Corriere Canadese

Toronto

 
TORONTO - I mezzi disponibili e la capacità della città di trovare i capitali necessari rendono i progetto di infrastrutture improbabili. Infatti la città, a conti fatti, si trova a corto di 7 miliardi di dollari.
Il sindaco è un bravo paroliere, ma i bei discorsi lasciano il tempo che trovano. Magari bastasse una conferenza stampa a Bloor e Yonge per risolvere il problema del traffico di Toronto. Purtroppo per costruire infrastrutture servono fondi.
Il Sindaco martedì scorso ha scoperto  il grande segreto. Ha detto che senza il contributo della provincia la città di Toronto non può accollarsi il costo dei nuovi progetti. Quindi? 
John Tory bussa a quattrini e chiede alla provincia di contribuire con il 40 per cento del costo di tutti progetti. 
Implicitamente con una mezza minaccia ha intimato che Toronto non permetterà di prolungare la linea di subway di Yonge fino alla città di Richmond Hill, che però è di là da venire, o, come dicevano gli antichi Greci è nella mente di Giove. 
Può darsi che qualche spicciolo verrà con il budget Provinciale che sarà presentato  prossimamente  dal ministro delle Finanze, Charles Sousa. Per ora, il governo provinciale ha risposto picche.
Il ministro dei Trasporti,  Steven Del Duca, ha detto senza mezzi termini che John Tory sta facendo gioco politico e che nessun governo provinciale ha investito nei trasporti di Toronto come l’attuale governo ed ha offerto una lista di progetti finanziati dal Governo che ammontano a 12 miliardi di dollari - ivi inclusi la LRT lungo Eglinton (Eglinton Crosstown LRT) in fase di costruzione, l’espresso per Pearson Airport, il contributo alla Scarborough Subway e alla Smart track di Tory come pure l’acquisto di nuovi tram.
Con l’aria che tira la città non può trovare 7 miliardi anche se decidesse, per assurdo, di aumentare le tasse sulle proprietà, un’idea da far rabbrividire.  Il 2018 è vicino e immaginiamo quanti elettori voteranno  per il sindaco per ringraziarlo di aver aumentato le loro tasse. Quindi, Toronto si trova in una condizione pericolosamente inquietante.
In altri paesi, le infrastrutture sono finanziate con formule diverse ma di regola non gravano solo sulle amministrazioni locali. A Roma si sta costruendo la linea C della metropolitana. Il governo nazionale contribuisce con il 70% del costo, la Regione Lazio con il  5% e il Comune di Roma con il 18%.
Per la metropolitana di Madrid, il governo centrale ottenne il prestito dalla Germania e garantì le obbligazioni (bonds), ripagate a lungo termine. In altri paesi, i governi centrali si assumono il costo totale di costruzione. In Canada, la formula di un terza carco dei tre livelli di governo municipale, provinciale e federale non funziona perché pone un peso eccessivo sulle amministrazioni comunali che hanno cespiti di entrate ristretti.
Per cui  sono  necessari estenuanti negoziati, cui non sono estranei i calcoli politici. Quindi l’imperativo è di spendere saggiamente i fondi disponibili.
La LRT di Scarbough era completamente finanziata dal governo provinciale. Fu abolita da Rob Ford perché voleva la subway. John Tory insiste nella stessa folle idea. Se il costo della subway lieviterà a 5 miliardi difficilmente sarà costruita anche perché la spesa per molti è ingiustificabile. O perlomeno così vorrebbe la ragione. Ma la ragione talvolta prende strani abbrivi. Nei Promessi Sposi,  Alessandro Manzoni narra la vicenda del povero Don Abbondio che un di’, recandosi a casa si imbatte’ nei  bravi (i prepotenti dell’epoca) che gli impedivano di passare. È nostro diritto gli sgherri gli gridarono. Don Abbondio commentò tra sé: “Ma guarda dove si va a ficcare il diritto”.
John Tory è stato accusato dal ministro Del Duca di giocare a fare politica. Anche a volerlo assolvere, un dato è certo. Il traffico peggiora. La subway di Scarborough blocca gli altri progetti fattibili. La LRT di Scarborough, con sette fermate, sarebbe stata ultimata nel 2019. Ora non abbiamo la LRT e la subway di Scarborough appare sempre più come una chimera, un feticcio.
Toronto merita di meglio.
 
Odoardo Di Santo è un editorialista del Corriere.  In passato è stato mpp nelle fila dell'Ndp
TORONTO - La subway di Scarborough è un dogma di fede per il sindaco John Tory ed i suoi accoliti.
 

TORONTO - La storia della Subway di Scarborough è l’esempio di una saga triste che sembra non aver mai fine. 

