Corriere Canadese

Esteri

TORONTO - Il Canada e l’Unione Europea hanno deciso di rafforzare i loro legami commerciali, dando una risposta concreta alle istanze protezionistiche di Donald Trump. È quanto ha ribadito Manfred Weber, presidente del Partito Popolare Europeo, nel salutare ieri il via libera definitivo dell’Europarlamento al Ceta, il trattato di libero scambio tra il Canada e l’Ue. L’assemblea di Strasburgo, a un giorno dalla visita del primo ministro Justin Trudeau, ha ratificato il trattato con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astensioni. In attesa del voto dei singoli parlamenti del Vecchio Continente e dell’approvazione del Bill C-30 - la legge quadro canadese attuativa dell’accordo commerciale - circa il 90 per cento delle provvisioni contenute nel trattato entreranno in vigore in via provvisori a  partire da aprile.
Grande soddisfazione è stata espressa dal governo liberale, che vede ormai a portata di mano la realizzazione di un accordo commerciale frutto di un negoziato lunghissimo - fu iniziato nel 2009 dalla precedente amministrazione Harper - che in questi anni aveva subito numerose battute d’arresto e che in alcune fasi aveva rischiato concretamente di naufragare. “Questo è un accordo fatto per i canadesi - ha dichiarato ieri François-Philippe Champagne - ministro per il Commercio Estero - questo trattato permetterà ai nostri consumatori di avere più scelte a costi più bassi”.
È evidente che una volta che sarà a pieno regime, il Ceta fungerà da stimolo ai rapporti commerciali e ai reciproci investimenti tra le due sponde dell’Atlantico. Stando a quanto stabilito, andranno a  scomparire le tariffi doganali del 98 per cento dei beni che vengono scambiati tra il Canada e l’Unione europea. 
Ma a ribadire l’importanza del via libera all’accordo sarà anche il primo ministro canadese, che oggi si incontrerà con il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani e che poi terrà un discorso davanti al plenum dell’assemblea di Bruxelles: un onore questo mai concesso a nessun primo ministro canadese. Il messaggio che porterà Trudeau all’Unione europea sarà quello della necessità di difendere con forza la strategia dell’apertura dei mercati e dell’inclusione commerciale. Un riferimento questo non solo rivolto a Donald Trump e a tutta la nuova amministrazione americana, ma anche a Theresa May che nelle prossime settimane dovrà dare il via al delicato processo della Brexit. 
Di fronte a Washington e Londra che in qualche modo cercano di chiudere - portando con loro inquietanti spettri protezionistici che appartengono al secolo scorso, il Canada e l’Unione Europea decidono di andare nella direzione opposta. 
Domani Trudeau lascerà Strasburgo per raggiungere Berlino, dove incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel. 
TORONTO - L’obiettivo è chiaro: rafforzare le relazioni commerciali, dare una forte spinta all’integrazione energetica e collaborare sulla sicurezza. 

TORONTO - Nafta e scambi commerciali, sicurezza e Nato, immigrazione e oleodotti. Sono questi i temi in agenda per l’attesissimo meeting di oggi a Washington tra Justin Trudeau e Donald Trump. Un incontro - quello tra il primo ministro canadese e il presidente americano - che ha vissuto una lunga fase preparatoria nelle scorse settimane, con i vertici bilaterali negli Stati Uniti tra i ministri canadesi Bill Morneau, Chrystia Freeland e Harjit Sajjan con le controparti americane. Dopo la telefonata di congratulazioni di Trudeau a Trump all’indomani del trionfo elettorale dell’8 novembre e dopo la chiamata dell’inquilino della Casa Bianca per esprimere il cordoglio e la vicinanza del popolo americano in seguito alla strage nella moschea in Quebec, i due leader avranno così la possibilità di confrontarsi in un faccia a faccia carico di significati. E i risvolti da tenere in considerazione sono davvero tanti. In primo luogo il Canada ha bisogno di avere delle rassicurazioni dagli Stati Uniti circa le intenzioni del neo presidente sul fronte del Nafta, il trattato di libero scambio in vigore tra i due Paesi e il Messico, che nei mesi scorsi è stato tacciato da Trump di essere stati “il peggior accordo commerciale della storia”. Il presidente Usa ha confermato a più riprese la sua intenzione di rimettere le mani sul trattato, modificando quelle parti che a suo avviso penalizzano le imprese e i lavoratori americani. Ma Trudeau dalla sua ha parecchie carte da giocare. Si va dal fatto che sono 35 gli Stati americani che hanno nel Canada il maggior partner commerciale, mentre secondo gli ultimi calcoli presentati la scorsa settimana il posto di lavoro di almeno 9 milioni di statunitensi dipende direttamente dal Nafta. Cifre importanti quindi, che sconsiglierebbero qualsiasi colpo di mano di Trump. Ma come fanno notare gli analisti, il presidente Usa ha già dimostrato di essere altamente imprevedibile e di poter andare avanti per la propria strada - come nel caso della messa al bando dei cittadini provenienti da sette Stati islamici, provvedimento questo poi bocciato in tribunale la scorsa settimana - anche quando l’evidenza consiglierebbe di fare l’esatto contrario. In ogni caso nel meeting di oggi i due leader dovranno poi parlare delle nuove strategie energetiche di Trump. In particolare il tycoon del mattone ha ribadito le scorse settimane di voler completamente ribaltare la decisione dell’ex presidente Barack Obama sull’oleodotto Keystone XL. Una notizia questa accolta molto positivamente da Trudeau, acceso sostenitore del progetto di costruzione della pipeline che dovrebbe portare il greggio dalle regioni delle sabbie bituminose dell’Alberta direttamente alla raffinerie in Texas. Il primo ministro e il presidente dovranno poi affrontare lo spinoso tema della Nato e la futura nuova distribuzione delle spese tra tutti i partner dell’Alleanza Atlantica. Ma gli incontri a Washington sono solo la prima tappa di una settimana che si prospetta molto impegnativa per Trudeau. Il leader liberare infatti il 16 febbraio sarà a Strasburgo, dopo aver accettato l’invito di Antonio Tajani: parlerà al plenum del Parlamento europeo, un onore mai concesso fino a questo momento a nessun primo ministro canadese. Il giorno seguente Trudeau sarà in Germania per un vertice con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Insomma, dopo un periodo di relativa calma, il Canada torna ad essere protagonista nel palcoscenico mondiale. e il viaggio in Europa di Trudeau ha anche questo significato, un messaggio rivolto a Washington: rimarremo il vostro principale partner commerciale, ma il Canada continuerà ad ampliare i propri orizzonti commerciali anche al di fuori del continente nordamericano.

