Corriere Canadese

Ontario

TORONTO - «Sono stata felice di constatare che almeno lo ha ammesso. Ha ammesso di aver pronunciato la parola “n...” lo scorso 22 novembre e questo è stato molto importante per me». 
Charline Grant, che è stata oggetto di un insulto razzista da parte della trustee Nancy Elgie, ha finalmente ricevuto le scuse d

a parte della stessa fiduciaria scolastica che le ha inviato una lettera. «Non ci sono scuse per quello che ho detto, stavo solo maldestramente cercando di fare riferimento alle sue preoccupazioni, non a lei personalmente - ha scritto la Elgie - non appena il mio cervello si è reso conto di quel che ho detto sono stata sopraffatta dallo shock e dallo sgomento. Mi sono sentita affranta e mi sono profondamente vergognata di aver detto qualcosa di così doloroso, anche se involontariamente, e così estraneo ai valori che ho avuto per tutta la mia vita. Mi ha disgustato anche il fatto che così facendo avrei potuto anche rafforzare il razzismo che già tanti sperimentano nella nostra società».
L’insulto alla Grant è stato fatto dopo che la madre di tre ragazzi, ha sporto denuncia allo Human Right Tribunal dell’Ontario per degli episodi di razzismo accaduti al figlio maggiore in una scuola di Woodbridge. «Avrei voluto delle scuse pubbliche - puntualizza la Grant - non è che uno mi può dare un pugno in pubblico e poi sussurrarmi all’orecchio le sue scuse. Sono scuse che debbono essere fatte a tutta la comunità».
 
Ancor di più. La trustee Elgie, secondo un bel gruppo di genitori, avrebbe dovuto dimettersi. «Abbiamo dato il via ad una petizione per chiedere le sue dimissioni», dice la Grant. «Avrebbe dovuto farlo di sua spontanea volontà - aggiunge il genitore Naeem Siddiqi - ha usato parole estremamente offensive ed ha minato la sua credibilità e ogni briciolo di fiducia che i genitori hanno in lei, non ci sentiamo più rappresentati». La mancanza di fiducia nel provveditorato dello York Regional District School Board è quanto molti genitori provano in seguito ai numerosi problemi legati al razzismo e alle spese esorbitanti dei viaggi fatti all’estero dai trustee a spese dei contribuenti. «Serve una maggiore trasparenza, dobbiamo poter avere fiducia nel Board e perché questo accada debbono cambiare i vertici - conclude la Grant - i problemi legati razzismo non sono mai stati presi nella giusta considerazione neppure dal director of Education Parappally. È tempo che sia lui che la Elgie si dimettano». 
 
