Corriere Canadese

La fucilata di Casermiro è stata come la puntura di uno spillo. Ha fatto scoppiare il pallone dell'illusione juventina. Non si può essere forti soltanto a parole, bisogna correre almeno tanto quanto gli avversari. Ma il calcio italiano, a nostro modestissime parere, ha una marcia inferiore a quella dei big mondiali. In Serie A si corre di meno, forse per scelta, forse per gli arbitraggi che spezzettano continuamente il gioco. In Italia il ritmo è generalmente lo stesso su tutti i campi, quindi la differenza si nota poco. Ma quando si va all'estero cominciano i guai. 
La Juve ha raggiunto la finale con merito, imponendosi in due partite, quando calcoli e tattiche hanno la loro discreta importanza. In una partita secca, invece, conta solo segnare. E per segnare bisogna correre più degli altri, avere il pallone tra i piedi più degli altri.
La Juve a Cardiff ha retto solo un tempo. La magnifica rete alla Piola di Mandzukic aveva ridato vento alle vele bianconere. Una nuova prodezza poteva essere dietro l'angolo. Non c'è stata.
Invece, ecco il crollo totale, immenso, umiliante nel punteggio. Dall'inizio si era visto che il Real era più forte. I blancos più dei bianconeri avevano piedi buoni, corsa infinita e la freddezza realizzativa di quel diavolo di Ronaldo.
Nella Juve Gonzalo Higuain correva col il freno a mano tirato, il tanto celebrato Dybala sembrava un peso mosca contro pesi massimi, Kedira a centrocampo non si è visto. 
La tanto celebrata difesa, infine, non ha retto. Buffon, Bonucci, Chiellini e Barzagli hanno alzato bandiera bianca quattro volte. 
Ora bisogna solo sperare che il quartetto bianconero-azzurro si riprenda mentalmente e fisicamente per il match Spagna-Italia che significa qualificazione diretta a Russia 2018.
Si giocherà il 2 settembre al Santiano Bernabeu, la casa del Real Madrid.
Per quanto riguarda il futuro del club bianconero, nessun problema. Continuerà ad essere un pesce grande nel mare nostrum della Serie A. Per la Coppa con le orecchie bisognerà restare in lista di attesa.

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Nicola Sparano

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