Corriere Canadese

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TORONTO - Un gol di Brandon Onkony nel recupero regala al Toronto Fc III un meritatissimo quanto sorprendente pareggio nell’esordio al Torneo di Viareggio contro la Maceratese. I ragazzi di Danny Dichio hanno infatti strappato un importante 3-3 al termine fine di un match giocato alla grande che li ha visti recuperare in due occasioni lo svantaggio e strappare un punto che li tiene in corsa per la qualificazione agli ottavi di finale. 
«I ragazzi hanno fatto una grande partita e meritavamo di vincere» il commento finale del tecnico Danny Dichio. Protagonista assoluto il capitano dei Reds Liam Fraser, già indicato da Dichio come uno dei punti forti della squadra nell’intervista esclusiva pubblicata la scorsa settimana dal Corriere, autore di una doppietta e vero trascinatore della squadra.
«Abbiamo giocato meglio di loro - ha detto il capitano dell’Under 20 canadese - gli abbiamo regalato due reti all’inizio ma abbiamo fatto una grande rimonta dimostrando che non siamo secondi a nessuno».
I Reds hanno pagato a caro prezzo l’approccio alla gara e al torneo, ritrovandosi sotto di due reti dopo appena 4’. Prima Marcantoni e poi Manna hanno infatti approfittato delle disattenzioni della difesa torontina per portare la squadra marchigiana avanti per 2-0. Nella ripresa però Tfc III ha prima accorciato le distanze (10’) e poi trovato il clamoroso pareggio (22’) grazie alla doppietta di Fraser. Cinque minuti dopo la Maceratese ha trovato di nuovo la via del gol siglando il 3-2 con Chiacchio, ma quando oramai tutto sembrava finito Onkony ha regalato l’insperato pareggio alla truppa canadese.
La gara giocata allo stadio Cavanis di Capezzano (LU) ha messo in mostra il grande carattere e la buona organizzazione di gioco dei torontini sorprendendo molti degli addetti ai lavori. 
Una grande soddisfazione per il tecnico inglese, che infatti ha sottolineato: «I ragazzi potevano mollare e invece nel secondo tempo abiamo dominato la gara e sarei stato molto dispiaciuto se non avessimo fatto almeno un punto».
«All’inizio eravamo nervosi - ha aggiunto Dichio - ci sono state alcune chiamate (dell’arbitro, ndr) sbagliate e un gol era in fuorigioco, ma abbiamo resistito e creato buone occasioni». Menzione speciale per Fraser e la sua storica doppietta: «Liam ci ha dato la carica, ha giocato una fase difensiva incredibile e ha pure fatto due gol».
A rendere ancora più orgogliosi i Reds i risultati delle altre due squadre nordamericane presenti al Viareggio, entrambe sconfitte. L’Athletic Union di San Francisco ha perso 2-0 contro l’Ascoli, mentre il L.I.A.C. New York è stato travolto per 7-0 dalla Spal. Due risultati che danno ancora più valore al risultato e alla prestazione della squadra torontina confermandola portabandiera del calcio nordamericano.
Adesso i Reds si preparano al big match di domani, quando a Sarzana incontreranno i campioni in carica della Juventus, che nella gara di esordio di ieri hanno battuto 2-1 il Dukla Praga. Al momento quindi la classifica del girone A vede in testa i bianconeri con tre punti, seguiti da Tfc III e Maceratese con un punto a testa e dal Dukla Praga a zero.
Toronto Fc III (4-4-2) - Di Bennardo; Stakic (Furlano 63’); Onkony, Boskovic, Dias (Petrasso 75’); Daniels (DaSilva 75’), Uccello, Fraser, Srbely (Mandekic 53’); Johnson, Hundal. All.: Dichio.
«Io che pure sono tifoso della Juve di fronte a certi episodi mi sento imbarazzato» ha ammesso un mio amico che si definisce sportivo nel senso che non tutto deve essere per forza pro bianconero. «Capita sempre a loro», il labbiale di Donnarumma prima che i milanisti andassero a sfogare rabbia e delusione sventrando lo spogliatoio dello Stadium.
Quel rigore che per tutti, eccetto i bianconeri, non doveva essere fischiato, allunga la serie di “aiutini” che gli arbitri concedono alla più potente società italiana. I bianconeri affermano che di rigore ne dovevano avere un’altro, per il fallo su Dybala. È vero, il penalty c’era, ma Massa non l’ha fischiato, sbagliando. Come ha sbagliato nel concedere quello che poi ha dato e che ha deciso la partita. Massa ha fatto due errori,  quello finale è stato determinante.
Senza andar troppo indietro nel tempo, nel capitolo “aiutini” la Juve ha benificiato di due errori determinanti a favore, uno contrario.
Nel campionato 1997-98 un chiarissimo fallo da rigore di Iuliano su Ronaldo non fu dato all’Inter che con quei tre punti avrebbe vinto il titolo.
Il match scudetto 2011-2012 tra Milan e Juve finì 1-1 perchè l’arbitro non convalidò il gol di Muntari che era entrato mezzo metro prima che Buffon lo rinviasse. La Juve vinse anche quello scudetto.
