Corriere Canadese

TORONTO - Uniti si vince, divisi si perde. È una lezione che i conservatori in Alberta hanno imparato sin troppo bene, dopo la clamorosa batosta subita alle elezioni provinciali del 2015, quando l’Ndp di Rachel Notley sbaragliò il Progressive Conservative e il Wildrose ponendo fine al dominio tory durato per ben 44 anni. Una lezione della quale avevano fatto tesoro anche Stephen Harper e Peter MacKay, con la fusione a livello federale del Canadian Alliance e del Progressive Conservative nel 2003, preambolo della vittoria del 2006 e del consolidamento del potere per nove lunghi anni.
In Alberta già da alcuni mesi i vertici del Progressive Conservative e del Wildrose stanno cercando, faticosamente, di rimettere insieme le mille anime della galassia conservatrice, una famiglia politica attraversata da divisioni e spaccature sul fronte economico e sociale, da faide interne e regolamenti di conti esplosi anni fa con la fine del dominio di Ralph Klein ed Ed Stelmach.
Lo scorso fine settimana, a compimento di un processo laborioso, gli iscritti dei due partiti hanno votato in larga maggioranza per l’unione politica in vista delle prossime elezioni. Si tratta di un processo ambizioso, perché la nuova dirigenza - nei prossimi giorni verrà eletto un leader ad interim che dovrà traghettare il partito verso la convention autunnale - dovrà sintetizzare in una piattaforma programmatica le ricette politiche dei due movimenti che in questi anni sono state agli antipodi, con un Progressive Conservative maggiormente aperto sul piano sociale e più prudente su quello fiscale ed economico, e un Wildrose arroccato su posizioni di estrema destra. Il via libera all’unificazione nel neonato United Conservative Party non è stato indolore. Al contrario sono già arrivate le prime dipartite eccellenti, come quella di Dave Quest, intenzionato a dare vita a un nuovo soggetto politico di centrodestra. 
Per quanto riguarda l’identità della nuova destra unita dell’Alberta, dovremo attendere il 28 ottobre, data nella quale sarà eletto il nuovo leader. Per ora non ci sono candidati ufficiali, ma è evidente che le due guide dei partiti che si sono uniti si daranno battaglia per conquistare la leadership. Da un lato avremo Jason Kenney, ex braccio destro di Stephen Harper e già ministro dell’Immigrazione e della Difesa. Dall’altro Brian Jean, nato in British Columbia e trasferitosi in Alberta quando era ancora un bambino, con alle spalle quattro legislature a Ottawa (dal 2004 al 2014) e una nell’assemblea provinciale. Il vincitore cercherà di plasmare il partito a sua immagine e somiglianza, come fece Harper 14 anni fa. 
 

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Francesco Veronesi

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