Corriere Canadese

TORONTO - C’erano una volta i principi. Giusti o errati che fossero erano la bussola che guidava negli eventi della vita quotidiana,nel campo della religione, della politica, dei rapporti con il prossimo, come si diceva una volta. Oggi siamo disorientati perché la nuova bussola si chiama “politicamente corretto” politically correct. In soldoni vuol dire che se una cosa va a mio favore si fa altrimenti, meglio pensare ad altro. Che sia giusto o no ha poca importanza. 
“Politicamente corretto” può essere vantaggioso ed opportunistico nel breve termine, ma a lungo andare diventa pericoloso per le sorti della democrazia. Perché?
È semplice. I cittadini credono in certi valori, ma sempre più i politici, gli ammistratori, le persone di potere fanno di tutto per scalfire la loro fiducia. Fanno promesse per avere voti per poi disattenderle. Promettono una cosa e ne fanno un’altra.
È cosi le istituzioni perdono credibilita’, incrinando la fiducia dei cittadini e alimentando il populismo ed il cinismo. Si perde fiducia nel sistema. Molti pensano: “Tanto sono tutti uguali”. Poi però salta fuori un tipo come Trump e sono cavoli nostri.
Queste riflessioni mi sono state dettate dalle peripazie della nostra citta’.
Secondo lo Star il sindaco di Toronto John Tory non esclude di avere Nick Kouvalis, come direttore della prossima campagna elettorale. I buoni cittadini di Toronto si chiederanno: “Ma chi e’ mai costui”?
Kouvalis non è un nome che ricorre correntemente nelle cronache nostrane, come per esempio Trudeau, Harper, Winnie, Brown, ecc.
Sappiamo che è stato il direttore della campagna elettorale che ci regalo’ Rob Ford, come sindaco con quel che segui. Fu anche il direttore della campagna elettorale di John Tory alle ultime elezioni amministrative di Toronto. Fino a ieri l’altro era campaign manager di Kellie Leitch, la candidata alla leadership del Partito Conservatore che vuole imporre a tutti anche alle nostre nonne i “valori canadesi”, un concetto vago ed oscuro ma sufficiente per escludere, cioe’ discriminare gli indesiderabili, chiunque essi siano.
Kouvalis e’ stato l’anima nera dietro questi candidati. Venerdi scorso, secondo la versione ufficiale si e’ dimesso da direttore della campagna di Kellie Leitch perche’ aveva descritto un professore di scienze politiche come “cuck” espressione usata comunemente dai reazionari supremazisti bianchi americani per denigrare i loro oppositori. 
In Italiano si dice “cornuto”, un termine usato per mancanza di una circonlocuzione piu’ accettabile.
John Tory ha la parlantina veloce e ispira poca fiducia ai tipi come mio nonno il quale diceva che i prestigiatori parlano velocemente per non farti vedere il trucco. E quando eravamo bambini eravamo affascinati dai prestigiatori.
John Tory, per tornare a bomba, come si diceva una volta, con il solito veloce scioglilingua ha dichiarato all’ottima giornalista Jennifer Pagliaro che respingeva senza se e senza ma le espressioni di Kouvalis. 
Anzi ha rincarato: “Gli ho espresso chiaramente (da sottolineare) il mio completo rifiuto delle sue azioni in seno alla campagna di Leitch”.
Prima delle dimissioni di Kouvalis dalla campagna di Leittch, venerdi scorso, il giornalista David Rider aveva chiesto a John Tory come poteva avere qualcosa in comune con uno come Kouvalis che usava quel linguaggio.
John Tory imperterrito rispose: “Perdero’ l’elezione piuttosto che prendere una posizione come quella che divide la gente o e’ contraria ai valori che ho sostenuto ,promosso e abbracciato in tutta la mia carriera,in politica e fuori”. 
John Tory ci ha dormito sopra. E’ passato un giorno e ha scoperto che non e’ politicamente corretto insistere sui principi. Il 2018 e’ dietro le porte e John Tory riconcorrera’ per la carica di Sindaco. Kouvalis da il voltastomaco, magari e’ spregevole e rude. 
Ma gli fece vincere le elezioni e Tory lo ritiene un grande stratega. Allora meglio non escludere se vorra’ Kouvalis a dirigere la campagna elettorale. Non si vive di soli principi. 
I nostri nonni dicevano: “Dimmi con chi vai e ti diro’ chi sei”. Forse pero’ non erano politicamente corretti e certamente non volevano fare il sindaco di Toronto. 
 
Odoardo Di Santo è un opinionista del Corriere Canadese. In passato è stato deputato provinciale dell’Ndp
 

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