Corriere Canadese

L'ex arbitro internazionale, Tony Evngelista, e il festeggiato alle cui spalle si riconoscono Danny Montesano e Filippo Gravina (Foto Corriere T. Pavia)
 
TORONTO - Rocco Lofranco, noto e spesso controverso personaggio della nostra comunità, che ha lasciato il segno nella politica, nel mondo del lavoro e del calcio, ha compiuto 80 anni.
Fisicamente non è in formissima per i postumi di un vecchio incidente stradale, ma mentalmente è sempre al top, pronto a sfornare le sue famose battute al peperoncino.
«Ma guarda un po’ – ha commentato – io juventino doc sto festeggiando circondato da milanisti ai quali abbiamo appena rifilato un piantagrane spacca-spogliatoio come Bonucci».
«Non ho invitato politici – ha detto ancora Rocco -, primo perchè sono troppi. Secondo perchè con loro non sai mai chi è pronto a pugnalarti alle spalle. Terzo perchè questa è una festa sportiva, dominata dal calcio».
Se nel calcio è sempre possibile tutto, anche in questa “partita” si è verificato l'imponderabile. I discepoli del Diavolo hanno battuto per 5-2 gli amanti della Signora per la circostanza rappresentati dal festeggiato e da una vecchia gloria autentica del calcio locale, Giacomo Stecher.
A sventolare le bandiere della Roma e dell'Inter erano in due, uno per club, mentre hanno brillato per la loro assenza i fans del Napoli (Don Pasquale Fioccola, dove eri?).
Tra una bistecca o due ai ferri c'è scappato un mini sondaggio sulla prossima stagione calcistica che si preannuncia più infuocata che mai per il ritorno della milaniste nel gruppo delle papabili.
Ad ogni tifoso sono state poste alcune domande - in verde in questa pagina - sulla propria squadra.
Ecco come hanno risposto.
 
Rocco lo Franco (juventino da 80 anni e qualche giorno)
1) Dispiace, ma Bonucci era una bandiera che andava ammainata. La Juve con la sua partenza ci guadagna uno spogliatoio più tranquillo, una squadra più unita che mai. Al Milan abbiamo dato un piantagrane. Montella stia bene attento.
2) A Cardiff ha sbagliato Allegri. Non ha saputo gestire la squadra ed ha permesso che nell'intervallo succedesse il patatrac che ha fatto sfumare una Champions che si poteva vincere.
3) Bernardeschi come Baggio? Quando Roby venne alla Juve era già un campione acclamato. Bernardeschi è un giovane con ottimi piedi, ma nella Juve dovrà fare la gavetta e tanta panchina.
4) Il settimo scudetto di fila? È possibile, le altre squadre non si sono rafforzate. La Champions? Sempre la solita ferita aperta. Ci proveremo di nuovo, questo è certo.
5) Lo scudetto lo vinciamo largamente.
 
Salvatore Marra (milanista d'alta quota)
1) Il bomber se arriva potrebbe significare scudetto. Ora come ora siamo tra i primi quattro.
2) Indubbiamente Bonucci, ma anche a centrocampo abbiamo due molto forti, Kessie e Calhanoglu.
3) Bisogna capire che Donnarumma è nato e cresciuto nel Milan, voleva restare in rossonero. Poi la telenovela con regia Raiola ed alla fine più soldi por tutti, incluso il Milan che ora non lo perderà più a costo zero.
4) Io credo in Montella. È un allenatore moderno con metodi di gioco moderni, lo ha dimostrato sulle panchine di squadra meno forti del Milan.
5) Il Milan vincerà lo scudetto.
 
Danny Montesano (interista lindo, pardon Lido)
 1) L'Inter ha finalmente preso un allenatore bravo e tosto, Spalletti. Lui riuscirà a ridare alla squadra la grinta, l'anima, la voglia di sudare sangue su tutti i palloni.
2) Borja Valero farà il direttore d'orchestra a centrocampo. Con lui la manovra sarà più ordinata. Poi in avanti ci penserà Icardi.
3) Il problema è ancora la difesa, ma il mercato è ancora lungo.
4) L'obiettivo dell'Inter è riguadagnare la credibilità come squadra e come società. Se poi arriva prima del Milan tanto di guadagnato.
5) Per lo scudetto mi duole dirlo, ma la Juve è ancora la Juve. Noi speriamo di essere tra le prime tre.
 
