Corriere Canadese

TORONTO - Di coloro che sabato andranno sul Muro dei Famosi alcuni li ho conosciuti mentre ero uno giovincello alle prime armi del giornalismo. Negli anni ho parlato, scritto e discusso di calcio con tutti loro.
Ecco come li ricordo. 
 Gino Ventresca: Sempre elgantissimo, sempre signore in ogni circostanza. L’Italia  gli costò tantissimo ma e gli diede grandi soddifazioni. Ingaggiò nientedimeno che Jose Altafini e con lui fece una grande Italia. Nel 1982 Ventresca portò in Italia un folto gruppo di tifosi per seguire la prima partita dell’Italia campione del mondo, Italia-Cecoslovacchia.
 
Johnny Lombardi: Era presidente della Toronto Italia quando Gianni Agnelli lo invitò a Torino per scegliere un giovane della Juve da portare a Toronto. Johnny andò ad un allenamento e dopo disse all’Avvocato: «Vorrei quel numero 10». Il 10 era Omar Sivori che poi a Toronto ci venne come tecnico dell’Italia di Gus Mandarino.
 
Aldo Principe: Era un peperino sempre in movimento. Lavorava in banca ma contribuì a fondare la Westwood Young Generation. Nel 1976 divenne Gm della Metros-Croatia nella quale portò due ragazzi della Westwood, Roberto Iarusci e Carmine Marcantonio ed altri elementi di valore che fecero vincere lo scudetto della NASL alla squadra.
 
Sam Ciccolini: Socio fondatore della Westwood Youg Generation. Il suo campo di competenza era raccolta fondi e pubblic relation.
 
Gus Mandarino: Per portare a Toronto Omar Sivori dovette prendere anche Nestor Rossi, ex gloria dell’Argentina. Sivori e Rossi allenarono l’Italia senza fare grandissime cose. Sivori non si rendeva conto di come un giocatore potesse essere richiamato in panchina,  riposarsi e poi tornare in campo (allora si faceva, lo giuro). 
Di sera Sivori e Rossi parlavano di calcio al ristorante la Gioconda, e si scolavano una bottiglia di Couvasier.
 
Carlo Del Monte: grande motivatore, ottimo tecnico. Nel suo palmares due clamorose vittorie. La prima mentre allenava l’Italia, al Varsity fece piangere il Celtic battuto con un poker di gol. Ad Hamilton, mentre guidava gli Italo-Canadiens piegò l’Udinese di Causio.
 
Tony Lecce:  elegante terzino dei Falcons anni 70. Fino al 1973 è stato nella Toronto Metros. Ha giocato nove volte nella nazionale maggiore del Canada.
 
Pasquale Pietrantonio: Centrocampista di quantità più che di qualità. Della Westwood Azzurri era motorino e  motivatore. Nella prima Targa del Corriere, al momento di calciatore il rigore decisivo gridò: «Dio sbaglia, Pasquale no». E non sbagliò.
Roberto Iarusci: Una volta fermò Francesco Rocca, formidabile terzino della Roma di Lidholm. Dopo quell’amichevole Liedholm avrebbe voluto portarselo in Italia. Ma le frontiere erano chiuse. E Iarusci, poveretto, finì ai Cosmos.
 
Tino Baxa: Vero veterano dei giornalisti italiani di Toronto. Fu lui negli anni 60 che teneva vivo il calcio della Serie A nel programma Panorama Italiano di Mascia. Tino il calcio non lo ha solo descritto, ma anche disegnato.
 
Paolo Canciani: tv, giornali, radio. Paolo è il “tuttofare” media italiani.
 
Nicola Sparano:  ancora rode la sufficienza, quasi disprezzo, con le quali the Ald Stock Canadians hanno sempre trattato il calcio italiano, quello locale e quello del Bel Paese.

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