Corriere Canadese

TORONTO - Nuova battuta d’arresto del mercato immobiliare. La conferma è arrivata ieri alla presentazione del rapporto della Canadian Real Estate Association (CREA) nel quale viene messo in luce come a giugno il numero delle compravendite a livello nazionale abbia subito una flessione su base mensile del 6,7 per cento. Per trovare una contrazione del mercato a questi livelli bisogna tornare indietro di sette anni. Nella Greater Toronto Area il flop - che conferma come il boom immobiliare di inizio anno sia ormai molto lontano - ha avuto delle proporzioni ancora maggiori, visto che su base mensile si è registrato un meno 15,1 per cento. Su scala nazionale, giugno è stato il terzo mese di seguito in cui si è avuto un calo nelle vendite delle abitazioni.
Secondo gli esperti sul dato nazionale pesa soprattutto la significativa battuta d’arresto registrata nella Gta. “I cambiamenti in Ontario sulle politiche abitative - ha dichiarato Gregory Klump, economista del CREA riferendosi alla tassa sugli acquirenti stranieri - hanno chiaramente spinto molti acquirenti nella Greater Golden Horseshoe a fare un passo indietro per poter valutare come il mercato immobiliare possa assorbire queste modifiche”.
Sul fronte dei prezzi, dopo la corsa ai rincari del primo trimestre 2017, si è registrato un sostanziale stallo: a livello nazionale a giugno l’aumento su base annua è stato dello 0,4 per cento. Nei primi mesi dell’anno i rincari si aggiravano attorno al 25-30 per cento.
Insomma, negli ultimi tre mesi tutti gli indicatori ci confermano come il mercato immobiliare si sia finalmente raffreddato. Ma per capire l’incidenza di questi cambiamenti nel real estate di Toronto e dintorni dovremo aspettare ancora un po’. 
Quando nei prossimi giorni sarà presentato il rapporto del Toronto Real Estate Board (Treb) avremo un quadro più chiaro della situazione.
 

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Francesco Veronesi

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