L’unica volta che la Juve perse uno scudetto per colpa di un arbitro fu nel 2000 quando i bianconeri persero a Perugia nell’ultimo match di campionato. La “colpa” di Collina fu di aver fatto continuare a giocare dopo un rinvio di 70 minuti a causa di un temporale.
«Questo scudetto lo avremmo vinto anche senza quel rigore, fossi stato Dybala lo avrei tirato fuori», ha commentato l’atipico tifoso juventino di cui sopra.
 
TORONTO – Ha detto no alla Cina («per il momento»), vorrebbe modificare il salary cup e mette una pietra sopra la Nazionale. Sebastian Giovinco parla in esclusiva al Corriere Canadese alla vigilia della partenza per Philadelphia, dove Toronto Fc giocherà la seconda partita stagionale dopo lo 0-0 all’esordio contro il Real Salt Lake. La stagione passata è ormai alle spalle, così come il rigore sbagliato a Salt Lake City, e lo sguardo della Formica Atomica è puntato dritto verso la prossima finale di Mls Cup.  
La stagione non è cominciata nel modo migliore con quel rigore sbagliato.
«Capita. Ne devo sbagliare ancora di rigori. Spero il meno possibile ma nel calcio ci sta».
Rigore a parte, come hai visto la squadra a Salt Lake City?
«Abbiamo fatto una buona partita e abbiamo controllato bene la gara. Loro hanno avuto forse una o due occasioni in cui potevano far gol ma noi abbiamo controllato la gara. Purtroppo ho sbagliato il rigore altrimenti forse la partita sarebbe cambiata. Nonostante ciò penso sia un buon punto perché non è facile giocare lì, anche per il vento».
È stato il primo pareggio dopo sette sconfitte consecutive per Tfc a Salt Lake City.
«Infatti è un campo difficile e avendo fatto questa prestazione penso sia un buon punto». 
Quanto brucia la finale persa a dicembre? Ci pensate ancora?
«No, non ha senso pensarci».
L’obiettivo di quest’anno però è la vittoria finale.
«Tutti sanno che quest’anno dovremo cercare di arrivare a giocarci un’altra volta la finale».
Nonostante 21 gol e 16 assist tra regular season e playoff la stagione scorsa ti ha riservato anche l’esclusione dagli Europei, quella dai finalisti per il premio di Mvp e la sconfitta in finale di Mls Cup. Quanto ti carica nell'affrontare questa stagione?
«Visto che qua sono abituati a guardare i numeri penso che sia stata una stagione molto positiva, al di là del titolo perso all’ultima gara. Quello però fa parte del calcio. Non penso al passato, penso al futuro e cercherò di migliorare quello che ho fatto l’anno scorso».
Nelle scorse settimane un’offerta dalla Cina ha fatto tremare i tifosi. Perché hai detto no?
«Ho detto no perché ho detto no».
Una scelta di vita o professionale?
«Ho semplicemente detto no perché credo sia giusto dire no in questo momento. Ho ripetuto più volte che sto bene qui, però...»
La Cina è una minaccia per l’Mls?
«Assolutamente sì, è un minaccia per tutti». 
Espn ha fatto un sondaggio in forma anonima con alcuni giocatori della Mls e vorremmo la tua opinione su alcuni dei temi trattati. Preferiresti un torneo con o senza retrocessioni?
«Sono stato abituato sia alle retrocessioni che senza, quindi per me non cambia niente».
Il 79 per cento degli intervistati vorrebbe rivedere il sistema dei salari della Lega.
«Potrebbe essere una cosa importante».
Cosa cambieresti della Mls se fossi commissioner per un giorno?
«Le regole salariali».
Come valuti il livello degli arbitri?
«Sbagliano tutti, non penso che siano gli arbitri il problema».
La scorsa stagione i playoff sono stati troppo lunghi?
«Secondo me c’è stato un break troppo lungo prima della finale».
Il giocatore più scorretto che hai incontrato in Mls?
«Forse Cabrera dei Montréal Impact».
L’80 per cento dei giocatori intervistati ti voleva nei tre candidati al premio di Mvp del 2016 e sei il giocatore a cui farebbero battere il rigore fondamentale in una partita decisiva.
«Dopo sabato magari hanno cambiato idea (ride, ndr)».
Chi vorresti come nuovo Dp nella Mls?
«Credo Ibra».
Michael Bradley e Andrea Pirlo sono stati votati rispettivamente come il secondo e il quarto giocatore più sopravvalutato della Mls. Che ne pensi?
«È una cagata, sono due giocatori forti».
Chi ha tifosi migliori in Mls?
«Toronto, senza dubbio».
La Nazionale è un discorso chiuso ormai?
«Non ci penso più».
Il momento più bello e quello più brutto con Tfc?
«Il più bello la finale di Conference dopo Montréal, il più brutto ovviamente la finale persa contro Seattle».
Mercoledì al Torneo di Viareggio Tfc III sfida la Juventus. Sono le due squadre più importanti della tua carriera. Per chi farai il tifo?
