Corriere Canadese

TORONTO - È scontro a Queen’s Park sulle bollette della luce. In occasione del riavvio dei lavori parlamentari dell’Assemblea provinciale, le opposizioni hanno ripreso il loro fuoco incrociato contro Kathleen Wynne sull’onda del malcontento popolare venutosi a creare per gli aumenti alle stelle dell’energia elettrica. Un malcontento, quello sviluppatosi in Ontario, che non è stato placato nemmeno dalla decisione del governo provinciale di eliminare dalle bollette la porzione provinciale dell’Hst, pari all’8 per cento del totale. 
Perché è evidente - come peraltro ha ammesso anche la premier liberale - che il provvedimento non può bastare. Ecco allora che il governo si prepara a varare un pacchetto di interventi mirati, da presentare a Queen’s Park prima della presentazione della manovra provinciale in primavera, con l’obiettivo di abbattere i costi diventati ormai insostenibili.
Insomma, dopo le polemiche, le accuse e i veleni, sembra ormai assodato che quello delle bollette è destinato a diventare uno dei principali terreni di scontro tra le forze politiche anche in chiave elettorale, visto che al prossimo voto provinciale manca poco più di un anno.
Le opposizioni, dal canto loro, continuano ad attaccare il governo, chiedendo un intervento deciso per calmierare i costi dopo le mille promesse mai mantenute. “I liberali - ha dichiarato il leader del Progressive Conservative Patrick Brown - si stanno muovendo solamente perché il 7 giugno 2018 avremo le elezioni. 
Per 13 anni questo governo ha creato un crisi nella nostra provincia. 
Ha fatto salire i prezzi, le bollette della luce, ha tagliato i servizi sanitari e ha trasformato l’Ontario in un posto poco competitivo per le imprese”.
Nel frattempo, però, il ministro delle Finanze Charles Sousa ha confermato ieri che il governo sta rispettando la tabella di marcia stabilita dall’esecutivo nella road map finanziaria che dovrà portare al pareggio di bilancio entro il prossimo anno. 
Secondo Sousa, gli ultimi calcoli effettuati per questo anno fiscale individuano in 1,9 miliardi di dollari il buco di bilancio provinciale - il più basso, ha sottolineato, dalla recessione mondiale iniziata nove anni fa - a differenza di quanto era stato messo in cantiere in precedenza, quando le previsioni parlavano di un disavanzo di circa 4.3 miliardi di dollari. 
Avanti di questo passo - ha aggiunto il ministro delle Finanze - e il prossimo anno, a ridosso del voto di giugno, sarà completamente eliminato il deficit.

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Francesco Veronesi

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