Corriere Canadese

Francesco Veronesi
 
TORONTO - Immigrazione, sicurezza, terrorismo. Saranno questi i tre temi principali che accompagneranno la visita domani a Ottawa di John Kelly, segretario all’Homeland Security americano fresco di nomina. Un viaggio, quello dell’esponente di spicco dell’amministrazione Trump, che sarà caratterizzato da una lunga serie di incontri bilaterali tra lo stesso Kelly e numerosi ministri canadesi del governo Trudeau. In calendario - fanno sapere da Ottawa - sono già previsti i meeting tra il segretario americano e il ministro della Pubblica Sicurezza Ralph Goodale, il ministro dell’Immigrazione, della Cittadinanza e dei Rifugiati Ahmed Hussen, il ministro degli Affari Esteri Chrystia Freeland, la Guardasigilli federale Jody Wilson-Raybould e il ministro dei Trasporti Marc Garneau.
Si intensificano quindi le relazioni tra il governo liberale e la nuova amministrazione Usa, dopo la visita alla Casa Bianca lo scorso febbraio del primo ministro Justin Trudeau e dopo la lunga serie di incontri bilaterali a Washigton che hanno visto anche la presenza del ministro delle Finanze Bill Morneau.
A Ottawa il governo canadese vorrà avere delle rassicurazioni da Kelly, dopo la presentazione questa settimana del nuovo ordine esecutivo del presidente americano che ripropone, modificandolo in parte, le linee guida del primo travel ban voluto da Trump.
Su questo fronte sono emersi parecchi problemi anche nel nostro Paese. Le autorità hanno confermato come sia aumentato il fenomeno dell’attraversamento delle frontiere da parte di migranti senza documenti che dagli States giungono in Canada per chiedere lo status di rifugiati.
Contemporaneamente si sono registrati dei casi dove il bando voluto da Trump ha colpito anche degli stranieri residenti in Canada in possesso dei regolari documenti per la residenza permanente. Insomma, oltre alla evidente insoddisfazione per un provvedimento condannato da buona parte della comunità internazionale, il governo canadese porterà sul tavolo della discussione anche elementi concreti che ribadiscono i problemi e le incongruenze provocate dal travel ban.
Ma negli incontri, inevitabilmente, si parlerà anche della strategia comune nella lotta contro il terrorismo internazionale e gli impegni reciproci all’interno dell’Alleanza Atlantica, dopo che il presidente americano ha annunciato lo stanziamento di oltre 50 miliardi di dollari aggiuntivi per il budget della difesa Usa.

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