Corriere Canadese

Cultura e Spettacoli

Sebastiano Bazzichetto
 
TORONTO - La compagnia di Gesù venne fondata da Ignazio de Loyola nel 1534 a Parigi per essere poi approvata da Papa Paolo III nel 1540. In soli cinquant’anni i Gesuiti sarebbero diventati consiglieri e ministri di principi e monarchi, avrebbero incantato gli imperatori della Cina con gli orologi meccanici e avrebbero portato dalle Americhe la passiflora, poi coltivata nelle terre romane.
Giovedì 19 gennaio, il professor Francesco Guardiani (Department of Italian Studies) terrà una lezione proprio sui Gesuiti per il “Toronto Renaissance and Reformation Colloquium”, co-sponsorizzata dall’Emilio Goggio Chair in Italian Studies. 
La conferenza toccherà l’autobiografia e le lettere di Ignazio, la stesura degli Esercizi Spirituali che divennero esercizi educativi con la “Ratio Studiorum” di Claudio Acquaviva nel 1599; infine presenterà un certo numero di “apostoli della modernità”, missionari italiani che hanno utilizzato quel libro e la sua innovativa funzione moderna di emancipazione culturale in Asia orientale e nelle Americhe.
 
(Giovedì 19 gennaio, ore 4pm, Senior Common Room, Victoria College, Toronto).
 
Riparte l’anno dell’Altra Italia con “Il racconto dei racconti” (“Tale of Tales”), film di Matteo Garrone presentato nel maggio 2015 a Cannes. La pellicola del regista italiano, conosciuto ed apprezzato dal grande pubblico per “L’imbalsamatore”, “Gomorra” e “Reality”,  presenta un cast internazionale di tutto rispetto, da Salma Hayek a Vincent Cassel passando per Tobey Jones.
L’incantevole racconto fiabesco che mette in scena Garrone affonda le proprie radici in una nobilissima fonte letteraria: vengono infatti liberamente adattate alcune storie da “Lo cunto de li cunti” del napoletano Giambattista Basile del 1636. Le fiabe sono tre: “La cerva bianca”, “La vecchia scorticata” e “La pulce”.
Il film è davvero imperdibile: presenta scenari e location di una bellezza mozzafiato, rapiti in un caleidoscopio di architetture e natura tutte italianissime ed i costumi nascono dal genio di Parrini, allievo di Piero Tosi (costumista del “Gattopardo” di Visconti) con una cura per i dettagli da vero storico dell’abbigliamento.
 
(Venerdì 20 gennaio, ore 7:00 pm Reception al “Maison Mercer” - ore 9:00 pm Proiezione al Tiff Bell Lightbox, 350 King St W, Toronto).
 
Sebastiano Bazzichetto
 
TORONTO - In un mondo in continuo movimento ed in una società in frenetica evoluzione (ed involuzione) uno degli elementi che più manca alle nostre esistenze è il tempo, padre di tutte le cose, secondo molti sociologi e psicologi contemporanei il lusso del nuovo millennio. Senza voler scomodare il classico adagio virgiliano e le sue Georgiche o la ricerca clinica ed esasperata di Proust, è chiaro a noi tutti che “tempus fugit”, e inesorabilmente.
Se qualcosa viene a mancare è di fatto qualcosa di cui non si può fare a meno e, con il linguaggio fotografico, è quello che Ljubodrag Andric esprime attraverso le immagini de “Il tempo necessario” presso la Galleria dell’Istituto italiano di cultura. Inaugurata il 30 novembre scorso, la mostra parla di luoghi, di colori e di luce: una luce che non definisce solamente le forme ma che è la vera protagonista degli scatti di Andric.
Nato a Belgrado nel 1965 da padre scrittore e drammaturgo e madre attrice, l’artista all’età di quindici anni inizia ad occuparsi di fotografia. Studia letteratura all’università di Belgrado prima di dedicarsi completamente all’arte fotografica. 
Dal 1986 vive a Roma per poi trasferirsi a Toronto nel 2002, dove risiede attualmente.
Nel 2016 una selezione di scatti è stata in mostra presso la Fondazione Querini Stampalia a Venezia, dal 25 luglio al 2 ottobre, e alla Triennale di Milano, dal 2 agosto al 25 settembre. 
Una mostra dedicata al suo lavoro si aprirà inoltre al Musée des beaux-arts di Le Locle, Svizzera, nel febbraio di quest’anno.
Domani sera, l’artista parlerà dei suoi lavori in conversazione con la professoressa Marta Braun, docente presso la Ryerson University di Toronto. 
Seguirà un momento di domande e risposte tra l’artista ed il pubblico presente
 
(Mercoledì 11 gennaio, ore 18.30: Istituto italiano di cultura, 496 Huron Street, Toronto – Ingresso libero)