TORONTO - Mentre Theresa May riceve il via libera della Camera per accelerare sul fronte Brexit, il Canada ribadisce l’importanza dei propri legami con l’Unione Europea. E lo fa con l’accettazione da parte del primo ministro Justin Trudeau dell’invito fattogli pervenire da Antonio Tajani, il politico italiano presidente dell’Europarlamento. Il leader liberale andrà quindi nel Vecchio Continente la prossima settimana, il 16 e il 17 febbraio, dopo l’incontro con Donald Trump a Washington lunedì prossimo. Durante la prima giornata della sua visita, Trudeau è stato invitato a parlare davanti al plenum del Parlamento Europeo: non era mai successo per un primo ministro canadese. Questo conferma come le relazioni tra il nostro Paese e l’Unione Europea stiano godendo di un’ottima salute, dopo la storica firma del trattato di libero scambio Ceta lo scorso ottobre. 
Nella lettera inviata da Tajani, il presidente del Parlamento Europeo sottolinea “l’importanza dei rapporti” commerciali e culturali tra l’Europa e il Canada e le future prospettive che si verranno a creare non appena l’accordo di free trade non sarà completamente implementato.
Ma la visita di Trudeau nel cuore delle istituzioni europee ha anche un altro evidente significato. L’annuncio del viaggio in Europa del primo ministro liberale è arrivato quasi contemporaneamente al via libera della Camera dei Comuni inglese al provvedimento che consentirà alla premier Theresa May di avviare i negoziati per l’uscita di Londra dall’Unione europea.  
Ottawa quindi vuole ribadire ancora una volta come la priorità in questo momento sia data al rafforzamento dei suoi legami con Bruxelles: in un periodo in cui si cercano di costruire muri come nell’America di Trump o si tagliano i vincoli di appartenenza come nel caso della Brexit, il governo canadese vuole invece puntare a ribadire la necessità di apertura e rifiuto di possibili rigurgiti protezionistici. Basta ricordare che la bilancia commerciale tra il Canada e l’Europa parla di scambi pari a 89 miliardi di dollari canadesi.  “Il Ceta - ha ricordato Trudeau - è l’accordo commerciale più progressivo mai firmato dal Canada o dall’Unione europea. Il Ceta fissa anche degli alti standard per i futuri accordi commerciali. Porta benefici sia per noi che per l’Europa l’apertura di nuovi mercati e la creazione di nuove opportunità per le imprese e i lavoratori canadesi su ambe due le sponde dell’Atlantico”.
E tanto per ribadire una posizione già chiara ed evidente, la visita europea di Trudeau continuerà il giorno dopo a Berlino, dove il primo ministro incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel, guida politica della principale economia del Vecchio Continente. Anche in questo caso, l’incontro servirà a ribadire l’importanza del legami commerciali tra Ottawa e Berlino. “La Germania - ha dichiarato Trudeau nell’annunciare la visita - è un amico e alleato importante. Aspetto con impazienza il meeting con la cancelliera Merkel per rafforzare ulteriormente questa relazione”.
“I nostri due Paesi - ha continuato il primo ministro canadese - godono di robusti legami commerciali che coprono il commercio, gli investimenti, la tecnologia e l’innovazione e noi siamo sempre aperti nel trovare nuove strade per espandere questa relazione per la crescita della classe media in entrambi i Paesi”.
TORONTO - Nafta e rapporti commerciali, sicurezza e Nato, politiche energetiche e immigrazione.