Corriere Canadese

TORONTO - L’obiettivo è chiaro: rafforzare le relazioni commerciali, dare una forte spinta all’integrazione energetica e collaborare sulla sicurezza. 
Ma le divergenze rimangono, specialmente sulle politiche di immigrazione, sul fronte del rifugiati e in parte sulla necessità di modificare il Nafta. Sono questi in sostanza i punti centrali emersi nella visita di ieri di Justin Trudeau a Washington nel suo primo incontro con Donald Trump. Una visita - quella del primo ministro - caratterizzata dal bon ton istituzionale e dalla volontà di iniziare con il piede giusto un rapporto di buon vicinato con il nuovo presidente americano. La volontà di superare le differenze e di rafforzare i rapporti è stata ribadita a più riprese dai due leader durante la conferenza stampa congiunta a margine degli incontri della mattinata. Sia Trudeau che Trump hanno sottolineato la necessità di “continuare un cammino comune caratterizzato da una comunanza di valori”, con una particolare enfasi sulle due “economie che sono interdipendenti e integrate”. Il primo ministro ha ribadito il fatto che “35 Stati americani hanno nel Canada il loro principale partner commerciale”, con milioni di posti di lavoro nei due Paesi che dipendono direttamente dagli scambi commerciali tra Canada e Usa che arrivano a 2 miliardi di dollari al giorno.
Ma è stato durante le domande da parte dei giornalisti che sono emerse delle evidenti differenze sulle quali bisognerà lavorare in futuro. A Trudeau è stato chiesto cosa pensasse delle politiche sull’immigrazione di Trump di fronte alle polemiche - e agli strascichi giudiziari - degli ultimi giorni. Il primo ministro ha preferito non entrare nello specifico. “Non sempre i nostri Paesi sono stati d’accordo su tutto - ha dichiarato - e i canadesi non si aspettano certo che io venga qui a fare una lezioncina su come si debba governare un altro Paese”.
Il tema del Nafta è stato evitato dai due leader, ma Trump sul punto ha dovuto rispondere a una domanda specifica alla quale non si è potuto sottrarre. L’inquilino della Casa Bianca ha sottolineato come a suo avviso i problemi maggiori per il Nafta siano “a sud del confine”, mentre con il Canada sarà necessario fare solamente delle piccole modifiche per “tutelare in primo luogo i lavoratori americani”.
Il presidente americano ha poi ribadito il bisogno di una risposta ferma contro la Corea del Nord, e allo stesso tempo ha elencato i risultati dei raid contro presunti criminali non in regola con i documenti: “Stiamo semplicemente facendo quanto avevamo promesso”. I due leader, infine, hanno annunciato la creazione di un Consiglio americano per le donne leader d’impresa, rimarcando la necessità di un maggiore spazio per il gentil sesso alla guida di aziende e compagnie.
 

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Francesco Veronesi

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