Corriere Canadese

“Le mie origini italiane sono una linfa vitale”. La frase è del regista Francis Ford Coppola al quale avevano chiesto perchè gli italiani emigrati all'estero riescono sempre a mantenere un solido legame con le proprie radici e a trasmetterlo alle generazioni successive.
Un legame come quello descritto dal famoso cineasta di origini lucane è alla base della ragione di esistere di una organizzazione sportiva di Toronto, Italian National Ball Hockey Federation, di cui fa parte la squadra femminile Italy che il primo giugno prossimo andrà a  Praga (Repubblica Ceca) per disputare il campionato mondiale della specialità. Le donne del team Italy hanno l'azzurro in petto (sulle maglie) e dentro il petto (nel cuore).
«Per far parte della squadra bisogna dimostrare di avere radici italiane, anche un nonno o una nonna sono sufficienti», spiega il gm del team azzurro Flora Fioccola.
«Un pò tutte noi abbiamo cominciato con il calcio perchè siamo cresciute in case dove non si faceva che parlare di pallone. Mio padre Pasquale è stato anche presidente della squadra Toronto Italia e ricordo come era orgoglioso quando fece giocare nientedimeno che Diego Armando Maradona nella sua Italia. È la legacy dei nostri padri, un legame storico, culturale ed affettivo che non vogliamo perdere», dice ancora la Fioccola.
«Dal calcio siamo passate al Ball Hockey agganciandoci alla lega della comunità italiana (INBHF). I traguardi della lega e i nostri sono: 1) diffondere questo sport anche in Italia; 2) includerlo nelle discipline olimpiche», chiarisce il capitano del team Italy, Christina D'Ambrogio.
Ball Hockey è la versione senza pattini e senza ghiaccio dello sport maggiore. Si gioca sullo stesso campo – sei contro sei – e quasi con tutte le regole dell'hockey. Le partite sono di tre tempi, 15 minuti ciascuno. Chi gioca usa scarpe da tennis, l'elmetto, guanti e paragomiti. Al posto del disco si una palla grande di colore arancione e pesante più o meno come quella che usano nel tennis, ma non rimbalza tanto. Il bastone da gioco è come quello che si usa sul ghiaccio.
«Il nostro è un no-contact sport, ma per praticarlo bisogna essere toste, perchè spesso ci si sbatte contro. Inoltre, correndo come corriamo, ginocchia e caviglie sono a rischio», interviene la seconda Fioccola del team, Luisa.
La squadra azzurra Italy ha 19 elementi - due portieri, 17 atlete -, due da Ottawa, una da Calgary, una da Guelph, una da Timmis, una da Barry, una addirittura dalla California, il resto di Toronto. Molte sono sposate ed hanno figli, alcune hanno la doppia cittadinanza. Tra le torontine ci sono due sorelle che di cognome fanno Blomberg ma hanno una nonna italiana. L'età media è di 27 anni. Disputano una media di 30-40 partite all'anno.
«Giochiamo per amore dello sport e per divagarci, uscire per qualche ora dal cerchio lavoro-famiglia. E lo facciamo a spese nostre, nel senso che per andare ai tornei come il prossimo in Repubblica Ceca dobbiamo far ricorso a serate raccolta fondi come quella del 13 aprile prossimo, presso la Magnolia Event Boutinque del 5511 Steeles Ave. W.. Chi volesse partecipare alla festa e sponsorizzare la nostra Italy può farlo via E mail al seguente indirizzo This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.», aggiunge Flora Fioccola.
Al mondiale di quest'anno partecipano sei squadre: Italy, Repubblica Ceca, Canada, Usa, Slovacchia e Inghilterra. Si gioca ad un ritmo infernale, sette partite in otto giorni.
«Puntiamo ad una medaglia. Ci stiamo preparando come matte per arrivare al mondiale in ottima forma», afferma decisamente la capitana D'Ambrogio.
Al primo mondiale disputato in Newfoundland nel 2013 le ragazze azzurre conquistarono la medaglia d'argento del Gruppo B, due anni dopo, in Svizzera, chiusero al quinto posto.
«Le “mie” ragazze hanno un cuore da leone e sul campo hanno la determinazione dei vincenti. In squadra non ci sono superstar, tutte sono sullo stesso ottimo piano. La nostra forza è la squadra. Andiamo a Praga per fare bella figura. E per vincere una medaglia, se è appena possibile», conclude l'head coach Rick DiBiase.

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Nicola Sparano

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