Corriere Canadese

TORONTO - Francesca La Marca si prende ancora un po’ di tempo. Mentre in Italia i circoli cominciano a votare e in Nord America prendono forma i comitati che sostengono le mozioni di Matteo Renzi e Andrea Orlando, la parlamentare di Toronto non ha ancora deciso per chi voterà al congresso del Pd.
«Ho chiesto un incontro ad entrambi - spiega al Corriere Canadese - domani (oggi per chi legge, ndr) un gruppo di noi eletti all’estero incontrerà su mia richiesta Orlando per capire cosa propone. Poi ci sarà un incontro analogo con Renzi, ma ancora non c’è una data».
All’incontro con Renzi non parteciperà il deputato eletto in Svizzera Gianni Farina, che ha già preso posizione dando il proprio sostegno a Orlando. E proprio la mozione del ministro della Giustizia è l’unica a parlare, seppur di sfuggita, degli italiani all’estero, sottolinea la deputata eletta nel 2013.
«Sono delle banalità, appena due righe» fa notare La Marca, che invece parlando di Renzi sottolinea «il buon lavoro fatto per gli italiani all’estero» del suo governo, nonostante i noti «errori commessi in occasione del referendum».
La deputata torontina, che oggi vedrà la commissione Esteri votare sulla sua proposta di istituire la giornata nazionale degli italiani all’estero, non prende nemmeno in considerazione invece la candidatura di Michele Emiliano. 
«Ha perso credibilità e non posso sostenerlo» spiega riferendosi ai numerosi e improvvisi cambi di posizione del governatore della Puglia nei giorni della scissione del gruppo di Bersani, Rossi e Speranza, quando dopo aver flirtato e partecipato agli incontri degli scissionisti alla fine Emiliano ha invece deciso di restare nel partito e sfidare Renzi alle primarie.
E gli iscritti al partito in Nord America sembrano avere su Emiliano la stessa opinione di La Marca.  Al momento infatti nessuno starebbe lavorando per rappresentare la mozione del governatore della Puglia nella circoscrizione Centro Nord America. E così la corsa diventerà un duello a due tra l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e l’attuale ministro della Giustizia Andrea Orlando.
Intanto procedono i lavori in vista della Convenzione nazionale del 9 aprile a Roma, dove verranno ratificati i voti dei circoli e i candidati che avranno raccolto almeno il 15 per cento dei consensi saranno ufficialmente candidati alle primarie del 30 aprile.
In questo senso la mozione In Cammino, quella che sostiene Renzi, sembra già molto avanti col lavoro e il Corriere è in grado di pubblicare i nomi dei quattro candidati che correranno per entrare nell’Assemblea nazionale del Pd a sostegno dell’ex segretario.
Il capolista sarà il segretario del circolo di Washington DC, Giovanni Faleg, seguito da Angela Maria Pirozzi da Ottawa, Vincenzo Parrella da New York e infine dalla responsabile della comunicazione del circolo Pd di San Francisco Isabella Weiss di Valbranca.
I sostenitori di Renzi sono particolarmente numerosi nei circoli degli Stati Uniti. Il più “renziano” sembra il circolo di Washington, ma sostengono l’ex premier anche il segretario del Pd di San Francisco Christian Di Sanzo, quello di Boston Adolfo Gatti, alcuni iscritti del circolo di New York e da Philadelphia il vice presidente del partito negli Usa Pasquale Nestico. 
Con Orlando invece ci sono la segretaria del circolo Pd di New York Elena Luongo e Mico Delianova Licastro, rispettivamente presidente e coordinatore nazionale negli Stati Uniti per la mozione del ministro della Giustizia. A loro potrebbe aggiungersi anche il circolo di Chicago, viste le voci, insistenti ma non confermate, che il senatore Renato Turano si sarebbe schierato con Orlando.
Discorso capovolto in Canada, dove i circoli di Toronto, Montréal e Vancouver sono schierati in maniera maggioritaria con il ministro della Giustizia con il segretario del Pd di Toronto Giuseppe Cafiso coordinatore nazionale dei comitati. Per Renzi invece il circolo di Ottawa, che candida Angela Maria Pirozzi nella lista a sostegno dell’ex premier e vedrà il segretario del circolo e vicepresidente del Pd Canada Antonio Giannetti come delegato della mozione In Cammino nella commissione di garanzia per il Congresso, e la montrealese Mariella Pandolfi.
La commissione di garanzia per il Congresso in Nord America, che dovrebbe inviare i delegati alla convenzione nazionale del 9 aprile, sarà composta dal segretario del Pd Usa Sergio Gaudio, da quello del Pd Canada, Mario Marra, da Giannetti per la mozione Renzi e dai delegati di Orlando ed Emiliano, sempre che ci sia la mozione.
Non mancano però le polemiche per i ritardi della Commissione nazionale per il Congresso, quella che dovrebbe di fatto stabilire il regolamento del congresso. «Da Roma arrivano pochi chiarimenti - si lamentano a Toronto - Stiamo aspettando e nel frattempo andiamo avanti con un occhio bendato».
Per adesso l’unica certezza è come saranno eletti i delegati per l’Assemblea Nazionale il prossimo 30 aprile. Se uno dei due candidati prenderà più del 75 per cento in Nord America allora porterà tre delegati su quattro. Se nessuno invece toccherà quota 75 per cento le due mozioni manderanno due delegati a testa.

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Leonardo N. Molinelli

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