Corriere Canadese

Benabbronzato e bentornato anche se... ci hanno messo al muro.
>Al muro? Ci vogliono fucilare per essere andati in vacanza?
Capisti male, il muro in questione non è quello delle esecuzioni.
>E qual’è? Non la muraglia der peggio fico del bigonzo, spero.
Altro sbaglio, non ci siamo. Si tratta di un muro speciale.
>Speciale come?
È fatto di calce, mattoni e intonaco. Ma è anche un muro che c’è senza esserci.
>Forse hai preso troppo sole, sei intronato se parli di muri che ci sono senza esserci.
La parete vera fatta da un “fravecatore” (muratore) qualsiasi c’è, ma è meno importante di quell’altra eretta senza mani.
>Ohimamma, qualcuno mi passi due aspirine, o tre. Dimmi secco e circonciso, pardon conciso: di che hazzo di muro si tratta?
Il muro della fame.
>Della fame? Questa è nuova. Esiste il muro dell’appetito?
Gnorante. Non della fame italiana, ma della fama anglè. Per noi italici si tratta del Muro delle Celebrità, Wall of Fame per gli altri.
>Muro delle celebrità? Ma quello è per chi fa cose eccezionali in campo sportivo, noi che ci entriamo?
Forse hanno pensato di ricompensare le infinite partite giocate con un pallone di carta e di parole contro avversari che vedevano il soccer come sport di “bush league” adatto soltanto ai forestieri.
>Ah, ricordo. La stampa scritta vomitava regolarmente sul soccer, le tv manco sapeva che il calcio esistesse. Ora le cose sono cambiate da così a così.
Merito nostro, naturalmente...
>Manco per niente, non vanagliorare. Il merito è dei compianti Mario e Umberto Alati e di Emilio Mascia. I cugini Alati erano dei visionari che nel 1973 portarono nella sale dei locali le partite della Serie A.  Emilio Mascia intuì che il calcio poteva diventare il cavallo di  battaglia di Telelatino e lo introdusse nelle case degli italo, in diretta, ogni domenica mattina. 
E poi che successe?
>Le tv anglè scoprirono che nello sport del pallone c’era da inzuppare parecchio pane. I diritti calcistici erano relativamente cheap, le stesse partite si giocavano nelle ore in cui loro dovano cartoni animati. E, soprattutto, si rivolgevano ad una audience silenziosa e mai sfruttata prima, quella dei nuovi canadesi con poca lingua e parecchi soldi in banca.
Se ho capito bene, all’improvviso le tv ebbero due “prime time” extra, uno al mattino, l’altro nel primo pomeriggio.
>Bravo. Fu il motivo economico a togliere al calcio il vestito da cafone per fargli indossare quello da sera. Ora le partite in diretta e aggratis ci escono dalle orecchie, anche se ce ne sono alcune che per vederle devi mettere mano alla saccoccia.
Allora è anche grazie a noi italici che oggi c’è il Toronto Fc.
>Gnorsì, ma fai attenzione. La copertura tv del calcio mondiale è di prima bacchetta, il calcio giocato MLS è qualitativamente quasi da bush league, serie C, al massimo bassa serie B.
Ma c’è Giovinco!
>Una formica, pardon una rondine, non fa primavera.
Perchè non c’è Giovinco sul muro delle celebrità?
>È qui da poco e con dagli italici si tiene alla larga, sembra avere la puzza sotto il naso come ce l’aveva perticone Bargnani.
Ma dimmi, come e quando lo inaugurano ufficialmente questo benedetto muro?
>Con una festa alla Primavera, il prossimo primo di aprile.
Il giorno del pesce? Fosse che fosse uno scherzo?
>Gli Azzurri capitanati da Bob Iarusci sono un gruppo serio, e coloro che finiranno sul muro meritano rispetto, alcuni più degli altri.
Ricordami, please, quali foto adranno sul muro.
>I compianti Aldo Principe (tra i fondatori originali della Westwood Young Generation), Johnny Lombardi che una volta si fece in mutande un pezzo di College perchè l’Italia era stata battuta dalla Roma. Poi c’è il presidentissimo Gino Ventresca che nell’Italia portò nienedimeno che Jose Altafini.
E gli altri?
>Il maestro dei giornalisti italiani di Toronto, Tino Baxa e il poliedrico Paolo Canciani che dalla tv è passato alla radio ed ora scrive pure per Lo Specchio. Poi ci sono, Bob Iarusci, Carlo Del Monte, Sam Ciccolini, Gus Mandarino, Tony Lecce e Pasquale Pientrantonio.
Ad occhio e croce, manca un nome, ed un ritratto,  il nostro.
>Se lo sai perchè lo chiedi? Comunque, a riguardo ecco cosa ha mi ha scritto un lettore:  Caro Nicola, hai toccato la corrente elettrica.  Certo che non sei affatto bello, ma non così brutto come appari nella foto. Firmato, un amico.
E tu che gli hai risposto?
>Che ogni scarrafone è bello a mamma sua. E che gli amici si firmano.
*Per i biglietti della festa rivolgersi a Toronto Azzurri al 416-782-1578.

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Nicola Sparano

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