 Filippo Gravina (milanista in cattedra)
 1) Abbiamo bisogno di un grande lì davanti, ci stanno lavorando sopra e arriverà.
2) Bonucci più importante, è una specie di generale di lungo corso. Dirigerà e comanderà il reparto difensivo come Baresi.
3) Tanto rumore per nulla, anzi per molti soldi. Ma il rendimento sul capo sarà lo stesso.
4) La squadra è quasi tutta nuova, Montella per bravo che sia avrà problemi di amalgama almeno all'inizio.
5) Il campionato lo vince il Napoli, Milan nella Champions.
 
Filippo Didiano (milanista sacchiano e baggiano)
1) Il prezzo è alto, ma se Cairo abbassa il tiro il Milan tornerà su Belotti, un uomo d'area comunque ci vuole per completare il nuovo Milan.
2) L'acquisto più importante sono i nuovi proprietari che hanno messo, e stanno mettendo, tanti soldi nel Milan per riportarlo dove lo ha portato Berlusconi. 
Permettetemi di sottolineare che il presidente del Real ha appena detto che l'avversario storico della sua squadra era appunto il Milan che era grande quando ancora il Barcellona era una squadretta.
3) Donnarumma? Temo che sia un flop, nel senso che per un ragazzo di 18 anni ha subito troppo pressioni psicologiche per non risentirne. Speriamo mi sbagli....
4) Non so esattamente cosa gli pesa sotto, ma Montella certamente dovrà lavorare moltissimo, dimostrare di avere le capacità per assemblare un squadra ex novo. Una cosa comunque è certa, Montella non è , ancora, ai livelli di Ancelotti o di Mourinho.
5) Mi auguro che il Milan sia la mina vagante del campionato, ma la Juve rimane la più ricca di amicizie altolocate nel palazzo ed è la meglio organizzata e con un organico eccellente. Primo il Milan, per obbligo di tifo, poi il Napoli per simpatia.
 
 
Giacomo Stecher (juventino tiepido ma non tanto)
 1) Forse no, perchè caratterialmente l'uomo ha minato qualcosa nella Juve. In ogni caso visto il suo rapporto con Allegri era chiaro che uno dei due dovesse cambiare squadra.
2) Nessuno sa cosa sia veramente successo nell'intervallo di Cardiff. Di certo si sa che tra la squadra del primo tempo e quella del secondo c'è stata una metamorfosi incredibile.
3) Bernardeschi è uno dei tanti giovani bravini del calcio italiano. La Juve ha sempre puntato sui giovani italiani che poi ha...prestato alla nazionale. Bernardeschi per ora a Baggio porterebbe la borsa.
4) Settimo scudetto: grosse possibilità di farcela. La Juve deve guardarsi specialmente dal Napoli.
5)  Per la Champions sarà molto dura, con le solite, più le inglesi che son rientrate. La concorrenza è terribile e la tradizione è quella che è.
 
Vincenzo Di Tommaso (milanista normale)
1) Sarà la ciliegina sopra la torna. Un finalizzatore della manovra ci vuole, e verrà.
2) Bonucci è il leader della linea difensiva. Uno tosto come lui il Milan non lo ha mai avuto in difesa, almeno negli ultimi anni.
3) In porta i soldi non contano. Donnarumma farà un altro passo avanti nella corsa alla corona di Buffon come miglior portiere del campionato.
3) Montella è di fronte ad un duro test, se lo supera il Milan farà sfracelli in campionato. Per lo scudetto lotta tra Juve e Napoli, Milan terzo.
 
Annibale Merante (romanista all'arrabbiata)
1) Sarà la Roma di De Rossi.
2) Monchi opera secondo le direttive della socità che gli ha ordinato di vendere prima di comprare.
3) Di Francesco a Roma ha vinto uno scudetto da giocatore, Quest'anno vincerà lo scudetto da allenatore.
4) Tutti i cannoni per sparare debbono essere caricati. Qualcuno che servirà Dzeko ci sarà comunque e lui di gol ne farà ancora molti.
5) Il campionato lo vince la Roma con il Napoli al secondo posto. E Montella sarà esonerato prima di Natale. La Juve? E chisenefrega.
 
