Corriere Canadese

TORONTO - La comunità ha detto la sua durante il meeting alla Yorkdale Secondary School. Dopo la rivolta di un bel gruppo di persone e una petizione che ha raccolto mille firme, l’architetto ha aggiunto al progetto una piscina e una pista al coperto. Nulla da fare per i campi di racquetball, squash e da tennis.
Ora il 13 giugno saranno i consiglieri comunali che fanno parte del North Community Council a deliberare sulla designazione di “sito con valore storico” del Columbus Centre. I residenti del quartiere, italocanadesi e non, non si danno per vinti. «È importante essere presenti per far capire ai consiglieri che non vogliamo che il Columbus Centre venga distrutto - dice l’agguerrito Ian D. MacDonald che da 30 anni frequenta la piscina, la pista e la palestra del centro - se sarà dichiarato sito storico non potrà essere demolito».
I membri non sono stati affatto colpiti dalle modifiche apportate dopo le proteste al progetto iniziale: «Il Board of directors di Villa Colombo non ha ancora capito che i membri delle strutture sportive del Columbus Centre non hanno mai chiesto un nuovo edificio e che non vogliono condividerlo con la Dante Alighieri Academy», ha detto senza giri di parole MacDonald. 
Il sospetto che si fa spazio con sempre maggior forza nei residenti è che dietro al progetto, tenuto nascosto per lungo tempo, ci siano altri interessi economici che nulla hanno a che fare con i cittadini. «È stato anche suggerito di prendere in considerazione diverse opzioni per risolvere i problemi della scuola superiore - continua Ian D. MacDonald - riteniamo che lo scopo mai rivelato di questo progetto, alla fin fine, sia quello di costruire 2.000 appartamenti nel terreno adiacente al nuovo edificio che è destinato ad accogliere sia il Columbus Centre che la Dante Alighieri».
Molti aspetti del progetto, si lamenta la gente, sono stati tenuti segreti e la trasparenza è solo una parola. Anche il rispetto verso chi usa quotidianamente per varie ragioni le strutture del Columbus Centre non trova posto nel nuovo progetto. «Molti anni fa il Columbus Centre aveva una Athletic Committee che dava il proprio input ai direttori del Columbus Centre ma non esiste più e così abbiamo perso la possibilità di farci sentire - spiega MacDonald - adesso desideriamo istituire la Columbus Athletic e la Social Association che eleggeranno un nuovo advisory board e si adopereranno per salvare il Columbus Centre». Chiunque voglia farne parte, aggiunge MacDonald, dovrà inviare il suo nome,  numero di telefono e indirizzo email a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Insomma nulla sarà tralasciato pur di salvare questo edificio che  è diventato parte integrante del quartiere e fulcro della comunità italocanadese, ma non solo, che qui oltre a fare attività sportiva, frequenta corsi di lingua italiana, di cucina, di arte, di danza e altro ancora. E che qui può visitare mostre d’arte alla Carrier Gallery o pranzare al Ristorante Boccaccio o al Caffè Cinquecento. Come dire, qui si può prendere una boccata di aria italiana a Toronto.

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Mariella Policheni

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