Corriere Canadese

TORONTO - Piena sintonia sulla crisi siriana, sulla situazione libica e sulla lotta al terrorismo. Ancora distanza sul contributo finanziario dell’Italia alla Nato. È quanto è stato espresso ieri a Washington da Paolo Gentiloni e da Donald Trump durante un meeting alla Casa Bianca. Il premier italiano e il presidente americano hanno ribadito la solidità dei rapporti economici, commerciali e politici tra i due Paesi, ribadendo il reciproco impegno a un rafforzamento delle relazioni anche in vista del summit dei Paesi G7 che si terrà in Italia, a Taormina, il 26 e il 27 maggio.
Nell’incontro alla Casa Bianca i due leader hanno affrontato un ampio ventaglio di temi, in particolare quelli legati all’instabilità dell’area mediterranea che risente del conflitto siriano e della fragilità politica in Libia. Due fenomeni questi che hanno favorito e continuano ad alimentare la crisi dei migranti che attraverso il Mediterraneo cercano di raggiungere le coste italiane e di altri Paesi europei. “Ringrazio il primo ministro italiano - ha detto Trump - l’Italia ha dato un contributo immenso all’intera umanità da un punto di vista artistico e culturale. L’Italia è il nostro secondo partner commerciale e qui negli Stati Uniti vivono 18 milioni di americani di origine italiana”. Tra i due leader l’unico punto di frizione riguarda il contributo finanziario dell’Italia alla Nato, che dovrebbe essere del 2 per cento del Pil ma che non arriva all’1 per cento. Gentiloni ha sottolineato come il Belpaese sia impegnato nel suo contributo anche con il dispiegamento di militari in Iraq, Afghanistan e altre zone del mondo.
Per quanto riguarda la crisi siriana, Gentiloni ha ribadito il suo pieno appoggio al lancio dei 59 missili ordinato da Trump contro uno scalo militare dopo l’utilizzo da parte del regime di Assad di armi chimiche contro la popolazione. “Era la cosa giusta da fare - ha detto il presidente del Consiglio - è stata la risposta motivata dall’uso di armi chimiche che ha lanciato un messaggio chiaro ad Assad”.
Secondo Gentiloni - che oggi sarà invece a Ottawa per incontrare il primo ministro canadese Justin Trudeau - “le priorità rimangono la gestione in maniera efficace dei flussi migratori, stabilizzare le aree di Medio Oriente e Africa, sradicare Daesh: per questo è fondamentale riaffermare il legame transatlantico ”.
In mattinata il premier italiano era intervenuto al Center for strategic & international studies, dove aveva sottolineato la delicatezza di questa fase per l’intera Unione europea anche alla luce della Brexit e delle prossime elezioni - Francia, Gran Bretagna e Germania - in programma una dopo l’altra nello spazio ristretto di pochi mesi. “Nell’ultimo paio di anni abbiamo avuto una tempesta perfetta: la Brexit, la crisi della migrazione, le conseguenze della crisi economica in vari paesi. Tengo alta l’attenzione di quanto succede: le prossime elezioni saranno cruciali. L’America può giocare un ruolo: mai dimenticarsi di cosa sia l’Ue, una storia straordinaria di successo”.

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Francesco Veronesi

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