Corriere Canadese

TORONTO - Lo York Region District School Board identifica il nuovo capo espiatorio e scarica il direttore all’Istruzione J. Philip Parappally. 
Durante un infuocato meeting a porte chiuse avvenuto mercoledì sera i trustee dello YRDSB hanno chiesto a Parappally (nella foto) di fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni. La mossa, secondo i fiduciari, sarebbe vista come l’unica soluzione per portare un po’ di serenità in un provveditorato al centro dello scandalo ormai da parecchi mesi.
Dopo Nancy Elgie, ora tocca quindi a Parappally. Di fronte alla richiesta del board resta da capire cosa farà il direttore all’Istruzione - che per ora, nonostante le polemiche, i veleni e le accuse e il rapporto choc di martedì, rimane comodamente seduto sulla sua poltrona con il suo lauto stipendio - e soprattutto come si muoverà il ministro dell’Istruzione Mitzie Hunter.
Il governo, dal canto suo, non sembra più disposto a tollerare il clima che si è venuto a creare in seguito agli scandali legati al razzismo, all’islamofobia, ai viaggi dei fiduciari pagati dai contribuenti e - come si può leggere nel rapporto dei due ispettori ministeriali presentato martedì - al clima di paura alimentato da minacce più o meno velate, meeting registrati con telecamere nascoste e negligenze.
Su questo fronte, dopo la presentazione delle raccomandazioni fatte dai due ispettori, il ministro ha emesso ben 22 direttive che dovranno essere messe in atto dallo York Region District School Board. Nel caso in cui il dipartimento dell’Istruzione dovesse verificare l’incapacità del provveditorato di seguire alla lettera quanto stabilito dalla Hunter, le conseguenze potrebbero essere davvero clamorose. Una delle ipotesi in mano al governo provinciale, infatti, è quella di una drastica tabula rasa, con l’esautorazione di tutti i poteri dei fiduciari e il sostanziale commissariamento dello School Board.
Proprio per scongiurare questa deriva, i fiduciari hanno capito che per salvare il salvabile avrebbero dovuto per forza di cose chiedere la testa del direttore all’Istruzione. E così hanno fatto.
Di certo quello di ieri non sarà l’ultimo capitolo di questa clamorosa vicenda.

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