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Nella foto: Amatrice distrutta dal terremoto

TORONTO - Amatrice nel cuore. Con questo spirito tanti italocanadesi si sono recati ad Amatrice, città particolarmente colpita dal terremoto per consegnare personalmente ai ragazzi orfani e alle famiglie disagiate 155mila dollari. Una somma di denaro importante, questa, che è stata raccolta da 12 associazioni, due delle quali statunitensi. Il denaro, diviso in 20 assegni tutti dello stesso importo, è stato consegnato da una delegazione di italocanadesi originari della Valle Peligna, Friuli e Basilicata, ad altrettante famiglie terremotate.

Della delegazione hanno fatto parte Feliciano Pingue, Aldo Di Cristoforo, Nicola Radice e Giuseppe Miani. «Non è tanto denaro ma lo abbiamo raccolto con il cuore, con il solo scopo di strappare un sorriso a chi è stato colpito duramente dalla sorte e sta vivendo un dramma troppo grande per essere dimenticato», hanno detto i componenti della delegazione. Una azione, questa, che ha toccato le corde del cuore delle persone che hanno beneficiato del denaro: molti con gli occhi pieni di lacrime hanno ringraziato le persone che, pur vivendo così lontano, hanno voluto far sentire il proprio sostegno a chi si trova in difficoltà.
La cerimonia di consegna, alla quale non hanno partecipato il sindaco e i consiglieri comunali, ha avuto luogo in una struttura adibita in seguito al terremoto a casa parrocchiale dove viene celebrata la messa e si svolgono le cerimonie a carattere religioso. Al termine è stato servito un buffet con prodotti tipici della Valle Peligna.
 
TORONTO - Non è ancora stata ufficializzata e già la lista per il Comites “Uniti per la comunità” è al centro delle polemiche. Dopo l’attacco pubblicato ieri dal Corriere dell’ex presidente del Comites Luigi Tosti a quella che ha definito «una lista di partito» che porterà a un «Comites divisivo», arrivano oggi le risposte di Luca Buiani e Daniela Sanzone, entrambi candidati nella lista in questione.
«Ho la massima stima di Luigi Tosti, che ha fatto un ottimo lavoro come presidente del Comites nei limiti della situazione - dice Buiani al Corriere Canadese - abbiamo però voluto presentare una lista parzialmente nuova che non vuole assolutamente essere partitica, tanto è vero che in molti nella lista non sono iscritti al Pd e nemmeno simpatizzanti».
Con questa lista, continua, «vogliamo essere operativi e valorizzare le competenze e tutte le iniziative che organizzazioni appartenenti alla comunità stanno portando avanti per creare il massimo di unità possibile all’interno della nostra comunità e per questo ci chiamiamo “Uniti per la comunità”».
Buiani è uno dei cinque iscritti al Pd presenti nella lista e per pochi mesi è stato anche membro del precedente Comites, scioltosi poi per mancanza di numero legale a fine marzo. Ma nonostante si sia dimesso pochi mesi dopo l’elezione non sconfessa completamente quell’esperienza.
«Le idee che erano state portate avanti dal Comites precedente erano molto positive, ma purtroppo la situazione ha impedito un efficace svolgimento della loro azione - spiega - Proprio per questo nella lista ci sono persone come Attilio Dell’Anno, me stesso e Francesca Tibollo che ne facevano parte».
Stavolta però, sottolinea Buiani,  «i nostri candidati non contano in base ai voti che portano ma alle loro competenze. Non è importante essere famosi quanto essere capaci e competenti».  
Una secca smentita alle accuse di Tosti arriva anche da un’altra candidata della lista “Uniti per la Comunità”, la giornalista Daniela Sanzone. 
«Non ho nessuna affiliazione con nessun partito e non voglio averla - dice Sanzone al Corriere - la mia candidatura è assolutamente fuori da ogni partito politico. Mi sono candidata perché mi sembra che finalmente ci siano persone nuove, ci sono molte donne e poi perché mi piace l’idea di fare qualcosa per la comunità».
«Il motivo per cui mi sono candidata in questa lista è che era fuori da questo tipo di giochi - aggiunge l’ex volto di Omni News - non ho nessuna intenzione di far sì che giochi politici possano entrare in questa cosa. Spero invece che si possa lavorare bene con queste persone che si sono candidate e che ci siano dei valori condivisi, tra cui aiutare la comunità, essere al servizio dei cittadini e fare in modo che si possano fare delle cose che sono interessanti per tutti quanti».
