Corriere Canadese

Ontario

TORONTO -  Il 28 febbraio è dietro l’angolo e per i genitori e gli studenti della Our Lady of Peace (OLP)  potrebbe significare che la scuola possa essere destinata a chiudere i battenti. 

TORONTO - La trustee dello York Region District School Board Nancy Elgie si è dimessa. 
Dopo settimane durante le quali si è aggrappata alla decisione di rimanere in seno al Board nonostante i genitori infuriati per il suo uso di un insulto razzista, l’82enne fiduciario scolastico ha postato un video di nove minuti su YouTube nel quale ha annunciato la sua decisione ed ha parlato dei suoi 17 anni da trustee. «Ho sempre cercato di fare la differenza, soprattutto per i nostri bambini più vulnerabili - ha detto la Elgie - usare la parola “n...” è  stato un terribile errore. Così ho deciso quindi che la cosa migliore che posso fare per servire i residenti di Georgina ed il Board è quella di dimettermi. Spero che questo permetterà ai fiduciari scolastici di andare avanti e concentrarsi sulle numerose questioni importanti che devono affrontare. E che questo consentirà di iniziare il processo di guarigione. Sono disposta ad essere coinvolta in questo processo, se può essere utile, anche se non sarà in qualità di trustee».
Dimissioni, queste della Elgie, che giungono in un momento difficile per lo YRDSB e che sono state auspicate da più parti: genitori, la chair Loralea Carruthers fino al ministro della Pubblica Istruzione Mitzie Hunter. 
La Carruthers ha già detto che le dimissioni saranno accettate durante la prossima riunione del Board dove i trustee decideranno se indire una byelection oppure nominare un sostituto.
Ad applaudire le dimissioni della Elgie è stata anche Charline Grant, il genitore che è stato insultato dalla fiduciaria scolastica lo scorso novembre. «Apprezzo la sua decisione di dimettersi finalmente... adesso tutti possono iniziare a rimarginare questa ferita, non solo io, ma la comunità tutta», ha detto la Grant.
La Elgie, trustee dal 2000, è stata difesa dai suoi figli che hanno cercato di mitigare il termine offensivo usato dalla madre giustificando un uso improprio delle parole con una commozione cerebrale sofferta lo scorso ottobre.  «Nostra madre è stata sempre un modello per quel che concerne equità e uguaglianza - ha detto il figlio Stewart - si è battuta per tutta la vita contro la discriminazione».
Non tutti la pensano così e la polemica non accenna però a placarsi. Mentre alcuni amici della famiglia Elgie descrivono la trustee «impegnata nella difesa diritti umani e di coloro che lottano con la povertà», alcuni colleghi trustee hanno messo in evidenza come la Elgie  sia stata «sprezzante e non comprensiva» anche in seguito ad alcuni episodi di razzismo avvenuti nella sua comunità.
Tra i trustee che non vedono di buon occhio la Elgie c’è Carol Chan che è stata nominata a condurre la “policy committee” del Board: «La Elgie - ha detto la Chan, immigrata da Hong Kong - ha scoraggiato gli altri trustee a votare per me ed ha denigrato pubblicamente le mie capacità linguistiche. Ricordo ancora che ha detto che dal momento che l’inglese non è la mia lingua madre non avevo le qualifiche per ricoprire il ruolo di chair».
TORONTO -  Ai chiederle di dimettersi adesso è nientemeno che il ministro della Pubblica Istruzione Mitzie Hunter. Dopo la chair dello York Region District School Board Loralea Carruthers, dopo il ministro Michael Coteau e il leader dei Tory Patrick Brown ed un numero crescente di trustee, Nancy Elgie ora viene messa con le spalle al muro dal ministro che le chiede di “fare la cosa giusta”:   «Chi usa un insulto razzista di questo genere non dovrebbe rappresentare gli studenti - ha detto il ministro Hunter - l’uso di un insulto razzista come quello proferito dalla Elgie è del tutto inaccettabile e non è affatto tollerato».
