Corriere Canadese

Iniziato ieri a Lucca il vertice G7 dei ministri degli Esteri
 
TORONTO - Crisi in Siria, sicurezza internazionale, lotta al terrorismo, situazione in Libia, minaccia nucleare. Sono questi i temi caldi in agenda al vertice G7 dei ministri degli Esteri, iniziato ieri a Lucca e che andrà avanti anche per tutta la giornata di oggi. Un meeting, quello preparatorio per il summit estivo di Taormina, che riveste una grande importanza visti gli ultimi sviluppi che si sono accavallati sullo scacchiere geopolitico mondiale. Tanto è vero che rispetto al programma già stilato da settimane è stato aggiunto un vertice straordinario, convocato per la seconda conclusiva giornata, sul conflitto siriano e sulle possibili contromosse della comunità internazionale per impedire una imprevedibile escalation della crisi. A fare gli onori di casa è il ministro degli Affari esteri italiano Angelino Alfano, mentre il Canada è rappresentato dalla ministra Chrystia Freeland. Presenti anche i ministri degli Esteri degli Stati Uniti, della Francia, della Germania, del Giappone, della Gran Bretagna e, come consuetudine, dell’Unione europea.
La crisi siriana, con l’attacco chimico contro i civili ad Idlib e la dura risposta americana voluta dal presidente Donald Trump, rappresenta il tema maggiormente scottante. 
Ieri lo stesso primo ministro canadese Justin Trudeau, parlando dalla Francia durante la sua visita alla spiaggia di Juno Beach - luogo simbolo dell’impegno e del sangue canadese versato durante la Seconda Guerra mondiale - si è allineato con le prese di posizioni degli altri alleati della Nato nel giustificare il raid missilistico americano contro il regime siriano. 
“È inutile girarci attorno - ha dichiarato il leader liberale - la strada che porta verso la pace e la stabilità non include l’attuale presidente siriano. Ho avuto modo di parlare con i leader degli Stati Uniti, della Germania, della Francia e della Gran Bretagna e tutti loro si sono detti d’accordo sul fatto che la comunità internazionale debba mostrare unità, solidarietà e fermezza per porre fine al conflitto in Siria”. 
Insomma, bisogna mettere da parte le titubanze degli anni scorsi. “La comunità internazionale - ha poi aggiunto - non deve ripetere gli errori del passato.”
Sul fronte delle responsabilità, Trudeau non ha dubbi che “i Paesi che hanno sostenuto il regime di Assad condividano alcune responsabilità per gli attacchi chimici contro i civili”: il riferimento diretto è ovviamente per la Russia e per l’Iran.
Una posizione, quella del primo ministro canadese, sottoscritta dal segretario di Stato Usa Rex Tillerson, che una volta concluso in vertice G7 di Lucca raggiungerà proprio Mosca per un incontro con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. 
Si tratta del primo vertice ad alto livello Usa-Russia dall’elezione alla presidenza americana di Trump. 

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Francesco Veronesi

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