Corriere Canadese

Maradiego a teatro, per cenare con stile
 
Buongiorno,   secondo te Maradona preferisce la quantità alla qualità?
  - Quando giocava era qualità pura: gol spettacolari e giocate da paraculo, vedi  la Mano de Dios che fregò gli anglè. Da quando ha smesso si è dato decisamente alla quantità: più vizi da togliersi, più girlfriends e panchine prese e lasciate, più apparizioni ovunque ci fosse da raccogliere coccole e quattrini, più figli da fare o da riconoscere. Perchè questa domanda?
Maradiego recentemente è stato a Napoli ed è andato al San Carlo.
- Il San Carlo, come la Scala, è un famoso tempio dell’arte teatrale. E tu dici che Dieguito è andato a  teatro?
Gnorsì, sissignore. A teatro è andato. Per mangiare. Tanto non pagava, anzi  pagavano a lui.
- Carissimo alter ego, lavati la faccia che così ti svegli. Cosa ci azzecca (voce del verbo avvicinare) il ristorante con il teatro, e viceversa?
Ad occhio e croce poco o niente, ma nel Bel Paese il sacro spesso si accompagna al profano.
- Non buttiamola nel campo di Francesco che ha, perdoni Santità, ben altre rogne da grattarsi. Che intendi dire con sacro e profano?
Nel foyer (atrio) del teatro hanno improvvisato un ristorante per una cena di gala in onore dell’illustre Panza de Oro. La cena è stata preparata da cinque, ripeto, cinque famosi chef. I cinque artisti di pentole  e tegami, con il cappello a tubo, detto anche toque blanche, o toque da cuoco, hanno dato vita ad una sfida culinaria giocata sul filo della maradonite.
 - Che hanno mangiato di buono?
Hanno comiciato dagli sconcigli.
- Che sarebbero...
Si chiamano anche murici o coccioli.
- Ancora non si è accesa la lampadina in testa...
Pacienza santa aiutami. Si tratta di lumachine di scoglio con il guscio appuntito. Oggi  sono antipasti. I romani dai tempi di Nerrone ne traevano la porpora.
-La porpora?
Si, quella che usavano per dare colore alle toghe dei senatori.
- Lasciamo stare la politica, please, torniamo alla tavola, per favore. Continua con il menù, ma vacci piano altrimenti comincio a sentire appetito e non sono neanche le otto.
Gli sconcigli sono stati serviti come antipasti,  due o tre a testa.
- Tre lumachine soltanto. Perchè?
Questione di stile innazitutto. Nei pranzi di gala conta la qualità e non la quantità.
- Ah, ora capisco la domanda iniziale su qualità e quantità. A Maradiego le due lumachine saranno sembrate pochine.
Beh, poi è arrivato il risotto al tartufo bianco, minestra di pasta mista con ristretto di crostacei e pesce di scoglio, stinco di maiale con verza e scampi,  filetto di maialino casertano con mele annurche, peperoni “imbuttanati”, sfera di baccalà in cassuola, catene di mozzarella di bufalo. E per dolce...
- Un momento, fammi digerire. Solo a sentire mi è venuta l’acquolina all’ugola. Però mi devi spiegare, cosa significa “stinco” di maiale.
Zappa di porco, naturalmente. In Calabria ci fanno la “gelatina”, ma quella è una pietanza da bassa plebe.
- Mele annurche, cosa sono?
Le migliori  della Campania. Si raccolgono acerbe a settembre  e si fanno maturare in cantina. Quando diventano rosse sono un inno per le papille gustative.
 - La zampa di maiale con le verze le mangiavo da piccolo, in casa della buonanima di mio nonno paterno. Ma lì il porcello veniva condito solo con le verze. Con gli scampi che sapore ha?
Come telefono a Maradiego me lo faccio spiegare. Ma scommetto che lui vorrà parlare dei dolci di quel pranzo.
- Che sarebbero?
Tutti quelli tradizionali italiani, ma uno era davvero speciale trattandosi del Vesuvio fatto interamente di babà, il cratere aveva una “cravatta” fatta da una sciarpa del Napoli sulla quale spiccava un grande 10. E c’era anche una specie di torre nuziale con il pupazzetto di lui medesimo.
- Con cosa hanno bagnato la famosa ugola?
Vini della Campania, Aglianico, Fiano e Spumante Dubl  Greco dei feudi di San Gregorio. Per finire un Limoncello ghiacciato.
- E la frutta?
Maradiego ha chiesto, ed ottenuto, una insalata di ananas, kiwi e mela bianca.
- Perchè proprio la mela bianca?
È cosa da gente raffinata. La cosidetta alta classe del Bel Paese  campa in un mondo lontanissimo da quello dei cristiani normali. Questi ultimi lo stinco di maiale lo mangiano per necessità, quando se lo possono permettere.

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Nicola Sparano

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