Insomma, sottolinea ancora una volta Sanzone, «questa non è una lista di partito e non verranno appoggiati aspetti partitici del Pd.  È una lista di persone con background diversi, molto motivate a metterci del tempo».
E soprattutto, secondo lei, è una lista che ha l’obiettivo di tagliare i ponti col passato e ripartire da zero. 
«Ci siamo imposti un po’ tutti - spiega - perché i nomi fossero nuovi o perlomeno non legati a problematiche del passato, perché vogliamo lavorare su principi diversi che siano al servizio delle persone».
Secondo una nota pubblicata sulle pagine Facebook di alcuni candidati, la lista “intende operare in vari ambiti: scuola e cultura, nuova immigrazione dall’Italia, outreaching, e questioni più tradizionali, quali cittadinanza, pensioni, rappresentanza degli italiani all’estero” e per farlo dovrà raccogliere 200 firme autenticate entro il 15 maggio.
Intanto ci sono state due modifiche nella composizione della lista. Rispetto ai nomi pubblicati ieri dal Corriere escono Gina Valle e Giuseppe La Marca ed entrano al loro posto Franco Gaspari e Attilio Dell’Anno.
TORONTO - Anche stavolta sembra proprio che alle elezioni del Comites di Toronto si presenterà una sola lista. Ma a quanto pare non sarà una lista “condivisa” e così anche in questo caso le polemiche sembrano garantite. Le nuove elezioni del Comites torontino saranno il prossimo 14 luglio e lunedì 15 maggio scadono i termini per presentare le liste che si vogliono candidare con almeno 200 firme autenticate a sostegno. 
Proprio una questione legata alle firme è stata l’inizio della fine del precedente Comites e quelle polemiche hanno lacerato profondamente i rapporti nella comunità tanto da rendere altamente improbabile che si trovasse il modo di presentare una lista unitaria e condivisa che rappresentasse tutta la comunità. Al momento è ufficiale solo la lista “Uniti per la comunità”, una formazione con molti esponenti comunitari legati al Partito democratico e anche due ex componenti del vecchio Comites: Luca Buiani e Francesca Tibollo.
La lista presenta 16 candidati perfettamente divisi tra uomini e donne con nomi noti nella comunità come Odoardo di Santo e la giornalista Daniela Sanzone e sta ancora raccogliendo le firme per arrivare in tempo alla deadline di lunedì (nella tabella i luoghi dove firmare).
Chi invece potrebbe non iniziare nemmeno a raccoglierle le firme è il gruppo di persone intorno all’ex presidente dell’ultimo Comites Luigi Tosti, che però di certo non appoggia la lista “Uniti per la comunità”. 
«Questa è una lista di partito, non per la comunità» dice Tosti al Corriere spiegando che «volevamo fare una lista unica e ho avuto due o tre incontri con i rappresentanti dell’altra lista, ma a un certo punto loro hanno preferito andare da soli lasciando cadere l’ipotesi di una lista unica con rappresentanti della comunità».
Insomma, attacca Tosti, «il Partito democratico ha deciso di presentare una sua lista, questo è il motivo per cui hanno fatto tutto questo. Siccome sono al governo credono di poter comandare tutti».
Oggi a Toronto ci sarà un incontro per provare a mettere insieme una lista alternativa, ma «non posso assicurare che ci sia» dice Tosti, per il quale «i nomi ci sono, ma andare uno contro l’altro non fa il bene della comunità. Per lavorare per la comunità si deve lavorare insieme».
Eppure Tosti avrebbe già chiari i temi più importanti da affrontare per il prossimo Comites. Dallo «spreco di quattrini» per la Festa della Repubblica, per cui servirebbero «alternative per spendere meno soldi», alla questione di Casa Italia che è un «bene della comunità e se ci sono introiti che vengono da investitori dovrebbero essere per tutta la comunità e non solo per consolato e Cibpa come sento che sta succedendo». 
Ma anche il no al nuovo Columbus Centre, perché «ciò che è stato della comunità va preservato. Si può incorporarlo in un altro edificio più moderno ma non bisogna dimenticare quello che è stato fatto».