Marcello Chiappetta (milanista di prima bacchetta)
 1) Manca un bomber. Io vorrei fosse Kalinic che è forte di destro, di sinistro, di testa.
2) Donnarumma e Bonucci. Il portiere ha dimostrato di essere una garanzia ed il teatrino del rinnovo milionario non lo distrarrà dal suo compito principale, parare. Bonucci è uno che si incazza da morire quando perde. Uno come lui non si discute, si tiene al centro d ella difesa gli si consegna la bacchetta di comando in mano.
3) Montella ha le palle al 100 per cento.
4) La Signora è favorita, come al solito, ma se deve vincere lo faccia senza gli aiutini che riceva sempre. Il Milan deve come minimo arrivare prima dell'Inter.
 

Il 16 luglio si è tenuto l’annuale picnic della Basilicata Cultural Society. Come è oramai consuetudine il picnic ha registrato un grande successo: numerosa partecipazione di giovani, nipotini e nonni. Nella foto un momento dell’allegra scampagnata con il Mazziotta, lo chef Enzo che gestisce la cucina della sede e il signor Damiano Petrozza con l’editore del Corriere Canadese Joe Volpe e suo nipote Matteo.

TORONTO - Comincia in salita il percorso del nuovo Comites. Il nuovo organo rappresentativo degli italiani di Ontario, Manitoba e Territori del Nord Ovest infatti nelle elezioni del 14 luglio scorso è stato votato da appena 290 persone. Un numero clamorosamente basso in una città dove gli iscritti Aire sono intorno ai 70mila e che è poco più di un decimo dei 2.359 voti che nel 2015 servirono per eleggere il Comites che poi si è sciolto a inizio anno tra le polemiche.  
 
In tutto sono state 290 le schede ritenute valide in questa elezione straordinaria del Comites,
nel 2015 erano state 2.359;
Ogni elettore poteva scegliere fi no a un massimo di 4 preferenze;
Le preferenze totali per i 12 eletti sono state 802, nel 2015 erano state 6.972