La Elgie ha tenuto finora duro, non accettando di farsi da parte e proponendo tramite il figlio Stewart, durante il meeting di lunedì scorso,  di poter decidere la sua “punizione”.  “Quando un amministratore viola il codice di condotta, la sanzione deve essere di impedirgli di presenziare a un certo numero di riunioni del Board. Pertanto, propongo volontariamente che mi venga vietato di  partecipare a tutte le riunioni del Provveditorato per un periodo da tre a sei mesi, se i miei colleghi trustee sono d’accordo”, ha detto nella sua dichiarazione letta dal figlio.
In genere quando un trustee è al centro di una polemica - a meno che annunci le proprie dimissioni - è compito degli altri trustee determinare come disciplinarlo con la sospensione da una serie di incontri a seguito di una indagine sul codice di condotta. In questo caso, l’operato della Elgie è stato preso in esame attraverso un’indagine interna sui dipendenti, impedendo così ai suoi colleghi di poterla bandire dai meeting per un determinato periodo.
Lunedì scorso la Carruthers, dopo un periodo di silenzio, ha chiesto espressamente le dimissioni della Elgie. «Se la Elgie ci tiene a questo Board, ed io so che è così, allora la invito a fare la cosa giusta, in sintonia con gli altri trustee, la cosa giusta è quella di rassegnare le dimissioni», ha detto. È stato a quel punto che uno dopo l’altro i trustee hanno chiesto alla Elgie di farsi da parte: da Carol Chan a Juanita Nathan, da Corrie McBain a Susan Geller ad Allan Tam. 
Quel che la chair Carruthers ha messo in luce è che la Elgie non può essere costretta a dimettersi dal momento che è un funzionario eletto: il Board può presentare in base al codice di condotta una denuncia contro di lei ma occorre considerare che  questo «sarebbe un processo lungo e costoso».
Dal canto suo continua a temporeggiare evitando di prendere una posizione chiara il director of education J. Philip Parappally che si è solo scusato per i recenti episodi di razzismo e islamofobia.  Episodi che hanno spinto il ministro Hunter ad inviare alcune settimane fa due investigatori, Patrick Case e Suzanne Herbert, a raccogliere le denunce degli studenti ed a stilare un rapporto conclusivo entro il 7 aprile. 
Dal volume delle denunce sottoposte ai due investigatori, quella emersa finora in seno allo YRDSB, sembra essere solo la punta dell’iceberg. 
 
TORONTO - Dopo i genitori degli studenti, adesso a chiedere le dimissioni della trustee Nancy Elgie è la chair dello York Region District School Board Loralea Carruthers che ha definito l’insulto proferito dalla trustee “terribile”. La Carruthers invita la Elgie “a fare la cosa giusta”: «Le ho chiesto per mesi di sistemare le cose ed ora sento che l’unica via per farlo sono le sue dimissioni - ha detto la Carruthers al Toronto Star - nonostante ritenga le sue scuse sincere, è chiaro che in questa situazione è necessario che la trustee Elgie si dimetta».
La pressione per convincere l’82enne trustee a rassegnare le dimissioni continua a salire vertiginosamente: sua è stata l’infelice insulto razzista (n...) a rivolto a Charline Grant. Sue anche le scuse, dapprima in forma privata alla Grant e poi pubbliche per l’episodio che ha scatenato l’ira dei genitori degli studenti. La Elgie, tra l’altro, ha preso un congedo per motivi di salute a causa di una caduta dello scorso ottobre che le ha causato, ha detto il figlio Stewart, una commozione cerebrale. Finora però, come ha fatto notare Charline Grant, ha partecipato a tutti i meeting del Board senza alcun problema. 