Secondo Tosti, «sarebbe stato meglio fare una lista unica e affrontare queste tematiche, invece hanno preferito fare una lista loro e non so se lo faranno. Il benessere della comunità deve essere portato avanti insieme non litigando gli uni con gli altri. Se devo lavorare lo devo fare per la comunità, non per un partito. Se devo dire una cosa a quelli del governo la devo dire perché sono l’unica rappresentanza della comunità e sulle tematiche le ho detto è il Comites che deve dire la sua». 
Dovesse restare una sola la lista da votare il prossimo 14 luglio, conclude Tosti, ne verrebbe fuori «un Comites divisivo» senza «una rappresentanza nitida che possa fare gli interessi della comunità al 100 per cento».
TORONTO - Il giorno dopo le primarie del Pd è dolce per i segretari dei circoli cittadini in Canada. Nonostante un risultato in netta controtendenza con quello italiano infatti, domenica i circoli canadesi del Pd hanno dimostrato un buono stato di salute portando ai seggi quasi 1700 persone (tre volte il numero dei votanti negli Stati Uniti). Felici gli orlandiani, che hanno conquistato la circoscrizione, ma anche i renziani, che hanno vinto in Italia e sono gli unici a portare una “canadese” in Assemblea nazionale.
«È stata una giornata strepitosa, sono felicissimo» dice al Corriere il segretario del circolo di Ottawa, Antonio Giannetti, dove ancora una volta la mozione Renzi ha raccolto il maggior numero di voti in tutto il Nord America. 
«Sono felicissimo innanzitutto del risultato nazionale - dice - È stato davvero un plebiscito e Matteo Renzi si conferma l’onda lunga della politica italiana. E sono felicissimo perché questo risultato brillantissimo consentirà ad Angela Maria Pirozzi di diventare delegato all’Assemblea nazionale».
Giannetti però non dimentica gli altri circoli canadesi. «Ottimo risultato anche quello di Montréal - ammette - chapeau a Giuseppe Continiello che si conferma un ottimo segretario». E si complimenta anche con i segretari di Vancouver e Toronto, Rocco Di Trolio e Giuseppe Cafiso, oltre che con il segretario Paese Mario Marra, «che è rientrato dal Messico e ha portato 200 voti alla lista di Orlando». 
«Siamo veramente una bella squadra qui in Canada e sono felicissimo di farne parte - prosegue Giannetti - da oggi lavoreremo tutti nella stessa direzione e vedere questi numeri mi inorgoglisce e mi dà la forza per continuare questo nuovo progetto politico che abbiamo iniziato qui in Canada, con questa nuova pagina che si apre sul panorama politico canadese».
Felice anche il segretario del circolo di Toronto Giuseppe Cafiso, che dopo l’allarme per i pochi votanti nel voto del circolo si è rifatto portando ai seggi oltre 300 persone domenica scorsa. 
«Siamo molto soddisfatti anche se sappiamo che in Italia è andata in maniera molto diversa - dice al Corriere - come anche nel caso del referendum (quello costituzionale del 4 dicembre scorso, ndr) il Nord America va controcorrente rispetto all’Italia». 
«Come coordinatore della mozione Orlando - spiega - sono molto soddisfatto del lavoro fatto in Canada e negli Stati Uniti. Come segretario del circolo sono soddisfatto che abbiamo avuto più di 300 persone che hanno partecipato». Questi risultati, sottolinea Cafiso, dimostrano che «c’è interesse per la politica italiana» e che «la comunità italocanadese mostra di nuovo il suo legame con l’Italia».
«A Toronto c’è una comunità che si interessa e questo promette bene per le elezioni politiche» conclude Cafiso, secondo il quale «ora che Renzi ha vinto credo sia onesto e doveroso dargli l’appoggio che si merita».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario del circolo di Montréal, Giuseppe Continiello. Anche lui schierato con la mozione Orlando, alla quale il suo circolo ha portato da solo oltre la metà dei 1335 voti raccolti in tutta la circoscrizione.
«Questo risultato che abbiamo avuto a Montréal l’abbiamo avuto insieme, è corale - dice Continiello al Corriere - All’interno del partito è passato un messaggio bellissimo: “Unire l’Italia, unire il Pd”.  Il dato più interessante al di là della grande festa di partecipazione, del grandissimo lavoro del direttivo e della città che risponde è proprio questo: l’unità». 
«Qui in Canada - continua - abbiamo dimostrato di saper lavorare bene e insieme. Parlo di Giuseppe Cafiso, Rocco Di Trolio e anche Mario Marra. E sempre nel verso dell’unità va anche il fatto che siamo riusciti a lavorare bene anche con Antonio (Giannetti, ndr)».
