Corriere Canadese

LA POLEMICA
 
TORONTO - Quando la base di un partito si ribella, non c’è decisione dall’alto che tenga. La conferma arriva dalle vicende politiche della scorsa settimana, quando a livello provinciale e federale nella corsa alla nomination nel Progressive Conservative e nel Partito Liberale i militanti delle sezioni locali hanno respinto con forza i candidati di partito, lanciando in messaggio forte e chiaro alle élite: le candidature vengono espresse, vagliate e decise dalla base e non paracadutate dall’alto. Per quanto riguarda Queen’s Park, bisognerebbe fare un applauso per il coraggio e il fegato di Sam Oosterhoff, appena 19enne e il più giovane deputato provinciale della storia dell’Ontario. Lo scorso autunno il ragazzo decise di candidarsi nella nomination tory nel distretto di Niagara dopo le dimissioni dell’ex leader Tim Hudak. Di fronte aveva Rick Dykstra, amico personale del leader Patrick Brown nonché ex deputato federale con una lunga esperienza alle spalle e Tony Quirk, consigliere regionale di Niagara e vice presidente del partito. Nonostante questo, Oosterhoff fu in grado di conquistarsi il sostegno della base, vincendo prima la nomination e poi le elezioni suppletive. La scorsa settimana, poi, nuovo voto per la nomination nel distretto, questa volta in vista delle elezioni provinciali del giugno 2018. Anche in questa occasione il 19enne si trovava di fronte Quirk. Sulla carta, Oosterhoff aveva l’appoggio ufficiale del leader - in precedenza infatti lo stesso Brown aveva dichiarato che avrebbe sostenuto tutti i suoi deputati uscenti - mentre in realtà da più parti è stato sottolineato come la dirigenza conservatrice remasse contro il giovane mpp, considerato scomodo per le sue prese di posizione sui temi etici non in linea con quelle di Brown. In ogni caso, Oosterhoff ha vinto nettamente la sfida e sarà lui il candidato del Progressive Conservative alle prossime elezioni.
Il discorso fatto per il giovane deputato provinciale vale anche per la vittoria, che ha del clamoroso, di Emmanuella Lambropoulos nel distretto di Saint-Laurent rimasto orfano di Stephan Dion dopo le dimissioni dell’ex ministro. Qui l’ufficio del primo ministro aveva puntato forte su un’altra candidata, l’ex deputata e ministra provinciale Yolande James. Ma anche in questo caso la base non ha accettato l’imposizione di un candidato scelto a tavolino dell’entourage del primo ministro e ha deciso di premiare una candidata di 26 anni senza alcuna esperienza politica alle spalle. 
Insomma, quanto successo nei distretti di Niagara e Saint-Laurent rappresenta un messaggio forte e chiaro per le dirigenze dei partiti canadesi: esiste un processo democratico che impone una scelta dal basso dei singoli candidati e la decisione di paracadutare dall’alto un candidato scelto da chi guida il partito viene vista dai militanti come una intollerabile ingerenza che non può e non deve essere accettata.
E se questo succede, lo fa con un immancabile strascico di polemiche, accuse e veleni che alla lunga indeboliscono il partito. È quanto successo nel riding di Markham-Thornhill, dove la candidata del primo ministro Mary Ng ha conquistato la nomination scatenando un polverone senza precedenti. Gli altri candidati hanno accusato il partito di aver arbitrariamente imposto una deadline retroattiva per la distribuzione delle nuove tessere, favorendo la Ng. Accuse queste che potrebbero avere gravi ripercussioni alle prossime elezioni suppletive di aprile, dove la Ng dovrà vedersela con Gregory Hines (Ndp) e il conservatore Ragavan Paranchothy.

About the Author

Francesco Veronesi

Francesco Veronesi

More articles from this author