Corriere Canadese

TORONTO - Non si spegne la polemica politica sulla decisione di Justin Trudeau di accantonare la riforma della legge elettorale. Un attacco a muso duro è arrivato dall’Ndp, che per bocca di Nathan Cullen prima e di Thomas Mulcair alla House of Commons, ha accusato pesantemente il leader liberale. “Trudeau è semplicemente un bugiardo - ha dichiarato il ministro ombra ndippino per le Riforme Democratiche - oggi il primo ministro ha dimostrato il lato peggiore del cinismo politico. Francamente - ha poi aggiunto - sono rimasto abbastanza sorpreso del fatto che per fare un annuncio così importante abbia mandato il suo ministro e non sia venuto lui in prima persona. Trudeau ha mostrato mancanza di coraggio”.
“Certo - ha continuato il deputato neodemocratico - Trudeau non si è fatto troppi problemi a fare quella promessa, ma poi non ha trovato la forza per venire davanti a voi per dire che quella promessa non l’avrebbe più mantenuta”. 
“La tattica è presto detta - ha ribadito Cullen - dire qualsiasi cosa che ti possa far eleggere. Poi, una volta eletto, basta trovare una scusa qualsiasi per giustificare le bugie ai canadesi”. Parole queste che sono poi state ribadite anche da Mulcair in parlamento. 
Ma il primo ministro ha respinto le accuse al mittente. 
“La verità è semplice - ha detto durante il suo intervento alla House of Commons - non c’era consenso sulla strada da prendere. Io preferisco il ballottaggio preferenziale, l’Ndp il sistema proporzionale, i conservatori vogliono fare un referendum: non c’era la possibilità di raggiungere il consenso su una formula”.
Ma Trudeau è stato attaccato duramente anche da Elizabeth May.
“Temo - ha dichiarato la leader verde - che questo tradimento sarà sentito molto pesantemente nei cuori dei canadesi, specialmente tra i più giovani. E il primo ministro non sembra capirlo”.
 

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Francesco Veronesi

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