Corriere Canadese

Staff
 
TORONTO - La possibile ristrutturazione della Casa d’Italia costerebbe tra i 6 e 7 milioni di dollari. 
È quanto è stato comunicato sabato durante la riunione organizzata al Consolato Generale d’Italia a Toronto, un meeting organizzato dal console Giuseppe Pastorelli per comunicare alla comunità le ultime novità riguardo il piano di riqualifica e sviluppo dell’area che sorge al 136 di Beverly. Durante l’incontro, alla quale hanno preso parte circa 25 persone, si è cercato di fare chiarezza su un punto che nei mesi scorsi aveva fatto discutere la comunità, quello relativo alla proprietà della Casa d’Italia. Secondo quanto è stato riaffermato al meeting, l’area del consolato è di proprietà del governo italiano con diritto di prelazione della CIBPA in caso di volontà di vendita da parte del consolato. Un’ipotesi questa che è stata categoricamente smentita durante il meeting.
Uno dei possibili obiettivi che sono emersi sabato è quello della riqualificazione dell’area e dell’edificio. 
Verranno mantenute tutte le funzionalità diplomatiche e consolari e allo stesso tempo si cercherà di realizzare una struttura vetrina per le eccellenze italiane, magari andando a potenziare l’aspetto culturale e quello identitario della comunità italocanadese.
Per questo motivo è già stato contattato un esperto. Il costo della ristrutturazione si attesterebbe attorno ai 6-7 milioni di dollari.
Viene quindi smentita con forza una delle ipotesi che erano circolate negli ultimi mesi circa il destino della Casa d’Italia, quella relativa alla vendita del terreno con un conseguente sviluppo edilizio. Anche se, è bene ricordarlo, il futuro dell’area sulla quale sorge il consolato italiano rimane incerto. L’incontro di sabato, infatti, non rappresenta di certo un punto di arrivo, ma semplicemente una tappa di un percorso che davanti a sé ha ancora parecchie incognite. 
La comunità quindi nei prossimi mesi sarà consultata ancora in altre occasioni. 
Tra le varie questioni che rimangono in ballo, anche quella relativa a chi metterà a disposizione i fondi necessari all’opera di restauro e ristrutturazione, ammesso che questa sarà poi la strada che verrà presa in futuro.
Nel meeting ci sono stati anche dei momenti di forti critica. 
In particolare il rappresentante del Comitato Tricolore, Franco Misuraca, si è lamentato ancora una volta per le modalità e la tempistica con il quale è stato organizzato il meeting di sabato. “Abbiamo bisogno di risposte - ha dichiarato - e di essere messi al corrente”.
Secondo Misuraca, infatti, la scelta di organizzare il meeting di sabato, riservando l’ingresso a coloro che si erano registrati - una tesi questa poi smentita dal console, che aveva sottolineato solamente la necessità per il consolato di avere un’idea su quante persone si sarebbero presentate - sarebbe stata l’ennesima dimostrazione di una precisa volontà di tenere la comunità all’oscuro su un tema così importante.
Ma questa tesi era già stata smentita la scorsa settimana dallo stesso Pastorelli, che aveva sottolineato come la scelta del sabato era stata fatta proprio per favorire la partecipazione della comunità. 
Altri invece hanno commentato sulla questione della proprietà del sito. 
“La donazione al Consolato - ha fatto notare un presente - avvenne storicamente alla morte dell’ultimo trustee e, a mio parere, sarebbe da appurare chiedendo di consultare i documenti ufficiali”.
 
Con il contributo 
di Stephanie Rizzo