostante l’impressione che in realtà il destino della scuola sia stato già deciso a priori, la Mousseau spera ancora che la situazione possa cambiare a favore dei genitori dei ragazzi che frequentano la scuola dal JK al grado 8.
Come giudica tutto quello che sta succedendo?
«Ritengo che il Board ci abbia preso di mira perché la scuola dei nostri figli è a doppio binario e può essere divisa lungo le due aree linguistiche per sostenere altre due scuole che sono fortemente sottoutilizzate. Le altre due scuole, che si trovano una accanto all’altra sono utilizzate infatti una al 70 per cento, l’altra al 43 per cento. La OLP, al contrario funziona a pieno regime, con aule più grandi».
Perché secondo lei la Our Lady of Peace dovrebbe continuare ad operare?
«La nostra scuola dovrebbe rimanere intatta e le altre due scuole, in modo ragionevole, dovrebbero essere unificate. Invece il Board sta per lacerare la nostra scuola. Mangiamo insieme, ci riuniamo e preghiamo insieme. Siamo una sola comunità ed è tragico che ci dividano quando esiste di fatto un’altra opzione che può essere messa in pratica».
Ritiene che il modo in cui il processo è gestito (PAR REVIEW, ecc) sia corretto?
«Tutto il processo è ingiusto fin dall’inizio, è stata proposta una sola una opzione. È evidente che quello con il Board non è un dialogo tra due parti».
Secondo lei i fiduciari scolastici prenderanno in considerazione l’opinione dei genitori?
«La nostra unica speranza sono i trustee. Se andiamo a vedere cosa è successo in passato, i trustee dello YCDSB non hanno mai votato contro la raccomandazione avanzata dal Board nel caso del Par. La nostra unica speranza è che i trustee ascoltino quello che abbiamo da dire e che ci rappresentino quando sarà il momento di votare. Infine la speranza è che votino per la sensata opzione di accorpare le due scuole sottoutilizzate».
Molti dicono che la Father John Kelly si trova anche in un luogo pericoloso per la salute dei bambini.
«La Father John Kelly, che è la scuola utilizzata solo al 43 per cento, si trova su una strada principale accanto ad una colonnina di benzina. Abbiamo la possibilità di eliminare questa scuola dal sistema scolastico ed essere più tranquilli per quello che riguarda la salute dei bambini».
Il 28 febbraio i trustee voteranno, cosa si aspetta?
«Ovviamente per noi genitori la scelta ovvia sarebbe quella di accorpare le altre due scuole e lasciare la Our Lady of Peace così come è adesso, con i due programmi in lingua inglese e francese. Dobbiamo solo sperare che i trustees abbiano il coraggio di tenere testa al Board, di farsi valere».
 
                     Mariella Policheni
TORONTO - Solo il primo ministro può scegliere i ministri del gabinetto governativo. Noi, il Pubblico, gli forniamo il materiale sul quale può lavorare eleggendo i membri del suo partito alla Camera dei Deputati da dove lui sceglie i suoi candidati ministeriali.
Il nostro coinvolgimento finisce lì. Le sue scelte non sono soggette ad alcuna audizione di una commissione parlamentare né ad alcun altro “processo di approvazione”. Gli osservatori e i cittadini possono solo chiedere perché “John e non Joanne?”. Ma finisce lì. Non siamo negli Usa dove i Segretari - Ministri - devono passare attraverso le forche caudine delle audizioni del Congresso/Senato prima di essere confermati al loro posto.
La verità è che non c'è nulla che un qualsiasi deputato possa fare che possa costringere il primo ministro a scegliere lui/lei rispetto a un collega. Così funzionano le cose in un governo di maggioranza.
Se ne sono andati quei giorni - ammesso che ve ne siano mai stati - dove i ministri dovevano dimostrare una competenza in un settore particolare prima di essere considerati “meritevoli”.
Visto il ruolo che i Ministri hanno nel dare forma al futuro del Canada e alla nostra identità collettiva in quello, qualcuno potrebbe sentirsi risentito. Io non sono tra questi.
I governi hanno molto più a che fare con il simbolismo e il messaggio che non con il “processo di costruzione”. Per quello, abbiamo i vice ministri, il cui compito è quello di assicurarsi che gli affari della Nazione vengano portati a termine con cadenza quotidiana.
