Corriere Canadese

TORONTO - Non accennano a spegnersi le polemiche intorno al Comites di Toronto. Nonostante lo scioglimento e il successivo commissariamento dell’organismo rappresentativo della comunità italiana dell’Ontario, della Manitoba e dei Territori del Nord Ovest infatti, continua la controversia sulle firme raccolte dalla lista “Per l’Italia in cui crediamo” e sulla denuncia che ne è seguita.
Stavolta a parlare è il segretario nazionale del Pd Canada, Mario Marra, autore dell’esposto alla procura di Roma sulle firme vidimate, secondo il denunciante, dall’avvocato Gregory G. Tucci senza che i firmatari fossero in sua presenza. E lo fa per spiegare che lui, a differenza di quanto dichiarato dal Comites in un comunicato stampa del mese scorso, ha denunciato il Comites e non l’avvocato Tucci.
«Ho denunciato la lista del Comites e tutti i membri del Comites che sono stati eletti illegalmente - dice Marra al Corriere Canadese - Avevo saputo che le firme erano state falsate, sono un commissioner dell’Ontario e se vengo a sapere qualcosa contro la legge dell’Ontario ho il dovere di denunciarlo. La denuncia è stata fatta per questo». 
«Quello che è uscito sui giornali non ha senso - aggiunge il segretario nazionale del Pd Canada - è come dire che si denuncia Giovanni, poi arriva un pinco pallino e mi dice: “La procura ha detto che su Antonio non c’è niente”. Ma che c’entra Antonio, la denuncia è stata fatta su Giovanni».
Marra, che fino a pochi giorni fa era fuori dal Paese, sottolinea più volte che vuole «rispondere a quella diffamazione che la denuncia era caduta nel nulla o era stata archiviata». «Non è vero - spiega - perché se c’è uno che deve essere avvisato prima di tutti in caso di archiviazione sono io, perché io ho fatto la denuncia, anche a nome del Partito democratico». 
E il segretario del Pd ci tiene anche a sottolineare che lui non ha affatto denunciato l’avvocato Tucci. «Io lo discolpo - dice - Non l’ho denunciato, ho detto quello che mi ha detto. Come fanno a dire che è tutto caduto nel nulla e che “usciamo a testa alta” se la procura ancora non si è pronunciata? Ma come, esci a testa alta e il Comites non c’è più?».
Insomma, conclude Marra, «la procura generale di Roma non si è ancora pronunciata sulla denuncia che ho fatto a suo tempo e voglio mettere in risalto che io non ho mai denunciato l’avvocato (Tucci, ndr). Se qualcuno si vuole fare avanti e dire che è andato tutto in fumo, questo non è vero perché io non ho mai denunciato l’avvocato».
Una presa di posizione forte, alla quale risponde, in modo altrettanto netto, Luigi Tosti, l’ultimo presidente del Comites di Toronto prima dello scioglimento. 
«Marra si decida una volta per sempre ad accettare i fatti per come sono stati e andare avanti - dice Tosti al Corriere - Se lo avesse fatto due anni fa tutti questi problemi non sarebbero accaduti. Lui ha denunciato l’avvocato Tucci, Carlo Consiglio non è stupido, è un avvocato. Quindi quando è andato a Roma ha cercato dell’avvocato Tucci perché la denuncia era stata fatta contro di lui in quanto, secondo lui (Marra, ndr), lui aveva fatto l’illegalità. Quindi se Marra accettasse i fatti sarebbe molto meglio».
Tosti ripete che «la denuncia è stata fatta contro l’avvocato che aveva firmato senza avere le persone presenti» e che «il Comites non c’entra niente». O meglio, aggiunge, «c’entra perché le carte erano inerenti al Comites, ma chi ha fatto l’atto illegale, secondo Marra, è stato l’avvocato».
L’ormai ex presidente del Comites dà poi un consiglio al “rivale”: «Marra dimentichi tutto quello che è successo, accetti i fatti e vada avanti. I fatti erano che la denuncia fu fatta contro l’avvocato perché lui aveva vidimato la firma senza avere la persone presenti. Il Comites non ha niente a che fare con questo». 
«I problemi - attacca Tosti - sono venuti da Marra perché per sette persone non ha potuto presentare la lista. Ne aveva 193 e ne servivano 200. Il console avrebbe accettato la lista allo stesso modo in cui ha accettato la nostra lista. E loro avevano fatto le stesse cose che avevamo fatto noi». 
Insomma, conclude Tosti, «Mario Marra ha fatto lo sbaglio di non accettare le cose come sono state fatte e ha voluto creare un sacco di problemi al Comites e alla comunità. Maggiormente alla comunità che non al Comites. Perché la mancanza del Comites è una mancanza per la comunità e questo è stato un atto fatto da lui. Non ha tenuto in considerazione il bene della comunità ma solo il suo ego personale e la brutta figura che ha fatto di fronte al partito per non essere riuscito a presentare la lista». 
Resta dunque alta la tensione, in vista delle elezioni che tra qualche mese daranno vita al nuovo Comites di Toronto, due anni dopo le contestate elezioni del 17 aprile 2015. 
 
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Leonardo N. Molinelli

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