«Non lo so, spero per il Torneo che sia una bella partita. Secondo me vince la Juve, ma spero che il Toronto faccia bella figura».
 
TORONTO - Fischiare rende. A volte il lavoro è frustrante, le critiche sono infinitamente più degli elogi,  il coro di “venduti-venduti” e “sudditanza pisicologica” sono gli aspetti negativi di un lavoro che mette gli arbitri alla sbarra, senza possibilità di difendersi.
 Però l'arbitro italiano di serie A quando a fine mese passa allo sportello della banca può sorridere.  Nicola Rizzoli e soci  nella classifica dei guadagni, sono secondi soltanto ai  colleghi spagnoli. 
La maglia nera dei guadagni in Europa è dei “fischietti” inglesi che per abitrare in Premiership percepiscono 1.170 euro a partite. Per quanto i compensi, la MLS paga ai suoi arbitri dai 565  a 875 dollari a partita.
Da segnalare che tra gli sport maggiori gli arbitri meno pagati sono quelli del football NFL la cui retribuzione annua va dai 25.000 ai 70.000 dollari.
Tornando agli arbitri italiani, alla fine della stagione guadagneranno, tutti insieme, qualcosa come 4 milioni di euro all’anno. La semplice media matematica farebbe circa 180mila euro per ogni direttore di gara dei 22 di A, anche se non è così. 
Perché, sul salario arbitrale, pesano anzianità, numero e tipo di gare dirette, ruolo che si è avuto in quella gara (arbitro centrale o addizionale). 
E questo tralasciando i circa 800mila euro che fino a giugno incasseranno assistenti e quarto uomo. È il conto dei “fischietti” di vertice. 
Ogni arbitro prende 3800 euro lordi a partita più i rimborsi (spese di viaggio, vitto e alloggio in strutture convenzionate ma comunque di medio-alto livello), gli addizionali e gli assistenti mille euro e il quarto uomo 500. 
Questo per il campionato. In Coppa Italia, si va dai circa 1000 euro nella fase iniziale ai 3800 della finale (ovviamente sempre più rimborsi), con la finale di Supercoppa equiparata alla finale della coppa nazionale. 
 questo si aggiunge la quota fissa (chiamiamoli diritti d’immagine) che va dai 45mila euro dei primi anni agli 80 mila degli internazionali (che prendono a gara dai 4.800 euro per gli Elite ai 1.100 euro per i neo immessi nei ruoli Fifa). 
Per gli internazionali, poi, c'è l'opportunità di fare altri soldi in giro per l'Europa e per il Mondo. Le gare Uefa, che rappresentano il maggior impegno dal punto di vista numerico, portano nelle loro tasche 4.800 euro nei turni iniziali e 5.800 dai quarti di finale in poi. 
Meno ricco il piatto per gli assistenti che, comunque, non si possono lamentare: 1.440 euro all'inizio e 1.740 dai quarti in poi. 
Prendendo come riferimento la stagione 2013-2014 di Nicola Rizzoli, giunto fino al Maracana ad arbitrare la sfida mondiale tra Germania e Argentina, il conto è presto fatto: 68.400 euro per le 18 presenze in serie A da primo direttore, 34.600 euro per i gettoni di Champions ed Europa League (7 in tutto tra cui la semifinale Chelsea-Atletico Madrid) e l'indennizzo da 70.000n euro. 
Il totale fa 173.000 e non conteggia le presenze da addizionale di porta e quarto uomo, oltre ai guadagni per la spedizione in Brasile.    
Il Napoli non sa tirare i corner e non li sa difendere. Sembra dimutivo ridurre e questo dato il miracolo prima sfiorato e poi compromesso appunto da due errori di marcatura su tiro d’angolo. Gli azzurri hanno giocato bene a metà. Le scatole sono girate al Real solo nel primo tempo. I Blancos di Zizu, che le suddette scatole le hanno di notevole spessore, nella fase inziale hanno sofferto le frizzanti azioni rasoerba di Mertens e Insigne. 
La rete dell’illusione, siglata magistralmente dal piccolo belga, era stata orchestrata da Hamsik autore di un altro passaggio alla vai e segna come quello di Roma. Peccato che poi Hamsik abbia avuto un peso determinante nel primo gol loro quando ha dato il via, con un passaggio sbagliato, all’azione che avrebbe dato l’angolo su quale Sergio Ramos è andato a colpire in slendida solitudine. Questo gol ha tolto il vento della passione dalle vele azzurre e poco dopo è arrivato il colpo del ko definitivo. Il capitano spagnolo ha ancora colpito su corner, e ironia ha avoluto che sulla trettoria ci mettesse  testa proprio Mertens per la deviazione defintiva.
Sugli spalti del San Paolo c’era San Gennaro, ma il travestimento del tifoso è stato inutile. Il Napoli ha giocato bene a metà, per giocare bene tutta la partita avrebbe dovuto avere maggiore attenzione nel reparto che è satto il tallone di Achille della squadra, la difesa.