A volte essi riguardano l'organizzazione di base, la capacità di adattamento politico per convincere il pubblico, acquisire supporto per il governo e, sì, voti per il Partito. Senza l'organizzazione di base e i simboli appropriati, anche il più competente dei governi ha difficoltà a sopravvivere.
Nessun primo ministro dimentica l'importanza dei simboli con i quali l'elettorato si identifica, o ignora il bisogno di stabilire una infrastruttura di base. Gli obiettivi pubblici costringono sul continuo nutrimento della Base sulla quale un governo responsabile fa affidamento per la sua longevità.
Per il Corriere Canadese, il terzo quotidiano di Toronto per longevità, l'inclusione di persone-simboli dai lettori che serviamo (canadesi di origine italiana) nel governo del Canada rappresenta la reale dimensione nella quale quei lettori vengono visti come parte del tessuto canadese.
Non ne vediamo neanche uno nell'ultimo rimpasto.
Non che ci sia mancanza di talento - professionale, imprenditoriale e sociale - tra gli undici deputati eletti dal nostro segmento della comunità canadese. Grandi lavoratori e dedicati. Così come  un recente articolo del National Post ha descritto uno di questi deputati, Francesco Sorbara da Vaughan.
Parità di sesso, diversità, minoranze visibili, eccetera. Sono tutte politiche identitarie. Purtroppo, continuiamo ad essere trascurati.
Forse il governo non sta offrendo alcuna politica per la crescita e lo sviluppo canadese che richiedano il nostro sostegno. Tuttavia noi continuiamo ad essere canadesi.
TORONTO - Un commentatore politico di Ottawa ha definito il rimpasto di governo un “ritocco di facciata” - niente di grosso, solo una rinfrescata. Quando qualcosa arriva virtualmente all'improvviso, come questo rimpasto, gli analisti politici ed “esperti” rimangono a grattarsi la testa disorientati e costretti alle speculazioni.
La presunta questione che ha provocato i cambiamenti è stata l'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. La valutazione, o meglio la speculazione (indubbiamente alimentata dall'amico personale del primo ministro e ambasciatore negli Usa) è che il presidente eletto Trump rispetterà solamente un negoziatore duro come portavoce del Canada.
Entra il ministro Freeland sull'onda lunga della fama acquisita nel negoziato CETA. Esce il più “intellettuale” Dion. Ma i negoziati tipicamente sono condotti dal ministro del Commercio Estero più che dal ministro degli Affari Esteri; così, entra Francois-Philippe Champagne a farsi carico del duro lavoro in quel portafoglio.
Uno scenario più probabile è quello ampiamente discusso lo scorso autunno che vede Dion attirato anche pubblicamente dal suo desiderio di lasciare la politica attiva e di continuare la sua carriera nel ruolo di ambasciatore.
In entrambi i casi, i cambiamenti servirebbero come copertura per togliere di mezzo alcuni ministri le cui prestazioni hanno deluso quando si trattava di emozionare l'immaginazione pubblica e di trasformare politiche in realtà. Se c'è qualcosa che è più che una minaccia per la gli obiettivi e l'azione della burocrazia, è sicuramente la presenza di un ministro la cui avversione per il rischio provoca reazioni sprezzanti anche nel gabinetto di governo.
Andando verso la metà del mandato, questo vuol dire che i giorni di John McCallum come ministro per i Rifugiati e dell'Immigrazione erano ormai contati, come quelli di MaryAnn Mihychuk alle Risorse Umane. McCallumè adesso Ambasciatore in Cina, Mihychuk torna a fare la semplice deputata.
I loro sostituti non sono stati testati. Se saranno in grado di raggiungere risultati nei rispettivi ministeri, solamente il tempo potrà dirlo. Se essi hanno la forza di realizzare quello che gli italiani chiamano “mandato di scopo” (ammesso che ve ne sia uno) dipenderà dalla libertà d'azione che l'ufficio del primo ministro vorrà dare a loro.  C’è una dedica nel primo Canto della Divina Commedia di Dante che cattura il momento.
Il primo ministro entro in questi mesi avrà riconosciuto la superficialità del talento che era a disposizione del governo. Il suo fascino personale è servito come grande copertura durante il periodo di apprendistato per alcuni ministri. Ma la politica è una difficile gatta da pelare.
Il capitale politico si consuma molto velocemente. Se il primo ministro è l'unico asset che il governo può giocare, quando il terreno diventa più accidentato molta gente cadrà ai bordi della strada.
