Corriere Canadese

Economia

TORONTO - Mercato Immobiliare -- Non è una tradizione di inizio anno nuovo ma i seguaci del mercato immobiliare canadese non sanno farne a meno e sono curiosi di conoscere le previsioni degli esperti per il 2017.
Quel che economisti, analisti e agenti immobiliari prevedono in tutto il Paese è che il trend al rialzo del costo delle case continuerà anche quest’anno. La società immobiliare Re/Max si attende che il prezzo medio di una casa in Canada (inclusi i condomini) salirà del 2 per cento nel nuovo anno, più o meno in linea con le previsioni fatte dalla Rbc lo scorso novembre, che fissano il costo di una casa a $448.900.
Le forze principali dietro la maggior parte della salita dei prezzi nazionali sono la Greater Toronto Area e la Greater Vancouver. Le previsioni indicano nel 2017 un rallentamento degli utili in questi mercati. Il prezzo medio di vendita di una casa nella Gta dal gennaio ad ottobre di quest’anno è salito del 17 per cento assestandosi a 725.857 dollari. Nella Greater Vancouver, secondo Re/Max i prezzi sono saliti del 13 per cento da gennaio ad ottobre 2016 toccando $1.020.300 e continueranno ad andar su il prossimo anno di un altro 2 per cento.
L’andamento più debole delle province che dipendono dalle fonti di energia e che  si discostano dai mercati relativamente più forti di Toronto e Vancouver, è generalmente destinato a continuare. «Non è affatto imprevedibile», dice Christopher Alexander, direttore regionale di Re/Max Integra Ontario-Atlantic.
I prezzi delle case rimarranno stabili nei prossimi dodici mesi nei mercati delle Prairie Edmonton, Saskatoon e Regina.
La domanda di abitazioni di proprietà verrà sostenuta, secondo Alexander, dal desiderio di possederne una come “parte del sogno canadese”. «Questo Paese ha un sacco di aspetti positivi. Nel complesso il tasso di  disoccupazione è molto basso e quindi le persone continuano a comprare. La metà dei canadesi vuole acquistare qualcosa entro i cinque-dieci anni e quindi c’è ancora una domanda sufficiente», aggiunge Alexander.
Dal mese di gennaio a quello di ottobre scorso sono state 99.354 le case che hanno cambiato proprietario nella Gta, mercato più attivo di tutto il Paese, e Re/Max prevede che le vendite del prossimo anno possano essere inferiori del 5 per cento. A smorzare la tendenza al rialzo del mercato saranno alcuni fattori come i prezzi delle case molto alti, la riduzione di offerta e i tassi dei mutui più alti. A livello nazionale la Rbc prevede che a livello nazionale la vendita complessiva di case sarà pari a 527.900.    Nel 2017 le vendite e gli acquisti scenderanno a 467.100, facendo registrare un calo dell’1.5 per cento.
Nel 2017 investire nel mattone ad Ottawa significherà spendere in media $378.000, il 2 per cento in più rispetto al 2016 quando è stato sufficiente spendere $371.000. Nel 2015 il prezzo medio di una casa è stato di $368.000. Ed allora cosa ha in serbo, stando alle previsioni il 2017 per le altre grandi città del Canada? Nella zona di Vancouver il prezzo medio sarà alle stelle con $1.041.000 con Toronto che seguirà a ruota con $784.000. Distaccata Barrie con $426.000, Kitchener/Waterloo dove la casa costerà $413.000. Nella capitale, Ottawa, occorrerà spendere $378.000, nella zona di Montreal $368.000, ad Edmonton $364.000. Fanalini di coda saranno, si prevede, Kingston con $312.000 e Halifax/Dartmouth con abitazioni che costeranno in media $292.000.
 
TORONTO - Alle 11.47 am di ieri, 3 gennaio, i 100 Ceo più pagati del Canada hanno già intascato quanto un canadese medio guadagnerà in tutto il 2017. A rivelarlo è uno studio del Canadian Centre for Policy Alternatives pubblicato ieri che mostra come la forbice tra i guadagni dei manager più pagati del Canada e la gente normale si è allargata ancora  arrivando nel 2015 a uno stipendio medio per i top manager da 9.5 milioni di dollari, pari a 193 volte la paga media di un canadese.
Secondo lo studio, curato dall’economista torontino Hugh Mackenzie, tra il 2014 e il 2015 i compensi dei Ceo più pagati del Paese sono saliti ulteriormente del sette per cento, toccando appunto la media di 9.5 milioni all’anno.
Lo studio, che prende in esame le 249 compagnie iscritte alla Borsa di Toronto e utilizza i dati delle 100 persone in cima alla lista, mostra il contrasto stridente tra i 9.5 milioni in media guadagnati nel 2015 dai top manager e i 49,510 dollari messi insieme in 52 settimane di lavoro da 952.11 dollari l’una da un canadese medio.
Il divario diventa ancora più impressionante se si paragonano gli stipendi d’oro dei Ceo ai lavoratori a paga minima. In quel caso infatti i 100 top manager del Canada hanno incassato già il 2 gennaio alle 2 pm i 23,256 dollari che un lavoratore a salario minimo impiega un anno a 11.18 dollari l’ora a guadagnare.
Ovviamente nel conto dei Ceo non c’è solo lo stipendio, che solitamente è una parta minima dei compensi guadagnati in un anno. Vengono conteggiati infatti anche i vari bonus, le azioni e le stock option. 
Non a caso l’ex Ceo di Valeant Paharmaceutical Industries Michael J. Pearson guida con enorme distacco la classifica dall’alto dei suoi quasi 183 milioni di dollari l’anno frutto solo di bonus e azioni. Pearson, che non è più Ceo dall’aprile 2016, stacca di oltre 150 milioni il secondo classificato, ovvero il Ceo di Magna International, Donald Walker, che si “accontenta” di 26.5 milioni di dollari. Quasi 20 milioni invece per il terzo in classifica, il Ceo di Canadian Pacific Railway Hunter Harrison.
Anche nell’empireo dei guadagni però c’è chi piange, per modo di dire. È il caso di John Chen, Ceo di BlackBerry. Nel 2014 Chen era stato il Ceo più pagato del Canada e un anno dopo è crollato al 91º posto con i suoi 3.8 milioni di dollari.
Il meno pagato dei top 100 Ceo canadesi è invece Eric La Flèche di Metro Inc., che nel 2015 ha guadagnato circa 3.6 milioni di dollari. Solo due le donne nella lista: Linda Hasenfratz di Linamar Corp. e Dawn Farrell di TransAlta Corp.. Hasenfratz è ottava in classifica con i circa 14.2 milioni di dollari guadagnati nel 2015. Farell invece con i suoi 4.5 milioni è 74ª.
Secondo l'autore del rapporto, Hugh Mackenzie, i Ceo 30 anni fa guadagnavano circa 40 volte lo stipendio medio di un lavoratore. Ora siamo a 193 volte, quasi cinque volte tanto.
“Nessuno vale tutti quei soldi - dice chiaramente Mackenzie - è assurdo”. Eppure tra il 2008 e il 2015 i compensi dei 100 Ceo più pagati del Paese sono salite del 30 per cento, mentre gli stipendi medi dei lavoratori sono aumentati del 17.5 per cento.