Corriere Canadese

TORONTO - Trasparenza sulle vicende della Casa d’Italia e del Columbus Centre. 
 
 
 
    Oggi alle 6.30 di sera presso la
Yorkdale Secondary School che si
trova al 38 Orfus Road ci sarà l’incontro
con la comunità
 
 
Cosa ne sarà in
futuro della Carrier
Art Gallery e della
Alberto Di Giovanni
Library?
 
È quanto chiede Franco Misuraca, rappresentante del Comitato Tricolore in Canada sulle due delicate questioni che stanno facendo discutere la comunità italocanadese. Due vicende caratterizzate da un unico filo conduttore: la possibile distruzione di due edifici simbolo dell’identità italocanadese a Toronto, sacrificati sull’altare dello sviluppo edilizio. “Sulla Casa d’Italia - sottolinea Misuraca - la storia non possiamo certo inventarla di sana pianta, o cambiarla. Tutti gli italiani di allora hanno contribuito alla sua realizzazione. E non dobbiamo dimenticarci il valore storico e simbolico: anzi - aggiunge - è uno dei pochi monumenti storici che abbiamo”. 
Bisogna quindi fare muro - è il ragionamento del rappresentante storico della destra italiana a Toronto - per difendere e tutelare un patrimonio di tutta la comunità. “Non so - continua - da dove sia partita l’idea dello sviluppo del terreno, ma chiedo perché la comunità debba essere sempre l’ultima a sapere le cose. Detto questo, gli italocanadesi pretendono che queste situazioni si sviluppino alla luce del sole e non dietro le quinte”. Ma la comunità - rivela Misuraca - non ha certo intenzione di starsene con le mani in mano. “Mi impegnerò per una raccolta firme da inviare al presidente della Repubblica e al ministero degli Affari Esteri affinché venga fatta chiarezza sull’intera vicenda”.
Ma il bisogno di tutelare e preservare un patrimonio comunitario vale anche per il Columbus Centre, che potrebbe essere demolito nel caso in cui arrivasse il via libera all’accordo tra Villa Charities e il provveditorato cattolico. “Io ero qui - ricorda - quando il Columbus Centre fu progettato e realizzato. Vedevo i nostri concittadini dare il proprio contributo, chi 25 dollari, chi 50, chi 100. Stiamo parlando di un centro che appartiene alla comunità. Cosa c’entra il provveditorato cattolico con la comunità italocanadese? Il provveditorato è un ente finanziato da tutti i cittadini di Toronto attraverso le tasse e, a mio avviso, dovrebbe semplicemente occuparsi dell’amministrazione delle scuole e degli studenti. Critichiamo Erdogan quando viviamo in prima persona questa situazione dove sono in pochi a decidere senza il consenso della maggioranza”. 
Parole durissime, che rendono l’idea del clima arroventato di un dibattito che si sta sviluppando ormai da mesi e che avrà nell’incontro di questa sera alla Yorkdale Secondary School un passaggio estremamente importante. 

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Francesco Veronesi

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