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TORONTO -  Ai chiederle di dimettersi adesso è nientemeno che il ministro della Pubblica Istruzione Mitzie Hunter. Dopo la chair dello York Region District School Board Loralea Carruthers, dopo il ministro Michael Coteau e il leader dei Tory Patrick Brown ed un numero crescente di trustee, Nancy Elgie ora viene messa con le spalle al muro dal ministro che le chiede di “fare la cosa giusta”:   «Chi usa un insulto razzista di questo genere non dovrebbe rappresentare gli studenti - ha detto il ministro Hunter - l’uso di un insulto razzista come quello proferito dalla Elgie è del tutto inaccettabile e non è affatto tollerato».
La Elgie ha tenuto finora duro, non accettando di farsi da parte e proponendo tramite il figlio Stewart, durante il meeting di lunedì scorso,  di poter decidere la sua “punizione”.  “Quando un amministratore viola il codice di condotta, la sanzione deve essere di impedirgli di presenziare a un certo numero di riunioni del Board. Pertanto, propongo volontariamente che mi venga vietato di  partecipare a tutte le riunioni del Provveditorato per un periodo da tre a sei mesi, se i miei colleghi trustee sono d’accordo”, ha detto nella sua dichiarazione letta dal figlio.
In genere quando un trustee è al centro di una polemica - a meno che annunci le proprie dimissioni - è compito degli altri trustee determinare come disciplinarlo con la sospensione da una serie di incontri a seguito di una indagine sul codice di condotta. In questo caso, l’operato della Elgie è stato preso in esame attraverso un’indagine interna sui dipendenti, impedendo così ai suoi colleghi di poterla bandire dai meeting per un determinato periodo.
Lunedì scorso la Carruthers, dopo un periodo di silenzio, ha chiesto espressamente le dimissioni della Elgie. «Se la Elgie ci tiene a questo Board, ed io so che è così, allora la invito a fare la cosa giusta, in sintonia con gli altri trustee, la cosa giusta è quella di rassegnare le dimissioni», ha detto. È stato a quel punto che uno dopo l’altro i trustee hanno chiesto alla Elgie di farsi da parte: da Carol Chan a Juanita Nathan, da Corrie McBain a Susan Geller ad Allan Tam. 
Quel che la chair Carruthers ha messo in luce è che la Elgie non può essere costretta a dimettersi dal momento che è un funzionario eletto: il Board può presentare in base al codice di condotta una denuncia contro di lei ma occorre considerare che  questo «sarebbe un processo lungo e costoso».
Dal canto suo continua a temporeggiare evitando di prendere una posizione chiara il director of education J. Philip Parappally che si è solo scusato per i recenti episodi di razzismo e islamofobia.  Episodi che hanno spinto il ministro Hunter ad inviare alcune settimane fa due investigatori, Patrick Case e Suzanne Herbert, a raccogliere le denunce degli studenti ed a stilare un rapporto conclusivo entro il 7 aprile. 
Dal volume delle denunce sottoposte ai due investigatori, quella emersa finora in seno allo YRDSB, sembra essere solo la punta dell’iceberg. 
 

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