TORONTO - Il santuario della Madonna delle Grazie di Mary Lake a King City ha ospitato il  “Magnificat concert”, un concerto sinfonico corale. Protagonisti il Coro San Marco, l’orchestra di giovanissimi della Cardinal Carter Academy for the Arts e grandissimi solisti.
Il concerto ha avuto lo scopo di  celebrare il 150º anniversario del Canada, il mese della cultura italiana ed il 75º anniversario degli agostiniani a Mary Lake. 
L’Ordine di Sant’Agostino o Ordine agostiniano, basato sull’insegnamento del Vescovo di Ippona (354-430 d.C), è stato fondato nel 1244 per vivere e promuovere lo spirito di comunità vissuto dalle prime comunità cristiane.
A dare il via al concerto sono  stati “O Canada” di Callixa Lavallee e l’“Anthem for the Celebration of the Canadian Federation” del grande compositore canadese Healy Willan (1880-1968) per celebrare l’anniversario dei 150 anni della fondazione del Canada.
Ha fatto seguito il difficilissimo ma brillante “Magnificat” del compositore barocco veneziano Tomaso Albinoni (1671-1751) con ben quattro solisti, coro ed orchestra diretti dal maestro Calleja, che ha entusiasmato il numeroso pubblico.
Tra gli artisti presenti la giovane cantante Alesandra Trimmeliti, 
la soprano Cherry Ann Mendez, il tenore Michael Nasato, il baritono Kevin Miller, la soprano Iwona Jaszczur, la soprano Iwona Jaszczur e la mezzo-soprano Mila Ionkova.
Il Coro San Marco ha consegnato una borsa di studio al giovane membro del coro Ronald Tappawan, recentemente immigrato in Canada dalle Filippine che è iscritto alla facoltà di musica presso la York University.
Nella seconda parte del concerto il coro ed il pubblico hanno onorato gli agostiniani del santuario con l’inno “Holy Father Augustine”. Ha fatto seguito l’inno a San Giuseppe patrono degli agostiniani in Canada e dello stesso Canada, composto dal direttore del Coro San Marco Daniele Colla. Il concerto si è concluso con l'interpretazione in prima mondiale del “Magnificat” composto da padre Louis Di Rocco, una composizione all’insegna della più profonda preghiera e grande gioia con le due soliste Iwona Jaszczur  soprano, e Mila Ionkova, mezzo-soprano, coro ed orchestra diretti dal maestro Calleja. 
TORONTO - La serata è diventata qualcosa di più rispetto a ciò che gli organizzatori avevano in mente del meeting su Casa Italia. il console generale Giuseppe Pastorelli, fiancheggiato dal presidente della Canadian Business and Professional Association (CIBPA), Ed Burello, dall’ex giudice Frank Iacobucci e da Sam Ciccolini, si è incontrato con alcuni rappresentanti della comunità italiana al Western Point Club martedì 11 luglio per avere degli input sui piani potenziali per il terreno che attualmente ospita il consolato italiano a Toronto.
Erano presenti altre diciannove persone. Non è stato offerto alcun piano o progetto definitivo per la discussione o la valutazione. Uno dei punti espressi senza equivoci è quello che lo Stato italiano sembra essere l’unico proprietario del terreno al 183 di Beverly Street.
Il console generale Pastorelli ha sottolineato 3 principi che guidano le deliberazioni dell’Advisory Committee dei “leader della comunità” selezionati per fornire una guida attraverso il processo di consultazione e di sviluppo. Questa commissione include, oltre quelli già nominati, anche Pal Di Iiulio, Con Di Nino e Julie Di Lorenzo.
Brevemente, questi principi sono i seguenti: (1) preservare il valore storico della Chudleigh House, (2) dare onore e mantenere in vita la “visione” di quei tre uomini che “ri-acquisirono” la proprietà dal governo canadese nel 1955, (3) valutare le modalità per arrivare a benefici duraturi [alla comunità].
La presentazione e i responsi sembravano intesi a convincere l’audience che NULLA era stato deciso e che tutti quanti si sarebbero trovati una tabula rasa sulla quale ognuno avrebbe potuto incidere la propria visione. 
Non hanno avuto un successo completo.
Franco Misuraca ha deplorato la bassa presenza e la mancanza di documentazione che attestava il diritto del governo (canadese) di vendere la proprietà alla CIBPA. Una signora che si è identificata come Renata ha chiesto il piano del consolato al quale il pubblico potrebbe rispondere. Giuseppe Cafiso ha domandato quale fosse il piano che la CIBPA sperava il pubblico potesse amplificare.
Lui ha fatto numerosi suggerimenti su come possano arrivare dei benefici alla comunità. Burello si spiegava di non sapere quale benefici possano esserci.
Daniela Di Marco voleva sapere come si sarebbe potuto finanziare uno sviluppo e se ci fosse qualche investitore privato interessato nello sviluppo del sito come parte delle loro attività filantropiche.
Gli ha fatto eco Fulvio Florio. Sia Ed Burello che Sam Ciccolini hanno ammesso che non ce ne sono. Dan Montesano ha chiesto dove gli eventuali proventi della vendita sarebbero andati a finire.
Ancora, i due individui hanno indicato di non averci pensato e che comunque il processo non era andato ancora così in là.
Non è stato rassicurante.
Renata ancora ha detto che il pubblico non vuole che per Casa Italia accada quanto sta succedendo per il Columbus Centre: “alla fine non abbiamo nulla”. Pal Di Iulio, una volta Ceo del Columbus Centre, ha sottolineato che qualsiasi piano che sviluppi una visione richieda il giusto modello finanziario per pagare ogni cosa.
Il mercato chiede che si sviluppi il terreno secondo il migliore uso. Un punto ripreso da Sam Ciccolini che ha chiuso le osservazioni a sostegno: si devono percorrere strade che massimizzino il valore dei beni.
C’è un altro meeting in programma a settembre, prima che una decisione venga presa.