Perciò, “progetti della gente” come i ministro delle Riforme Democratiche e del Lavoro devono essere abbandonati prima che questi, e le politiche che rappresentano, diventino tossiche. Lo stupido sforzo delle consultazioni pubbliche per avere degli input nella futura architettura elettorale è stato caratterizzato da un dilettantismo che ha dello sconcertante.
Chi sa se queste mosse porteranno benefici al Canada nel medio e lungo termine? Chiaramente, il governo sta cercando di puntellare la sua stessa capacità di sopravvivenza di fronte alle fortune affievolite dei suoi cugini provinciali (in particolare l'Ontario) e la sempre crescente presenza della potenziale alternativa dell'opposizione conservatrice.
Per ora i cambiamenti sono delle ammissioni silenziose che nei primi 15 mesi questa amministrazione sia andata avanti con una strategia discutibile basata sul pilota automatico.
TORONTO - Gli italiani, e per estensione gli italo-canadesi, vengono criticati per i loro molti difetti. Generosità, rimorso per aver fatto del male, il desiderio di fare ammenda (ove possibile), l’assunzione della responsabilità personale delle proprie azioni e il rispetto per la dignità degli altri non rientrano in questa categoria.
Questo fatto sembra essere sfuggito ai membri della “Brigata Lamborghini”. Sai, i super ricchi che ostentano i “giocattoli” che il denaro compra. 
Quelli che ingeriscono tutto l’alcool e le droghe che la dipendenza del loro corpo dal vizio permetterà. 
Quelli ai quali il senso della realtà è sfuggito molto tempo fa.
I loro genitori e i loro nonni, che hanno lavorato duramente per fornire quei benefici potrebbero anche ripetere una lezione biblica: quale beneficio trae un uomo se guadagna tutto il mondo ma perde la sua anima? 
È una lezione che Marco Muzzo deve essersi in qualche modo perso.
Egli è l’erede di un impero di dollari multi-miliardario - patrimonio netto, $1.8 miliardi in base ai post dei fornitori di servizi Internet. 
Il fatturato solo su questo, sulla base di un rendimento del 5% sugli investimenti, è di $90 milioni all’anno. 
Sarebbe di $144 milioni se il rendimento fosse un po’ più vicino a quello che gli esperti industriali indicano all’8%.
È un problema per chi gestisce il denaro del conto di Muzzo. Sia  il 5% o l’8%, loro riescono a farlo in qualche modo. 
Marco è un ragazzo importante.
In entrambi i casi, Marco, che potrebbe trascorrere i prossimi sette anni in  carcere per aver ucciso tre bambini, il loro nonno e ferito la loro nonna e la prozia, continuerà  ancora guadagnare, ai tassi odierni, tra i $630 milioni e $1.008 miliardi  come ospite nella prigione/hotel di Sua Maestà.
Marco non dovrà pagare l’affitto, anche se la sua permanenza lì costa al contribuente canadese più di $117,000 all’anno. 
Ciò nonostante, il carcere è un inferno... e occorre trovare un modo per tenersi occupati ... o per riabilitarsi.
In qualche modo, qualcuno ha convinto Marco che, nonostante il terribile incidente automobilistico per il quale ha riconosciuto la sua colpa, non dovrebbe pagare l’importo - 25 milioni di dollari - chiesto dalla famiglia Neville-Lake nel tribunale civile per la perdita di Daniel, Harrison e Milagros Neville-Lake e di Gary Neville. 
Troppo denaro, egli dice nella dichiarazione di difesa. Sarebbe disposto a pagare un terzo di quello.... $8 milioni.
Quindi, quale è il valore che dà alla vita delle sue vittime (che non erano né ubriache e neppure affette da dipendenza da droga)? Il giudice lo vorrà sapere da Muzzo. 
Ecco una valutazione: se i tre bambini e il loro nonno avessero vissuto, secondo l’aspettativa di vita delle statistiche, 80 anni, allora il patrimonio di Muzzo sarebbe responsabile per complessivi 237 anni di pagamenti, oppure $34,720 a persona per ogni anno di vita. Nessun adeguamento per l’inflazione.
E non sono certo dai $90 milioni ai $144 milioni all’anno, ma non si può essere troppo attenti con il proprio denaro. 
Ecco un consiglio a Marco: hai già distrutto il nome della tua famiglia; stai zitto; paga e assumi uno stratega della comunicazione che ti aiuti a uscire dal fango in cui stai sguazzando.