Corriere Canadese

I conservatori di Patrick Brown sono nettamente in testa: 44 % del consenso, vincerebbero 84 seggi su 122
 
TORONTO - Liberali in caduta libera, conservatori in corsa per formare un governo di maggioranza, neodemocratici pronti a diventare l’opposizione ufficiale a Queen’s Park. 
Sono questi i dati principali dell’istantanea scattata dalla Forum Research in un sondaggi presentato ieri nel quale vengono messe in luce tutte le difficoltà del governo guidato da Kathleen Wynne in vista del voto in programma tra sedici mesi. Stando alle intenzioni di voto in Ontario, il Progressive Conservative guidato da Patrick Brown si troverebbe al momento al 44 per cento: dietro, una voragine. L’Ndp, infatti, raccoglie il 25 per cento dei consensi, mentre il Partito Liberale viene relegato al terzo posto con il 24 per cento, seguito dai Verdi fermi al 6 per cento. Ma è dalle proiezioni in termini di seggi che si può capire la situazione al limite del collasso politico nel quale si trova l’attuale partito di maggioranza nella Provincia: con queste percentuali, i conservatori dovrebbero mandare nell’assemblea provinciale qualcosa come 84 deputati su 122 seggi disponibili, mentre l’Ndp di Andrea Horwath riuscirebbe ad eleggere 27 mpp. I liberali, invece, assisterebbero a un crollo verticale nel numero di deputati, che passerebbero dagli attuali 57 ad appena 11. 
Insomma, se i dati della Forum Research dovessero trovare riscontro nella realtà, tra un anno e mezzo assisteremmo a un vero e proprio terremoto politico in Ontario, con la forza politica che ha guidato la provincia negli ultimi 15 anni relegata a un ruolo marginale a Queen’s Park.
Se si analizzano i dati a seconda della provenienza geografica degli elettori, si scopre che il Partito Liberale tiene relativamente solo a Toronto e dintorni (34 per cento). Nelle altre zone, il distacco con i conservatori non è mai inferiore al 20 per cento.
Ma quali sono le cause di questo tracollo dei liberali in termini di consenso? Al campione di 1120 intervistati è stato chiesto quale sarebbe stata la questione principale che avrebbe determinato il loro voto al prossimo appuntamento alle urne. E la schiacciante maggioranza ha indicato nei prezzi delle bollette della luce il tema più importante (31 per cento), seguito dalla mancanza di fiducia verso il governo (23 per cento). L’approccio pragmatico dell’elettorato dell’Ontario viene poi confermato dal voto che solo il 3 per cento del campione abbia dichiarato la sua intenzione a votare per appartenenza partitica, mentre il 5 per cento degli intervistati ha ribadito che deciderà dopo una attenta valutazione dei singoli candidati.
Insomma, anche dai sondaggi arriva l’ennesimo campanello d’allarme per la premier liberale, che avrà a disposizione sedici mesi per cercare di invertire una tendenza che, se venisse confermata, porterebbe alla fine della sua esperienza di governo.   

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Francesco Veronesi

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