Corriere Canadese

TORONTO - I tre livelli di governo scendono in campo per trovare una soluzione ai prezzi delle case a Toronto ormai fuori controllo.
 Ieri pomeriggio il sindaco John Tory si è incontrato con il ministro federale delle Finanze Bill Morneau e con la controparte provinciale Charles Sousa con l’obiettivo di attivare una serie di misure coordinate per raffreddare il rovente mercato immobiliare della Greater Toronto Area. Nel meeting sono state passate al vaglio diverse soluzioni in mano a Ottawa, Queen’s Park e City Hall per porre un freno alla corsa verso l’alto dei prezzi. In concreto, i primi provvedimenti che vedranno la luce saranno presentati il prossimo 27 aprile con il budget provinciale. Su questo fronte Sousa non si è voluto sbilanciare sulle misure che saranno introdotte nell’assemblea provinciale. Al momento attuale, però, sembra molto probabile l’introduzione di una tassa provinciale destinata agli acquirenti che non risiedono nell’abitazione acquistata: la mossa - quella che si accinge a fare l’esecutivo guidato dalla premier Kathleen Wynne - prenderebbe di mira gli speculatori che comprano le abitazioni e le rivendono dopo poco tempo con ingenti margini di guadagno.
Un secondo provvedimento al vaglio è quello relativo all’approvazione di una nuova imposta per gli acquirenti stranieri, sulla falsariga di quanto fatto dal governo provinciale della British Columbia per raffreddare i prezzi dell’altro mercato della casa fuori controllo in Canada, quello di Vancouver. In questo caso, però, le notizie giunte ieri non sono molto confortanti. Nell’area di Vancouver, infatti, su base annuale gli aumenti dei prezzi hanno sfiorato il 13 per cento. Gli esperti hanno sottolineato che la tassa introdotta dal governo provinciale ha calmato il mercato solamente per qualche mese prima che questo tornasse a crescere a ritmi serrati.
L’esperienza di Vancouver quindi potrebbe servir da monito a Toronto: la nuova imposta servirebbe semplicemente a guadagnare un po’ di tempo ma non a risolvere i problemi strutturali del mercato immobiliare. 
Sempre ieri poi sono giunti nuovi dati che confermano le tendenze degli ultimi mesi. Nella Gta nel primo trimestre del 2017 i prezzi delle abitazioni sono cresciuti in media del 20 per cento: si tratta di un aumento record mai registrato in precedenza.
Il governo federale, dal canto suo, sembra avere le mani legate. Il ministro delle Finanze Morneau, pur confermando il pieno sostegno a Sousa e a Tory nel meeting di ieri, si trova in una posizione abbastanza scomoda, perché un intervento di Ottawa avrebbe delle conseguenze su tutto il territorio nazionale: è evidente che il mercato immobiliare di Toronto e di Vancouver è molto diverso da quello delle altre città. A Calgary, ad esempio, in tre mesi gli aumenti non hanno superato lo 0,6 per cento, mentre a Edmonton il rincaro dei prezzi delle case è viaggiato attorno allo 0,3 per cento. 
Per Morneau, in ogni caso, lo spazio di manovra è molto limitato. Numerosi analisti sconsigliano un nuovo giro di vite sulle regole che governano la concessione dei mortgage e la cifra minima dell’acconto necessario per accendere un mutuo. 
Si potrebbe allora ipotizzare un intervento sul tasso di sconto, ma anche questa misura trova una forte resistenza da più parti: invece di raffreddare il mercato, potrebbe portare squilibri e scompensi le cui conseguenze sono difficili da prevedere.
In ogni caso i tre livelli di governo hanno deciso che in futuro coordineranno la loro strategia per cercare almeno di contenere gli aumenti.
 

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Francesco Veronesi

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