Corriere Canadese

TORONTO - Villa Charities sembra avere «un disegno preciso per non avere un dibattito aperto, pubblico e trasparente» sul progetto del nuovo Columbus Centre. È molto duro Josh Colle a proposito della decisione di Villa Charities di fare appello all’Ontario Muncipal Board per ottenere il via libera al suo contestato progetto.
Consigliere comunale dell’area in cui si trova lo storico centro della comunità italocanadese, Colle racconta al Corriere Canadese il suo disappunto per la decisione presa dall’organizzazione comunitaria che di fatto ha tagliato fuori il Comune dalla discussione puntando tutto sul verdetto dell’Omb.
«La mia reazione è stata di sorpresa e delusione - dice Colle al Corriere - Ogni costruttore ha il diritto di andare all’Ontario Municipal Board dopo un certo numero di giorni ma in pochi lo fanno così velocemente. E parlo anche di chi cerca profitti privati. Non lo fanno perché sono consapevoli che il processo pubblico è lungo per il molto lavoro che la Città e i suoi dipartimenti come Planning, Engineering e altri devono fare. Ma soprattutto perché vogliono tenere aperto il dialogo con la popolazione che vive nei dintorni e i consiglieri comunali oltre alle altre conversazioni». 
«Secondo me è davvero molto presto nel procedimento - continua il consigliere - tanto che abbiamo appena avuto il primo incontro pubblico ufficiale tenuto dalla Città (11 maggio scorso, ndr) e a quanto pare il giorno dopo loro (Vila Charities, ndr) si sono rivolti all’Omb».
L’Ontario Municipal Board infatti ha ricevuto l’appello di Villa Charities il 17 maggio, appena sei giorni dopo il meeting pubblico in cui in molti cittadini si erano mostrati piuttosto contrari al progetto. Una mossa totalmente legittima a livello legale, spiega Colle, «ma per un progetto così grande e complesso mi sembra una piuttosto drastica».
«Purtroppo questa decisione toglie quasi ogni possibilità al Consiglio comunale di dire la sua, lo elude - spiega il consigliere - quindi adesso dobbiamo capire quali opzioni ha il Comune. Questo cambia la prospettiva della confronto. Con l’appello all’Omb la conversazione è più su un piano legale invece che su quello in cui si fanno consultazioni pubbliche e trattative, che a volte è caotico e molto lungo, ma è come funziona il procedimento pubblico».
Quello che il chair della Ttc sottolinea più volte è che non c’erano preconcetti sul progetto, ma solo i normali tempi di attesa che un progetto presentato il 1 novembre 2016 doveva passare per essere poi votato. 
«Il Consiglio comunale può avere tutte le opinioni che vuole ma i tecnici del Comune fanno analisi tecniche - spiega Colle - Devono controllare qual è il piano per i parcheggi, su quali strade il palazzo viene costruito, le problematiche relative allo spalare la neve. C’è un elenco di cose da fare e loro lo seguono facendo proposte e modifiche che poi l’applicante può decidere se seguire o meno. Ovviamente ci sono volte in cui i tempi diventano davvero lunghi e dopo molti mesi l’applicante dice: “Abbiamo atteso troppo, non andiamo da nessuna parte, ci rivolgiamo all’Omb”. Ma in questo caso il City Planning department ha lavorato seguendo il tempo che serve per l’applicazione». 
Quello che è certo è che il malcontento nella comunità per questo progetto sta montando, e che è sempre più forte l’opposizione popolare al nuovo Columbus Centre. 
«La mia posizione - dice Colle - è sempre stata quella di riconoscere che è difficile trovare tanta gente favorevole a questo progetto. Villa Charities è un ente privato e io non posso obbligarlo né come Città, né come Provincia o Stato federale a fare quello che voglio io nel loro terreno o nel loro palazzo, ma non devo neanche per forza ritenere che ci sia bisogno di quello che viene proposto. Mi sembra una soluzione che cerca un problema. Capisco che abbiano bisogno che ci sia bisogno di una nuova scuola, ma queste sono due cose diverse e non capisco perché anni fa si siano intrecciate».
Di certo però ricorrere all’Omb non aiuta l’immagine del progetto e la sua popolarità nella comunità. «C’è un motivo per cui la gente evita l’Omb - attacca Colle - In parte è perché toglie il potere decisionale al livello locale e lo mette nelle mani di persone non elette che nessuno sa chi siano».
Anche per questo da qualche mese si sta parlando a livello provinciale di effettuare una profonda riforma dell’Ontario Municipal Board che di fatto rivoluzionerebbe il suo ruolo e i suoi poteri rispetto a quelli attuali.
«Tutto ciò sta accadendo - conferma Colle - ma non credo accadrà in tempo per questo caso e anzi credo sia un fattore che li ha motivati a farlo adesso. È una notizia pubblica, che la gente sapeva quindi potrebbe far parte della loro motivazione. Volevano un’udienza prima che l’Omb fosse diverso e avesse poteri diversi». 
Resta il fatto, accusa Colle, che «in tutto questo processo è stato difficile comunicare con loro e condividere informazioni. Ho un’idea su quale sia la motivazione, ma questo è stato il loro modo di agire per tutto il tempo. Molto riluttanti a far uscire informazioni e dettagli, che è una cosa che non capisco perché se sei entusiasta del tuo progetto vuoi farlo conoscere al pubblico. Invece sembra abbiano voluto fare esattamente il contrario, farlo sapere a meno gente possibile. Non capisco questo modo di agire, specialmente da parte di un’organizzazione che tecnicamente è privata ma agli occhi di molta gente è un asset pubblico, della comunità. Non riesco a capire perché questo sia stato il loro approccio alla vicenda».

About the Author

Leonardo N. Molinelli

Leonardo N. Molinelli

More articles from this author