TORONTO - John Tory frena sulla possibile candidatura di Toronto per ospitare i Giochi del Commonwealth del 2022. La presa di posizione del sindaco arriva come una doccia fredda per James Pasternak e gli altri consiglieri comunali che negli ultimi giorni si sono fatti promotori dell’idea di avanzare la candidatura di Toronto, 

TORONTO - Si puo’ raffreddare la bolla dei prezzi delle case? Sabato scorso,  Il Toronto Star ed il Globe and Mail in una rara ed inconsuteta  casuale intesa hanno proposto due simili editoriali.”Tempo di raffreddare il boom dei prezzi delle case” tuona il Toronto Star. ”Guai,guai,la bolla delle case” replica il Globe and Mail.
 
Due  banche, la BMO e la TD,  a loro volta hanno suonato l’allarme sul mercato immobiliare nella GTA (great Toronto area) perche’ surriscaldato senza precedenti  e quindi potenzialmente  foriero di  potenziali “guai”, non solo per Toronto (come anche per Vancouver), ma per l’economia nazionale. E non c’e’ giorno che economisti di ogni risma non tornino sul tema dei prezzi delle case a Toronto (e Vancouver).
 
Un soggetto complesso e  ingarbugliato dove ognuno tira l’acqua al suo mulino. Cercheremo di  dipanare la matassa, esaminando i fatti  veri e non i “ fatti alternativi“ proposti da  interessi talvolta  opposti e contrastanti.
 
Secondo Teranet–National Bank, i prezzi delle case in Toronto nel 2016 sono aumentate del 23%. Secondo la Canadian Real Estate Association il prezzo medio delle case a Toronto è di 720.000 dollari. Una “media” che pero’ non la  dice tutta. Secondo Robert Kravick della BMO, Il prezzo  medio di una casa singola a Toronto e’ di $1 milione 570.000, e nei sobborghi di $1 milione 100 000 .
 
I prezzi aumentano incessantemente per varie ragioni. Innanzitutto perche’  c’e’  domanda. Alcuni dicono che non c’e’ abbastanza offerta, cioe’ non ci sono abbastanza case disponibili.
 
Altri puntano il dito sui bassi tassi di  interessi  sui mutui, o sull’aumento della popolazione. La GTA  tra il 2011 ed il 2016 ha assorbito circa 400 000 nuovi arrivati (Vancouver 150 000). Tuttavia si fa osservare che  Montreal nello stesso periodo ha assorbito lo stesso numero di nuovi arrivati di Vancouver  e con gli stessi  bassi tassi di interessi non ha visto esplodere i prezzi. 
 
Un altro fattore che contribuisce all’aumento dei prezzi sono gli investimenti stranieri, un fattore cruciale per Vancouver. Secondo la CBC, gli investitori vengono dalla Cina, dalla Corea del Sud, dal Vietman  e piu’ recentemente, dalla Russia, dall’Ucraina e Cipro, talora via Lussemburgo.
 
L’edilizia e’ il barometro della vitalita’ dell’economia. Il boom dell’edilizia ha contribuito  enormemente allo sviluppo economico della GTA. Il problema  attuale pero’ e’ il boom dei ”prezzi” delle case.
Tradizionalmente, il costo della casa era equivalente a tre volte il reddito di una famiglia media. Oggi non e’ più cosi.  La spirale  dei prezzi che non accenna a frenarsi non sembra piu’  correlata con l’economia. Perché?
 
Molti sostengono che le ragioni sono psicologiche. Si e’ creato un nuovo  acronimo FOMO (fear of missing out) cioe’ in parole povere si ha paura di essere tagliati fuori  dal boom dei prezzi.  
 
Viviamo una situazione dove chi possiede una casa e vende fa benissimo, mentre per una giovane coppia il sogno di acquistare una casa diventa sempre piu’ un miraggio. 
E tuttavia la “domanda“ di case  sembra non avere  tregua. Leggiamo delle “guerre” tra acquirenti  che pagano prezzi  esorbitanti al di sopra delle stime degli agenti immobiliari. La settimana scorsa a Brampton un casa in vendita ha attratto 500 visitatori e 82 offerte. Una follia.
 
Certo se la spirale dei prezzi non si raffredda o arresta, potenzialmente la bolla puo’ scoppiare e saranno guai seri per tutti, come ha dimostrato la crisi americana del 2008, quando le vite di milioni di americani furono devastate.
 
L’anno scorso allo scopo di rallentare il boom dei prezzi, Il governo ha aumentato  la CMHC assicurazione sui mutui (morgages). La citta’ di Vancouver l’anno scorso impose una supertassa sugli investitori stranieri. Sembra che abbia funzionato. I prezzi sono scesi del 5%. A Toronto si propone a stessa tassa. Certamente non e’ l’unica cosa da fare.
 
Servira’ a raffreddare il mercato ed a calmare quella che e’ stata definita  euforia popolare?  Vancouver fa sperare.  Abbiamo bisogno di un mercato  edilizio che cresce  con l’economia, permettendo a chi lavora di poter acquistare una casa, come abbiamo fatto noi. 
Se si escludono quelli che si chiamano millenials e chi ha un reddito di lavoro decente, ne soffriremo tutti.