Corriere Canadese

TORONTO - Un giovane italocanadese di Keswick, in Ontario è morto prima di Natale al confine tra Siria e Turchia combattendo l’Isis. 
Si tratta del 24enne Nazzareno Tassone, figlio di una famiglia di origine calabrese che abita a Niagara Falls e che a fine giugno da Edmonton si era trasferito in Turchia per insegnare inglese. Lì aveva deciso di unirsi all’esercito curdo (Ypg) e combattere l’Isis col nome di Agir Ararat. E lì è morto il 21 dicembre scorso.
«L’ho saputo ieri (martedì, ndr)da un giornalista della Cbc di Edmonton mentre facevo la spesa - racconta al Corriere Canadese lo zio di Nazzareno, Frank Tassone - Ho provato a parlare con mio fratello ma non sono riuscito a contattarlo. Poi mi ha chiamato mia sorella dopo che la figlia di mio fratello l’aveva contattata per informarla che Nazzareno era morto in un raid in Siria vicino al confine con la Turchia».
A comunicare la morte di Tassone sono stati i membri della comunità curda di Toronto, che martedì pomeriggio insieme alla polizia hanno raggiunto la casa della famiglia di Nazzareno a Niagara Falls per portare la terribile notizia.
Tassone è morto nel paese di Ja’bir in un tentativo da parte dell’Ypg di liberare Raqqa dalle truppe dell’Isis. Con lui sono morte altre quattro persone, tra le quali c’era anche il 20enne inglese Ryan Lock. Anche lui, come Nazzareno, si era unito ai curdi per combattere i terroristi dell’Isis.
“I camerati Agir e Berxwedan (i nomi di battaglia di Tassone e Lock con l’Ypg) saranno i leader della nostra lotto e li ricorderemo in ogni momento della nostra vita” è scritto in una nota pubblicata dal Kurdish People’s Protection Units (Ypg) sulla loro morte. 
«Ho scoperto cosa faceva là a inizio luglio e mi ha dato un senso di profondo orgoglio - dice Frank Tassone -  Stavo parlando con mio fratello e mi ha detto: “Sono davvero fiero di Nazzareno”. “Siamo tutti fieri di lui” gli ho risposto, ma lui ha proseguito: “Non hai capito, è in Medio Oriente a combattere”. Così mi ha spiegato che era diventato un cecchino dell’Ypg e credo abbia ucciso quattro o cinque persone. Ha sempre voluto entrare nell’esercito. Da bambino giocava nel fango con i suoi soldatini dei G.I.Joe. Fin da piccolo era affascinato dalle armi e crescendo ha sempre detto di voler fare il poliziotto o entrare nell’esercito».
Da quanto emerge parlando con i familiari e cercando informazioni in rete, Tassone ha studiato alla Catholic High School di Niagara Falls, dopodiché qualche tempo fa si era trasferito a Edmonton per fare la guardia giurata. Le cose però, spiega lo zio al Corriere, non sono andate come dovevano e così ecco la decisione di partire a fine giugno per andare a insegnare inglese in Turchia. Poi la scelta di unirsi ai curdi per combattere l’Isis. 
«Ha sempre avuto un gran cuore e ha sempre cercato di aiutare le persone - spiega lo zio Frank - Quando è arrivato in Turchia ha visto quali erano le condizioni e ha seguito il suo cuore e deciso di aiutare il popolo curdo a liberarsi dall’Isis. Ad essere onesto non è stata una sorpresa, e sono molto orgoglioso di mio nipote».
Adesso la famiglia spera di poter riavere il corpo del giovane per poter almeno onorare la sua morte e poterlo seppellire vicino a casa. Ma ancora non ci sono certezze.
«Sembra che l’Isis abbia i loro corpi - dice Frank Tassone - e da quello che ho capito le autorità curde stanno cercando di pagare chi ha il corpo per averlo indietro. Al momento queste sono le uniche informazioni che ho. Stanno cercando di avere indietro il corpo di Nazzareno».
Per questo i Tassone hanno aperto anche una pagina Facebook “Bring Nazzareno Tassone Home”, nella speranza di avere presto il corpo del loro familiare. E la pagina è subito diventata un luogo in cui tantissimi cittadini hanno voluto lasciare testimonianze di affetto e riconoscenza per questo giovane italocanadese che è morto combattendo l’Isis. E che la famiglia spera di poter onorare presto con un degno funerale.
«Ho parlato con mia nipote ieri sera (martedì, ndr) - conclude Frank Tassone -non faranno niente fino a che non riavranno il corpo di Nazzareno. Su questo sono molto decisi». 
 
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Leonardo N. Molinelli

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