Corriere Canadese

Nella foto, alcuni esponenti comunitari intervenuti ieri al meeting sul Columbus Centre a Toronto. 
Al centro si riconoscono la chair del North York Community Council Maria Augimeri, 
l’editore del Corriere Canadese, onorevole Joe Volpe e l’ex deputato provinciale Odoardo Di Santo
 
 
TORONTO - La questione legata al progetto di riqualifica e sviluppo dell’area sulla quale sorge il Columbus Centre è destinata a trascinarsi ancora. Ieri pomeriggio, infatti, il North York Community Council ha deciso di prendere tempo e rimandare la sua decisione
 in merito al piano che prevede la demolizione della vecchia struttura e la costruzione di un nuovo edificio che, almeno nelle intenzioni dei richiedenti, avrebbe dovuto ospitare in futuro il centro comunitario e la scuola Dante Alighieri. L’assenza di uno dei consiglieri è stata determinata nella decisione di far slittare la decisione sul valore storico dell’edificio che dovrebbe essere demolito.
Tutto rimandato quindi alla prossima seduta, che avverrà dopo il prossimo 11 maggio, quando è in programma un incontro con la comunità organizzato alla Yorkdale Secondary School su Orfus Road. 
Il meeting dopo la fase introduttiva in programma alle 6.30 di pomeriggio, inizierà alle 7pm e dovrebbe concludersi alle 9pm. 
Ieri al North York Community Council, prima della decisione di far slittare il voto, avevano preso la parola alcuni esponenti comunitari preoccupati per il futuro del Columbus Centre. Tra questi, l’ex deputato provinciale dell’Ndp Odoardo Di Santo e l’editore del Corriere Canadese, l’onorevole Joe Volpe.
Con gli input che arriveranno durante quel meeting dell’11 maggio il consiglio di zona avrà così in mano tutti gli elementi per poter dare o meno la sua luce verde al progetto presentato a suo tempo dal Toronto District School Board e da Villa Charities, l’organizzazione di riferimento del Columbus Centre. 
Stando a quanto era stato comunicato in passato dallo stesso provveditorato cattolico di Toronto, il piano di riqualifica avrebbe dovuto avere un valore di 60 milioni di dollari. In questa cifra, ovviamente, non sono compresi i valori di un eventuale sviluppo edilizio nella stessa area.
Tutto questo si è sviluppato parallelamente a una mozione, presentata la scorsa settimana a City Hall dalla consigliera Maria Augimeri, nella quale veniva chiesto allo staff dell’Heritage Preservation Services di dare una propria valutazione sull’importanza storica del Columbus Centre. 
Se dovesse arrivare un parere positivo, potrebbero nascere dei problemi per il piano di sviluppo, perché verrebbero posti in essere alcuni vincoli sulla tutela del patrimonio storico che deve essere tutelato e preservato.
Insieme a questo, dalla comunità stanno emergendo delle posizioni che contestano il piano di sviluppo. 
Tra queste, quella di un gruppo di anziani - che lo scorso dicembre aveva raccolto circa 500 firme - che si stanno mobilitando per salvare la piscina e la pista del Columbus Centre.

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Francesco Veronesi

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