Corriere Canadese

TORONTO - Non si è neppure presentata all’incontro con i genitori adducendo motivi di salute. La fiduciaria scolastica del York Region District School Board Nancy Elgie ha preferito inviare una lettera con le scuse pubbliche per il suo comportamento, lettera che è stata letta dalla trustee vice-chair Corrie McBain. Nella missiva nessun accenno ad una possibile decisione di dimettersi. 
A desiderare che decida di farsi da parte, dopo l’insulto razzista rivolto a Charline Grant lo scorso 22 novembre, sono sempre più genitori che stanno firmando una petizione in cui vengono chieste le dimissioni della Elgie: la petizione ha finora raccolto oltre 1.600 firme.
Dopo aver inviato una lettera alla Grant la scorsa settimana nella quale si scusava per aver proferito la parola “n...”, la trustee di Georgina ha spedito una lettera al Board in cui ha voluto spiegare l’accaduto ammettendo di aver usato un insulto razziale nel riferirsi alla mamma di tre ragazzi che frequentano le scuole del provveditorato della York Region. “Posso solo immaginare quanto sia stato sconvolgente questo incidente per Ms. Charline Grant... e per gli altri membri della comunità di colore che hanno sofferto sistematicamente per lungo tempo di razzismo - ha scritto nella lettera la Elgie, 82 anni - è chiaramente inaccettabile che chiunque ricopra una carica pubblica utilizzi una parola di questo tipo per descrivere un’altra persona”.
La trustee Elgie che ha pronunciato l’insulto riferendosi alla  Grant mentre stava conversando con una sua collega riguardo la denuncia sporta da questa allo Human Right Tribunal dell’Ontario per alcuni episodi di razzismo accaduti al figlio maggiore in una scuola di Woodbridge, pur ammettendo di aver sbagliato ha tentato di giustificare il suo comportamento con i problemi di salute e l’età. “Lo scorso autunno offrivo ancora di problemi postumi a un trauma cranico, ho cercato di trovare le parole per identificare Ms. Grant.... - si legge nella lettera della Elgie - a tutti noi capita a volte che le parole escano di bocca nel modo sbagliato (soprattutto andando avanti con l’età), in questo caso le parole sono state particolarmente dolorose”. E non è tutto. La trustee  ha anche affermato candidamente di essersi resa conto solo dopo che altre persone avevano ascoltato la sua conversazione ma che essendo al centro di una investigazione non ha potuto pronunciarsi in proposito prima di adesso. Scuse, le sue, che sono giunte al termine di una investigazione indipendente voluta dal Board. Normalmente i trustee possono essere denunciati da un altro trustee per il loro codice di condotta in base al quale vengono indagati e possono anche essere sanzionati dai colleghi trustee. Tuttavia, in questo caso il director of Education Parappally ha deciso di perseguire una investigazione indipendente in base al Respectful Workplaces and Learining Environments Policy del Board intesa solo per il personale. I risultati de rapporto finale, che è stato completato con tre settimane di ritardo, sono stati condivisi solo internamente al Board con lo staff che aveva denunciato il comportamento della trustee e con la Elgie stessa. Nulla di più.
Al meeting di martedì sera era presente Parappally che per lo più è rimasto in silenzio ad ascoltare. «Abbiamo partecipato a tanti di questi meeting e il director non dice e non fa niente, come se non gliene importi proprio nulla», ha detto Garth Bobb, marito di Chaline Grant. «Siamo arrivati al punto in cui le scuse non sono sufficienti - gli ha fatto eco la Grant - vogliamo che le persone sappiano che ci sono serie conseguenze quando la gente è razzista. Sia che si tratti di uno studente, di un insegnante o di un trustee».
Quel che la Grant continua a chiedere a gran voce sono le dimissioni della Elgie e di Parappally: «Le dimissioni della Elgie sono essenziali per poter ridare fiducia al Board - ha detto senza mezzi termini Charline Grant - quelle di Parappally sono necessarie perché il director of education non ha saputo mostrare leadership nei casi di razzismo avvenuti in seno al provveditorato della York Region».
Non solo. La Grant chiede anche che «i risultati della investigazione in relazione ai commenti fatti dalla Elgie e quelli relativi ad altre denunce di episodi di razzismo fatte da altri genitori, vengano resi pubblici dal Board». «Hanno fatto una indagine e noi non sapremo mai il risultato - ha detto Charline Grant - siamo davvero di fronte a un grosso problema...».
La Elgie, che è stata eletta dai cittadini, non può essere rimossa dal suo incarico o obbligata ad andare in pensione: tutto quel che il Board può fare, qualora ritenga che abbia violato il codice di condotta del Provveditorato, è vietarle di presenziare ai meeting per un determinato periodo di tempo.
Dal momento che il Board non ha la facoltà di imporre alla Elgie di dimettersi la chair Loralea Carruthers ha concluso dicendo che «i membri del Board si incontreranno con i genitori per trovare, per altre vie, una soluzione alle loro preoccupazioni».

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Mariella Policheni

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