Corriere Canadese

TORONTO - Due persone ferite nella strage di Quebec City restano ricoverate in condizioni disperate.
 Lo hanno confermato ieri le autorità sanitarie quebecchesi durante una conferenza stampa durante la quale è stato fornito il primo aggiornamento dopo la brutale carneficina di domenica sera. Delle 19 persone ferite nell’attacco alla moschea, cinque erano state giudicate gravi. Nelle ultime ore - ha dichiarato Julien Clément, chirurgo del Centre Hospitalier Universitaire de Québec - un paziente è stato dimesso, altri due invece rimangono in ospedale con ferite multiple da arma da fuoco alle gambe e alle spalle, anche se le loro condizioni non destano troppe preoccupazioni. Diversa invece la situazione di altri due feriti, che sono stati operati e dai quali sono stati estratti “dai tre ai sei proiettili”. Le loro condizioni si sono poi stabilizzate e attualmente si trovano in uno stato di coma farmacologico.
Nel frattempo continua senza sosta il lavoro degli inquirenti, impegnati a scavare nel passato di Alexandre Bissonnette, il 27 accusato di aver compiuto la strage. Il giovane, studente di Scienze sociali dell’Università di Laval, nel tardo pomeriggio di lunedì ha fatto una prima apparizione in tribunale dove sono state formalizzate le accuse a suo carico: si tratta di sei capi d’imputazione per omicidio volontario e premeditato e cinque capi d’accusa per tentato omicidio.
La procura generale del Quebec non ha invece ancora formalizzato l’accusa di terrorismo, un’ipotesi questa che era stata vagliata dagli inquirenti ma che poi era stata accantonata, almeno temporaneamente: non si esclude infatti che nelle prossime ore, se dovessero emergere ulteriori elementi, anche questo capo d’imputazione potrà essere formalizzato. 
Resta da capire il movente, cosa cioè abbia spinto un ragazzo di 27 anni a procurarsi un fucile d’assalto e a compiere un massacro di questo tipo. Per ora gli inquirenti confermano che il giovane, stando a quanto emerso dal suo profilo Facebook, aveva delle forti simpatia per l’estrema destra e non nascondeva il proprio sostegno per Donald Trump, Marine Le Pen e la destra israeliana. 
Per ora non sono stati provati presunti contatti con gruppi organizzati.
Nel frattempo anche la polizia ha confermato l’identità delle vittime: si tratta del professore universitario Khaled Belkacemi, 60 anni, il macellaio Azzeddine Soufiane, 57 anni, il farmacista Aboubaker Thabti, 44 anni, il 41enne Abdelkrim Hassane, il 42enne Mamadou Tanou Barry e il 39enne Ibrahima Barry. 

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Francesco Veronesi

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