Corriere Canadese

TORONTO - Trudeau-Trump. È un meeting che avrebbe dovuto avere luogo, prima o poi; meglio adesso. 
Ci sono tre obiettivi principali: (1)  Togliere dal campo equivoci e incomprensioni, (2) stabilire le regole per il futuro, (3) ricalibrare gli obiettivi - in modo specifico con l'Europa e il Ceta - sul fronte del Commercio Internazionale e degli Affari Internazionali. 
Sul primo di questa lista, niente di meno che l'ex Primo Ministro Brian Mulroney ha sottolineato il bisogno di una calda relazione personale tra i leader di Canada e Usa. Secondo lui, l'abilità di alzare il telefono e dire “guarda... alcune cose dovrebbero funzionare diversamente...”, per esempio, può portare a benefici per entrambi e può aiutare a problemi che emergeranno in seguito.
Lui cita il Free Trade Agreement e il Nafta come due risultati totalmente dipendenti dalla sua relazione con l'allora presidente degli Usa.
Jean Chretien nominò suo nipote Ambasciatore a Washington come chiaro messaggio alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato della sua disponibilita’ e quella dell'Ufficio del Primo Ministro. Amatore di golf, accettava e offriva inviti di partecipare a gare di tale per poter trascorrere del tempo insieme al Presidente Clinton in maniera privata e informale.
Differenze filosofiche e politiche possono essere risolte. Sul lato “sostanziale”, la prima priorità di Trudeau sarà di determinare se il Canada sia davvero nella “hit list” di Trump; e se lo è, cosa dobbiamo fare per fare uscire il nostro Paese dalla lista.
Segnali iniziali suggeriscono che il gruppo Trudeau ritiene fondamentale far conoscere i rapporti speciali che uniscono i nostri paesi. Così abbiamo visto la mole di dati statistici che sottolineano i nostri scambi commerciali come prova provata della nostra interdipendenza. 
Questo è specialmente vero nel caso di 35 Stati che hanno nelle province canadesi i loro più importanti partner commerciali. 
La tentazione di inondare il Trump Team (TT) con una tempesta di dati per illustrare “che bravi ragazzi siamo” potrebbe, comunque, non essere necessariamente produttiva.
Loro già sanno che l'unica risorsa sulla quale loro possono fare affidamento e che noi abbiamo in abbondanza - il petrolio greggio - è correntemente accessibile per il mercato quasi esclusivamente attraverso gli Usa. 
Infatti, il Canada esporta l'86,5 per cento del greggio che estrae.
Gli oleodotti per trasportare verso i mercati di raffinazione hanno la difficoltà di passare attraverso il processo di regolamentazione e quella di essere costruiti. E abbiamo appena detto che li faremo costruire a loro. TT, da parte loro, hanno già detto che gli ostacoli imposti da Obama a questi oleodotti non saranno rispettati nel nuovo piano di Trump.
Dimentichiamoci dei “fastidi” come quello del legname. I prodotti forestali rappresentano appena il 2 per cento degli scambi commerciali tra i due Paesi; inoltre le compagnie americane già possiedono la maggioranza delle azioni nelle aziende del settore in British Columbia, dove si trova il 50 per cento dell'attivita’ forestale canadese.
Sulla Trans Pacific Partnership, l'accordo sembra ormai morto e sepolto. In ogni caso, il predecessore di Trudeau, Harper, ha già ceduto ai negoziatori americani l'autorità di condurre e finalizzare gli accordi per il Canada. Brutto precedente.
È stata quindi una sorpresa che uno delle prime dichiarazioni di Trudeau fosse che il Canada sarebbe stato pronto ad aprire una discussione sul Nafta? Cos'altro abbiamo da offrire? Accesso all'Europa attraverso il Ceta, cioè un accordo che deve ancora essere ratificato?
Dalla sua prospettiva, il TT vorrà probabilmente esplorare, non necessariamente in modo aperto, i tipi di messaggi che Trudeau può portare alla Germania e all'Unione Europea in seguito questa settimana. 
Come emergerà Trudeau da questo meeting sarà scrutinato con l'intensità paragonabile al risultato nei tempi supplementari di una finale di campionato.
Il nostro primo ministro può uscire da questa settimana come una star. Ma, come tutte le star, il Canada ha tutta la sua carriera - interessi - da considerare. I canadesi di ogni colore politico sperano  che il loro primo ministro sfrutti l’occasione al massimo.
 

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Joseph Volpe

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