Corriere Canadese

TORONTO - Kevin O’Leary è ufficialmente in corsa per la leadership del Partito Conservatore. 
Il noto volto televisivo negli ultimi mesi aveva ribadito più volte il suo interesse a entrare in politica e nelle ultime settimane ha portato a termine una serie di consultazioni per verificare la fattibilità di una candidatura che nell’era pre Donald Trump avrebbe avuto dell’incredibile e che invece oggi, a poche ore dal giuramento a Washington del magnate del mattone newyorchese, rientra nella piena normalità. L’annuncio di O’Leary è arrivato direttamente dalla sua pagina Facebook: “Inizia adesso - ha scritto - Ci sono”. 
Imprenditore del settore informatico e investitore di successo, O’Leary ha criticato più volte gli altri 13 candidati alla successione di Stephen Harper alla guida del partito. Anche martedì sera, quando gli aspiranti leader erano impegnati nel dibattito in lingua francese - evento boicottato dallo stesso O’Leary, che pur essendo nato a Montreal non è affatto fluente in francese - il neo candidato non è stato tenero con i suoi rivali. “Bonjour mes amis! - ha scritto su Twitter - tredici persone sul palco e non abbastanza tempo per nessuno per dire qualcosa che abbia sostanza”.
Ma sin da ieri O’Leary ha fatto capire che il suo bersaglio, nei prossimi mesi, non saranno tanto gli altri candidati in corsa per la leadership, ma il primo ministro Justin Trudeau. In mattinata O’Leary ha iniziato ad attaccare il leader liberale, soprattutto sul fronte economico. “Non possiamo permetterci il peso del debito che provocherà questo governo - ha dichiarato - e gli sforzi del ministro delle Finanze Bill Morneau in questo senso rappresentano una grande delusione”.
Serve - ha continuato - un leader del Paese che sappia confrontarsi con forza con Trump, un elemento che adesso - secondo lui - manca per la presunta debolezza del primo ministro.
O’Leary è stato più volte definito il “Trump canadese”: entrambi ricchissimi, entrambi famosi personaggi televisivi, entrambi ancorati a un orizzonte politico conservatore. Ma il candidato alla leadership conservatrice continua a sottolineare le differenze tra lui e il tycoon americano. Sull’immigrazione, ad esempio, O’Leary ha preso le distanze dalle politiche a tolleranza zero di Trump verso gli immigrati. “Sono figlio di due immigrati - ha detto più volte - provenienti dal Libano e dall’Irlanda. Come potrei definirmi un candidato anti-immigrazione?”. Una presa di posizione che sembra diretta a Kellie Lietch, la candidata alla leadership tory che ha proposto di istituire un test ideologico per gli immigrati che vogliono venire in Canada.
O’Leary, infine, ha delineato la fascia elettorale che vuole cercare di accaparrarsi per battere Trudeau nel 2019. “Punto ai giovani dai 18 ai 35 anni - ha sottolineato - che adesso si trovano senza lavoro e senza speranze per il futuro. Sarà questo il mio esercito di futuri giovani imprenditori”. Ma prima di questo, dovrà convincere la base conservatrice ad affidargli le chiavi del partito.

About the Author

Francesco Veronesi

Francesco Veronesi

More articles from this author