TORONTO - Oggi 17 gennaio è in programma l’ultimo meeting dei trustee prima che il 28 febbraio venga decretato il destino della scuola Our Lady of Peace. Quel che è stato proposto è stato di unire gli studenti di lingua inglese della Our Lady of Peace con quelli della Father John Kelly, di trasferire quelli in French Immersion della Our Lady of Peace nella Blessed Trinity e infine di chiudere a giugno la Our Lady of Peace.
I genitori, a dir poco, sono sconcertati dalla prospettiva della chiusura della scuola e continuano a sperare in un cambio di rotta dello York Catholic District School Board e dei trustee anche se temono che la decisione finale sia già stata presa. Joanne Verissimo, ha un figlio che frequenta il grado 7 e una figlia il grado 4.
Come giudica l’ultimo meeting che si è tenuto a dicembre?
«Il 20 dicembre il consiglio dei trustee ha ricevuto il rapporto finale con la consultazione della comunità. Un paio di genitori hanno fatto presente che lo staff report non è stato condotto correttamente. Il primo report constava di 400 pagine, poi è stato eliminato e sostituito con un rapporto di 55 pagine e poi di nuovo sostituito con uno di 444 pagine. Il consiglio scolastico ha accusato la tecnologia, dicendo che si è trattato di un problema tecnico. Come uno dei fiduciari scolastici ha detto, siamo il 2016 e il consiglio scolastico ha un reparto IT, non ci dovrebbe essere alcun inconveniente tecnico. È un altro motivo per cui riteniamo che questo sia un processo “di parte”. Informazioni sono state eliminate, sostituite e omesse, e noi dobbiamo essere gli agenti della CIA per scoprirlo».
Perché secondo lei la Our Lady of Peace dovrebbe rimanere aperta?
«La Our Lady of Peace dovrebbe rimanere aperta in quanto porta avanti l’insegnamento “a doppio binario”. Siamo UNA comunità e per esserlo abbiamo lavorato duramente nel corso degli anni. La OLP deve rimanere aperta in quanto è una realtà a doppio binario. Siamo una comunità e abbiamo lavorato così duramente negli anni per mantenere questo. I nostri studenti hanno instaurato amicizie nei diversi programmi, come può essere giusto portar loro via tutto questo?. Come può essere giusto che gli studenti che frequenteranno il grado 8 il prossimo anno potrebbero non avere la possibilità di diplomarsi con i loro amici, amici che hanno avuto nel corso degli ultimi sette anni, perché il provveditorato vuole dividere il programma French Immersion da quello in lingua inglese?».
Ci sono casi in cui i genitori hanno un figlio nel French immersion program ed un altro in quello inglese...
«Cosa succederà? Forse dovranno andare in due scuole diverse. Il provveditorato non ci ha dato nessuna risposta in proposito, quindi questa potrebbe essere benissimo una possibilità. La nostra scuola è ottima, i nostri punteggi EQAO sono i migliori delle tre scuole, abbiamo raccolto la somma più grande di denaro tra l’altro per ShareLife e Vaughan in motion. Abbiamo ricevuto persino una lettera di ringraziamento dal cardinale per i nostri sforzi a favore di ShareLife. Senza contare che la OLP è al completo in quanto ad iscrizioni, non dobbiamo preoccuparci che le iscrizioni diminuiscano. Allora perchè distruggere tutto questo?».
Come influirà una eventuale chiusura della scuola a giugno dal punto di vista personale?
«Mio figlio si diplomerà il prossimo anno ed ha molti amici nel programma French Immersion con i quali non potrà condividere questo momento importante. Non è una cosa giusta per questi studenti».
Se la OLP chiuderà cosa farà a settembre?
«Non lo so. Non più fiducia nel provveditorato cattolico, quindi non lo so. Noi, come comunità, saremo costretti a trovare un’altra scuola il prossimo anno.»
Pensa che il modo con cui tutto il processo viene gestito sia giusto?
«Niente affatto. Credo che questo sia stato dal giorno in cui è stato messo in atto il 27 settembre ad oggi, un processo di parte, già deciso. Ci sono state negate risposte ed informazioni, quando ci vengono date delle risposte si tratta di risposte preconfezionate ed uguali. La riunione per la consultazione con la comunità è stata ridicola. Ci rendiamo conto che esiste un problema e che il provveditorato debba avere a che fare con questo ma averci presentato una sola opzione rende chiaro che il Board ha già deciso».
I trustee stanno tenendo conto di quel che pensano i genitori degli studenti?
«I trustee oggi incontreranno una delegazione di genitori e voglio credere che ascolteranno attentamente quello che abbiamo da dire».
Il 28 febbraio i fiduciari scolastici voteranno: è ottimista?
«Voglio credere, e lo spero davvero, che prenderanno in considerazione le nostre preoccupazioni e che ne terranno conto al momento di votare. Tutto quel che chiediamo è un processo equo. Portare a compimento questo processo e prendere in considerazione TUTTE le scuole di Maple. Penso che noi, la comunità di Maple, lo meritiamo».
TORONTO - Mentre Toronto è da alcuni giorni stretta nella morsa del freddo, in molte zone dell’Ontario è caduta la neve che ha causato notevoli disagi ed incidenti stradali.
