Corriere Canadese

TORONTO - La famiglia Muzzo non ci sta. Venticinque milioni di dollari in risarcimento danni, come richiesto da Edward Lake e Jennifer Neville-Lake, sono troppi. Gli avvocati di Marco Muzzo, condannato per aver ucciso il 27 settembre del 2015, alla guida ubriaco, i tre figli della coppia ed il loro nonno affermano che la parte offesa non dovrebbe avere diritto a più di un terzo dei 25 milioni di dollari richiesti per i danni permanenti causati dall’incidente. 
Tramite una dichiarazione Muzzo e il business della sua famiglia, che è stato anche citato in giudizio, ammettono la responsabilità per l’incidente mortale ma dicono di volere una valutazione dei danni. Il giovane Muzzo, a detta dei suoi avvocati, sta già pagando con il carcere. «I danni sostenuti dai querelanti, nel caso vi siano, dovrebbero essere ridotti in base agli eventuali benefici collaterali che hanno ricevuto o ai quali hanno diritto - si legge nella breve dichiarazione depositata dalla famiglia Muzzo presso la Superior Court - i querelanti non hanno diritto in base alla legge al risarcimento di danni in qualità di punizione considerata la condanna penale inflitta a Muzzo e la lunga incarcerazione in un penitenziario derivante dal suo comportamento che ha causato l’incidente in questione».
Muzzo, la cui famiglia secondo il Canadian Business Magazine possiede un patrimonio di circa 1.8 miliardi di dollari, si è dichiarato colpevole lo scorso anno di numerosi capi di accusa per guida in stato di ebbrezza che ha causato morte e lesioni personali, ed è stato condannato a dieci anni di carcere. 
È un caso che ha scosso l’opinione pubblica, un incidente che ha distrutto una famiglia e che ha riacceso il dibattito e le polemiche sulla tolleranza del sistema giuridico canadese verso la guida in stato di ebbrezza. Daniel Neville-Lago, 9 anni, Harrison, 5, e Milagros, 2 insieme al loro nonno Gary Neville di 65 anni sono morti nell’incidente causato da Muzzo ubriaco che non si è fermato allo stop e si è schiantato con la sua Jeep Cherokee contro il minivan guidato dalla nonna dei bambini Neriza Neville. Quest’ultima è rimasta ferita assieme a sua madre Josefina Frias.
Marco Muzzo, hanno testimoniato i poliziotti presenti sul luogo, si reggeva appena in piedi, barcollava visibilmente e di certo tutto doveva fare tranne che mettersi al volante dopo essere atterrato con un jet privato di ritorno da Miami dove aveva celebrato il suo addio al celibato. 
Il 29enne futuro sposo, secondo un tossicologo, aveva tra i 190 e i 245 milligrammi di alcol per 100 millilitri di sangue, quasi tre volte più del limite consentito dalla legge.
Lo scorso febbraio, in un’aula del tribunale di Newmarket piena di persone, Muzzo ha chiesto scusa per le sue azioni definendole “imperdonabili”. Non solo. Il giovane rampollo della potente famiglia italocanadese ha aggiunto di essere “torturato dalla sofferenza e dal dolore causato alla famiglia Neville-Lake”. Famiglia che non ha voluto neppure ascoltare Muzzo pronunciare le sue scuse: quando Marco Muzzo ha iniziato a parlare è uscita dall’aula. «Le sue scuse non sono state accettate», ha detto poco più tardi ai numerosi giornalisti assiepati all’esterno Jennifer Neville-Lake.
A citare in giudizio Marco Muzzo e l’azienda di famiglia Marel Contractors sono i genitori dei bambini morti Edward Lake e Jennifer Neville-Lake, la nonna Neriza Neville, il fratello Jonathan e la sorella Josephine. La Marel Contractors sarebbe la proprietaria del veicolo guidato dal giovane al momento dell’incidente. I Neville-Lake sostengono inoltre che la Marel è stata negligente in quanto non si è assicurata che il veicolo fosse idoneo ad essere guidato su strade pubbliche, controllando che i freni fossero in un buono stato di funzionamento.  
È stato in seguito all’ammissione di colpevolezza di Muzzo che la Corte è venuta a conoscenza del fatto che l’imputato avesse frenato 3.7 secondi prima di investire il minivan dei Neville-Lake nonostante l’auto viaggiasse alla velocità di 85 km/h al momento dell’impatto. Quel che i Neville-Lake chiedono ora è un processo civile alla presenza di giudice e giuria. Mentre i Muzzo che lo scorso settembre prevedendo una richiesta di indennizzo, si dicevano pronti a risolvere presto la questione, ora non esitano a dare battaglia sulla cifra richiesta dalla parte offesa.
Intanto sono cucite le bocche dei legali di entrambe le parti : sia l’avvocato dei Neville-Lake, Wendy Sokoloff che quello di Muzzo Steven Stieber, non hanno risposto alla richiesta di un commento.
 

About the Author

Mariella Policheni

Mariella Policheni

More articles from this author