Continiello sottolinea più volte che «abbiamo lavorato con un’idea molto precisa e questo messaggio dell’Unità l’abbiamo declinato tra di noi». «Con Antonio (Giannetti, ndr) che è del fronte opposto - aggiunge - abbiamo lavorato assieme anche per tracciare una differenza rispetto agli amici americani». 
«In Canada c’è una maturità diversa - conclude - il senso di unità tra noi della mozione Orlando e anche con gli amici renziani è quello che ci vuole nel Partito democratico: saper stare assieme».
Il segretario di Vancouver Di Trolio ci tiene invece a sottolineare che «l’affluenza in Canada è stata molto alta». La vittoria di Renzi non ha sorpreso Di Trolio, anche lui schierato con la mozione Orlando, che adesso auspica che il neo segretario «utilizzi questo consenso in modo unitario e inclusivo». «La cosa positiva - sottolinea il segretario - è che c’è una grande armonia tra i circoli in Canada. Si è creata una realtà importante dove si collabora, si va d’accordo e ci stiamo radicando sul territorio». Insomma, quella di domenica «è stata una bella manifestazione di democrazia e la gente, qua in Nord America ha dimostrato attaccamento alle cose italiane anche attraverso la politica. Abbiamo una comunità viva e in questo il Canada ha dato una bella prova di attaccamento all’Italia e alla democrazia».
Felice per la vittoria di Renzi anche la deputata della circoscrizione, Francesca La Marca. «Sono molto contenta del risultato ottenuto complessivamente da Renzi e che sia stato riconfermato come segretario» dice al Corriere La Marca, che era anche coordinatrice di circoscrizione della mozione Renzi e che preferisce non commentare i risultati in Nord America e a Toronto, dove a differenza del voto nei circoli stavolta la mozione del neo segretario ha perso.
«Come coordinatrice della mozione Renzi - dice - voglio ringraziare chi ha fatto parte della mozione Renzi di Toronto e ha lavorato sodo e nel modo giusto per sostenere Renzi».
TORONTO - Anche nelle primarie del 30 aprile il Nord America si  smarca dal risultato italiano e premia Andrea Orlando. Mentre infatti nel BelPaese l'ex segretario del Partito democratico veniva riconfermato con oltre il 70 per cento dei voti, Canada e Stati Uniti hanno premiato il ministro della Giustizia con quasi il 60 per cento delle preferenze.
Secondo i dati raccolti dal Corriere, visto che fino a domani il partito sembra che non ufficializzerà i numeri, Orlando avrebbe raccolto 1,335 voti, contro i 911 di Matteo Renzi.
Decisivo, nella vittoria del ministro della Giustizia del governo Gentiloni l'apporto del circolo di Montréal, che con i suoi 718 voti per Orlando (Renzi si è fermato a 61) ha di fatto contribuito al successo con quasi il 54 per cento delle preferenze totali del candidato. 
Il ministro ha poi vinto anche a Toronto (200 a 114) e Vancouver (247 a 23), confermando il dato di un Canada fortemente legato all'idea di un Pd più orientato ad allargarsi a sinistra che non al progetto neocentrista del neo segretario.
Si conferma invece fortezza del renzismo Ottawa, dove il neo segretario vince facilmente con 298 voti contro gli appena sei di Orlando. Il giovane circolo della capitale canadese si conferma così ancora una volta quello che porta più voti alla mozione In Cammino in tutta la circoscrizione Centro e Nord America.
In Canada Orlando vince con 1,171 voti contro i 496 di Renzi. Il segretario invece prevale negli Stati Uniti, dove però i numeri sono decisamente più bassi.
Negli States infatti il neo segretario raccoglie 415 voti contro i 164 di Orlando. Renzi vince a Boston (19-1), Houston (9-7), Los Angeles (17-8), Philadelphia (199-14); San Francisco (54-6) e Washington (42-24). Orlando invece vince agevolmente a Chicago (27-5) e di misura a New York (71-70).
Alla luce di questi dati sembra quindi le due liste si divideranno i quattro posti a disposizione per la circoscrizione all'Assemblea nazionale che si riunirà domenica prossima a Roma e darà il via a questi nuovi quattro anni di segreteria Renzi. Gli eletti saranno quindi Eugenio Marino ed Elena Luongo per la lista Orlando, Pasquale Nestico e la “canadese” Angela Maria Pirozzi per quella Renzi.