Corriere Canadese

TORONTO - Le Province canadesi spingono sull’acceleratore per l’eliminazione delle tariffe doganali interne. È quanto sta emergendo in questi ultimi giorni, di fronte alla minaccia costituita dalla volontà del presidente americano Donald Trump di rimettere mano al Natfa e alle possibili ripercussioni che questo potrebbe avere nel nostro Paese. I governi delle Province e dei Territori dovrebbero essere in grado di raggiungere un accordo di massima entro il prossimo mese, per un provvedimento che entrerebbe in vigore il primo luglio 2017, in concomitanza con il 150° compleanno del Canada.
I negoziati tra i singoli enti provinciali sono andati avanti per mesi e dopo il via libera alla bozza d’intesa, le singole amministrazioni stanno procedendo alla firma definitiva.
La necessità di abbattere le barriere doganali che sono ancora in vigore tra le Province canadesi era stata una priorità del precedente governo conservatore, priorità poi ribadita anche dal primo ministro liberale Justin Trudeau. 
In precedenza era stata fissata una deadline per il marzo 2016 entro la quale trovare un accordo di massima. I negoziati erano andati avanti oltre la scadenza, fino all’annuncio dello scorso luglio nel quale si confermava come fosse stata trovata un’intesa di massima: l’accordo finale - era stato detto - doveva essere formalizzato entro lo scorso autunno.
Ma come avviene in negoziati così delicati, erano emerse delle frizioni tra alcune Province e sono stati necessari alcuni mesi aggiuntivi per poter finalmente limare le differenze e arrivare a un accordo.
Ora, con il rischio di un possibile stravolgimento nei rapporti commerciali con gli Stati Uniti, l’abbattimento delle ultime barriere doganali tra le Province rappresenta un passo necessario.

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Francesco Veronesi

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