Corriere Canadese

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TORONTO - Da un lato rappresentano un test per la tenuta del partito al governo, dall’altro sono viste come un’indicazione più o meno attendibile dell’appeal elettorale del primo ministro. Le elezioni suppletive sono attese da tutti i partiti per poter misurare concretamente lo stato di salute in termini di consenso in un dato momento della legislatura. A livello federale quest’anno ne avremo ben cinque:  Markham-Thornhill, Saint-Laurent, Calgary Midnapore, Calgary Heritage e Ottawa-Vanier.  In particolare, in questi giorni è il primo distretto a catturare l'attenzione dei media. Il seggio, storico feudo liberale, è rimasto vacante in seguito alle dimissioni dell'ex ministro dell'Immigrazione, della Cittadinanza e dei Rifugiati John McCallum dopo la sua nomina ad ambasciatore canadese a Pechino. E se negli altri distretti - con l'eccezione di Saint-Laurent - sono già state ufficializzate le griglie dei candidati dei vari partiti, nel riding di Markham-Thornhill devono ancora svolgersi le nomination per stabilire quali saranno i candidati in corsa per raccogliere il testimone di McCallum. Ciò che ha catturato l’attenzione dei media è la decisione di Mary Ng di candidarsi per le “primarie” liberali: Ng, infatti, è stata fino a poco tempo fa il direttore del le nomine dell'ufficio del primo ministro. Una pedina chiave, insomma, componente del ristretto entourage di Justin Trudeau impegnata nel delicato compito di consigliare il leader liberale sulle nomine pubbliche, da quelle dei giudici ai componenti delle varie agenzie governative. Ma la vicenda di Ng ricorda da vicino quella di Eve Adams, paracadutata per volere di Trudeau nel distretto di Eglinton-Lawrence prima delle elezioni del 2015 e sonoramente sconfitta dall’attuale sottosegretario alla Giustizia Marco Mendicino. 
A livello locale numerosi candidati potenziali - come ha riportato in questi giorni il settimanale politico The Hill Times - stanno valutando l'ipotesi di ufficializzare la propria candidatura contro Ng. E tra questi ci sarebbe anche il sindaco di Markham Frank Scarpitti: il Corriere Canadese ha chiesto al primo cittadino di commentare la sua eventuale candidatura, al momento in cui andiamo in stampa non abbiamo ricevuto né conferme né smentite. 
In ogni caso Ng in questi giorni sta facendo il pieno di endorsement di esponenti politici locali di un certo peso: il ministro provinciale Michael Chan, la consigliera di Vaughan Sandra Racco e quella di Markham Amanda Colucci. Resta da capire se quest'ultima manterrà il suo sostegno a Ng nel caso in cui Scarpitti, con il quale lavora quotidianamente a City Hall a Markahm, decidesse di scendere in campo. 
Detto questo chiunque deciderà di candidarsi alla nomination liberale - tra questi appare quasi certa la candidatura della trustee Juanita Nathan - avrà la consapevolezza di sfidare la candidata di Trudeau, una funzionaria che gode della massima fiducia del primo ministro in carica. Con la speranza, magari, che la parabola di Ng sia poi simile a quella della Adams.
TORONTO - Il Ceta ha tutte le potenzialità per portare ricchezza e prosperità in Canada e nell’Unione Europea: e se rispetterà le aspettative, potrà diventare un modello da seguire anche per i futuri accordi commerciali. 

TORONTO - Prima la visita allo storico partner commerciale, poi il viaggio verso quello del futuro. È una settimana davvero carica di appuntamenti per Justin Trudeau, che domani sarà a Strasburgo ospite del presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. E il leader liberale avrà la possibilità di parlare davanti al plenum dell’assemblea legislativa europea, un onore mai concesso a un primo ministro canadese. 
Ma la visita di Trudeau nel cuore delle istituzioni del Vecchio  Continente non ha solamente un valore simbolico. Se non dovessero esserci ritardi nella tabella di marcia dei lavori parlamentari europei, proprio oggi l’Europarlamento voterà la ratifica finale del Ceta, il trattato di libero scambio tra il Canada e l’Unione Europea. Il primo ministro canadese si troverà così a Strasburgo il giorno seguente la ratifica. A questo punto mancherà solo il via libera definitivo della House of  Commons canadese del progetto di legge Bill C-30 - il provvedimento che racchiude l’accordo di libero scambio con l’Ue - per far sì che circa il 90 per cento delle provvisioni contenute del Ceta diventino operative nell’arco di qualche mese. Per arrivare a una piena applicazione del trattato nel suo insieme servirà invece il via libera dei singoli parlamenti nazionali europei.
Insomma, questa settimana il governo liberale sta premendo l’acceleratore sul fronte commerciale. Prima la visita di lunedì a Washington con il primo incontro tra Trudeau e il presidente americano Donald Trump, quindi il viaggio in Europa. Alla Casa Bianca il primo ministro canadese ha avuto delle rassicurazioni dal neo presidente Usa sulla futura tenuta del Nafta, l’accordo di libero scambio tra il Canada, gli Stati Uniti e il Messico. Certo - ha ammesso Trump -  nei rapporti commerciali tra Ottawa e Washington qualcosa dovrà essere ritoccato, ma si tratta di elementi secondari che non metteranno in discussione la tenuta dell’accordo. 
Il 17 febbraio, infine, Trudeau sarà a Berlino per incontrare la cancelliera tedesca Angela Merkel. E anche questa visita ha un significato particolare. La Germania rappresenta il motore economico dell’intera Unione Europea e con la Brexit alle porte il ruolo di Berlino è destinato ad acquistare ancora più peso. 
Il passato, il presente e il futuro dei rapporti commerciali del Canada insomma passano attraverso le tre tappe di questa settimana. 
TORONTO - Trudeau-Trump. È un meeting che avrebbe dovuto avere luogo, prima o poi; meglio adesso. 

TORONTO - Sono le città canadesi ad alimentare la crescita demografica registrata negli ultimi anni.