Da giovedì scorso la città  è in allarme rosso per quel che concerne il freddo che anche ieri, considerato l’effetto vento, ha fatto registrare temperature attorno ai -20 gradi centigradi. Il cielo azzurro e limpido, il vento gelido che ha raggiunto punte di 50 chilometri orari e qualche raffica di neve hanno caratterizzato i giorni scorsi a Toronto.
Freddo, questo, che ha spinto l’ufficiale medico della città ad emettere un avviso di “freddo estremo” al fine di poter attivare  i servizi a favore delle persone che non hanno una dimora fissa: i centri di accoglienza hanno aperto le loro porte a tutti quelli che hanno chiesto di poter trascorrere la notte o qualche ora al caldo. Ma oltre a lanciare l’allarme per i senzatetto l’ufficiale medico ha invitato tutti i residenti a vestirsi, come si suol dire, a cipolla e a coprirsi in modo idoneo per affrontare le temperature gelide: particolare attenzione debbono prestare le persone cardiopatiche, coloro che soffrono di malattie all’apparato respiratorio, gli anziani ed i bambini che non dovrebbero rimanere all’aperto per lunghi periodi.
La neve dovrebbe cadere, secondo Environment Canada, a Barrie, Collingwood ed Orillia e nella zona di Muskoka. E proprio la neve è stata la causa di oltre cento incidenti stradali avvenuti sabato pomeriggio sulla autostrada 401  nelle vicinanze di Bowmanville.
La maggior parte degli incidenti, ha detto il sergente dell’Opp Kerry Schmidt, sono stati causati proprio dal manto stradale scivoloso e dalla scarsa visibilità che hanno provocato tamponamenti: alcune persone sono state trasportate in ospedale per lievi ferite. Il tratto di autostrada tra Bowmanville e Port Hope è rimasto chiuso al traffico per quasi nove ore. Oggi la temperatura, stando alle previsioni di Environment Canada, dovrebbe salire fino a circa 2 gradi sopra lo zero ma potrebbero essere in arrivo dai 2 ai 4 centimetri di neve.
TORONTO - Finite le feste e passata l’euforia, i residenti dell’Ontario si trovano da domenica a fare i conti con la triste realtà. In Ontario infatti, come previsto, sono arrivati nuovi rincari a rendere più difficile la vita della gente.
Mentre sul fronte dell’energia elettrica verrà eliminata, come promesso dalla premier Wynne, l’Hst dell’8 per cento al fine di dare un po’ di sollievo ai contribuenti, dall’altro lato aumenteranno di circa 5 dollari al mese le bollette del gas naturale: gli aumenti potrebbero arrivare anche a 6 o 7 dollari al mese, 80 all’anno, per il consumatore medio che utilizza 2.400 metri cubi di gas naturale nel corso di 12 mesi. La tassa per i combustibili a base di carbonio rientra nello sforzo della Wynne atto a combattere i cambiamenti climatici. Riscaldare le proprie case costerà quindi di più ma anche usare l’automobile significa sborsare del denaro in più:  dal 1 gennaio infatti il governo provinciale ha iniziato ad applicare una nuova imposta sulla benzina pari a 4.3 centesimi al litro: questa si andrà a sommare alle già esistenti accise federale di 10 centesimi e provinciale di 14.7 oltre alla Hst pari al 13 per cento. Una misura, questa, che ha lo scopo di aiutare i programmi volti a ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra che provocano i cambiamenti climatici ma che in realtà alleggerisce ancora di più le tasche dei contribuenti. Le intenzioni della premier Wynne erano quelle di far pagare alle grandi aziende inquinatrici il cosiddetto sistema cap-and-trade ma ancora una volta la tegola è caduta sulla testa dei residenti della provincia in quanto le compagnie in questione scaricano i rincari su di loro.
E nonostante la Wynne abbia riconosciuto che ad esempio il rapido aumento del costo dell’elettricità sia stato un errore, i sondaggi di opinione vedono i liberali in difficoltà in vista della prossima elezione in programma tra 18 mesi.  «Sono anni che i residenti dell’Ontario, le famiglie e i datori di lavoro sono alle prese con aumenti della luce che sembrano non dover finire più - ha detto l’mpp dei conservatori Monte McNaughton - è una vergogna che il governo Wynne si rifiuti di dare peso a queste preoccupazioni e oltretutto non abbia alcun piano credibile per assicurare un po’ di sollievo ai residenti della provincia che sono in grande difficoltà».
Quel che  è certo, comunque, è anche l’aumento del 2 per cento delle tasse di proprietà per coloro che possiedono una abitazione in città: nonostante questo il comune si troverà ad affrontare un deficit di ben 91 milioni di dollari.
Sempre in tema di aumenti ricordiamo che sono già in vigore con l’arrivo dell’anno nuovo gli aumenti del costo del Metropass e della carta Presto: viaggiare sui mezzi della Ttc significherà sborsare $146.25 anzichè $141.50 per il Metropass mentre la scheda Presto o i gettoni saliranno da $2.90 a $3.00. Aumenti, questi, approvati lo scorso autunno dal board della Ttc, che si ritrova a dover far fronte al deficit di bilancio che anche nel 2017 rimarrà a circa 61 milioni di dollari. 
Le lamentele non si sono fatte attendere dai tantissimi pendolari che ogni giorno debbono contare sui mezzi di trasporto pubblici per spostarsi in città: gli aumenti, dicono, non faranno altro che aumentare il livello di povertà.