La richiesta delle sue dimissioni è partita da un gruppo di genitori che in una serie di post apparsi su Facebook hanno scritto a chiare lettere che “è tempo che i trustee votino per sospendere la Elgie”. Non è dello stesso avviso Stewart Elgie che oltre a mettere in risalto come la madre per tutta la vita si sia “opposta a qualsiasi forma di discriminazione”, ha aggiunto che la madre “ha chiesto scusa per il dolore causato”: “Spero tanto che le persone possano trovare nei propri cuori comprensione e perdono e che vogliano impegnarsi nel dialogo e nella giustizia riparativa, non solo la punizione”. In conclusione il figlio della Elgie ha affermato che sua madre “ non si dimetterà”.
A ritenere la Elgie “non più adatta a ricoprire una carica pubblica” sono in tanti: dal ministro of Children and Youth Services Michael Coteau al leader dei Conservatori Patrick Brown, dalla Vaughan African Canadian Association al National Council of Canadian Muslims.
Il Board naviga già in acque difficili dopo le accuse di islamofobia, di razzismo e di viaggi dei trustee a spese dei contribuenti mai prese in seria considerazione dallo stesso Provveditorato. Una situazione che ha indotto il governo provinciale  ad inviare due investigatori per far luce sulle problematiche denunciate dai genitori degli studenti. Finora i due investigatori Patrick Case e Suzanne Herbert sono stati inondati di richieste da parte delle famiglie dei ragazzi al punto che adesso hanno deciso di ricevere i reclami solo via email. 
Case e la Herbert dovranno stilare un rapporto da sottoporre all’attenzione del ministro dell’Istruzione Mitzie Hunter entro il 7 aprile.
TORONTO - La polemica monta. Dopo le scuse, dapprima privatamente a Charline Grant, poi pubbliche tramite una email inviata ai trustee che l’hanno letta durante l’ultimo meeting dello York Public District School Board, adesso a scendere in campo in sua difesa sono i suoi figli Allyson Harrison e Stewart Elgie. Lei, nel frattempo, ha preso un congedo per motivi di salute. 
Di Nancy Elgie, la trustee salita agli onori della cronaca per aver indicato la mamma di colore Charline Grant con la parola “n...”, si continua a parlare. I figli della trustee finita nell’occhio del ciclone a causa dell’infelice termine usato cercano di ridimensionare, se così si può dire, quanto successo imputandolo alle condizioni di salute non perfette della donna che ha 82 anni. «Ma certo, cosa vuole che dicano i suoi figli? Prendono le difese della madre anche se la commozione cerebrale sofferta dalla Elgie risale allo scorso ottobre e lei, finora, non perso un solo meeting ed ha lavorato normalmente - dice Charline Grant - adesso che vengono chieste a gran voce le sue dimissioni, basti dire che la petizione ha già raccolto oltre 2.800 firme, improvvisamente ha bisogno di un congedo per problemi di salute... No, non ci credo affatto. Credo invece che in questo momento si stia cercando di far provare compassione e simpatia per la Elgie». La Grant non ha dubbi: «Questa è la stessa identica situazione di quanto accaduto a mio figlio- aggiunge - dopo la mia denuncia l’insegnante ha preso un congedo per motivi di salute... strano vero?».
Quel che trova frustrante Charline Grant è che né la Elgie, tramite le lettere di scuse inviate a lei ed ai trustee, né i suoi figli che hanno preso le difese della madre in un articolo pubblicato da The Toronto Star, abbiano mai menzionato la parola “dimissioni”. «Sono proprio quelle che vogliamo ma da quest’orecchio non sembrano sentire - aggiunge la Grant - lunedì prossimo ci sarà un general meeting del Board al quale ho intenzione di partecipare assieme a mio marito. Vogliamo chiedere ai trustee perché non hanno fatto nulla contro di lei considerato il suo comportamento».
Il razzismo è una piaga difficile da sconfiggere, secondo la Grant, ancor più se si rientra in quelle definite “visible minority”. «La discriminazione è e rimane sempre discriminazione, sono stati discriminati anche gruppi etnici come gli italiani - dice la Grant - bisogna però dire che quella italiana non è una comunità marginalizzata. Per la mia comunità è il colore della pelle a dare adito a discriminazioni, lo era in passato e lo è ancora oggi».