Corriere Canadese

TORONTO - È scontro a tutto campo tra John Tory e Kathleen Wynne. 
La premier dell’Ontario, con una decisione che ha fatto infuriare il sindaco di Toronto, ha di fatto posto il suo veto alla richiesta di City Hall di concedere il benestare provinciale ai pedaggi sulla Gardiner Expressway e sulla Don Valley Parkway. In cambio la leader liberale ha deciso di raddoppiare i fondi destinati alle città grazie alla tassa sul carburante, che entro il 2021 dovrebbero generare per Toronto un extra gettito di 170 milioni di dollari. «Si tratta di una decisione poco lungimirante - ha dichiarato Tory durante una conferenza stampa a City Hall - Negando questo cambiamento nei regolamenti, la Provincia ha un forte impatto negativo nella capacità della città di risolvere le sue sfide fiscali e di investire sulle sue priorità. Questa è solo l’ultima di una serie di risposte paternalistiche che screditano l’autonomia municipale e le priorità dei quasi tre milioni di abitanti di Toronto”.
Parole durissime, che rendono l’idea di quanto sia diventato problematico il rapporto tra il primo cittadino di Toronto e la Wynne. «Non voglio più essere trattato come un ragazzino in pantaloncini corti che va a Queen’s Park e dice: “Per favore, mi potete aiutare con qualcosa che pensavo fosse nella City of Toronto Act e ritenevo potessi fare?”. Per poi sentirsi dire: “No, sono terribilmente dispiaciuto, vattene e torna un altro giorno”».
Secondo i calcoli presentati a dicembre da Tory al consigli comunale, l’attivazione dei pedaggi avrebbe garantito alla Città introiti annui compresi tra i 160 e i 300 milioni di dollari. Ma è evidente che la premier, che non ha mai avuto un rapporto idilliaco con Tory, ha dovuto cedere alla pressione dei suoi parlamentari eletti fuori Toronto, a Mississauga, Vaughan, Brampton, Caledon e così via: i pedaggi sulle due arterie autostradali, infatti, erano stati visti come una sorta di balzello che sarebbe ricaduto soprattutto sulle spalle dei pendolari che lavorano a downtown. 
E anche l’annuncio di nuove risorse che arriveranno dalle imposte sul carburante è stato visto come una sorta di contentino per cercare di stemperare il clima rovente. 
«La nuova entrata è benvenuta - ha sottolineato il sindaco di Toronto - ma non è abbastanza. La tassa sulla benzina che è stata annunciata è molto inferiore a quanto Toronto avrebbe incassato da sola con un semplice cambiamento nei regolamenti del governo dell’Ontario». 
Insomma, i  rapporti tra City Hall e Queen’s Park si sono incrinati: resta capire se ci sarà la possibilità di ricucire gli strappi. Nell’immediato, questa ipotesi appare molto remota.
 

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Francesco Veronesi

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