Corriere Canadese

TORONTO - La comunità – per precisare,  gli italocanadesi che “hanno costruito” Villa Charities e le sue componenti, i residenti locali nelle vicinanze del campus che lo ospita, gli anziani che contano su di questo
 e i membri (ora convenientemente chiamati clienti), stanno cercando di prendere sul serio il consiglio direttivo e il personale di Villa Charities Inc (VCI). Anzi, stanno “cercando di credere che ci sia un’oncia di sincerità” nelle loro relazioni.
Sfortunatamente, quest’ultimo gruppo sembra insistentemente impegnato a sfoggiare il proprio dottorato guadagnato presso “l’Università di Come Farsi dei Nemici e Irritare le Persone”. Aggiungendoci i loro meritati diplomi in Presunzione e Arroganza.
 
Prendi ad esempio una lettera, del 23 giugno, firmata (senza dubbio dopo essere stata approvata dalla Filiale di Comunicazione ed il Consulente Legale) dall’attuale CEO e Presidente di VCI - il quarto negli ultimi 36 mesi.
 
Egli rimprovera un MPP eletto democraticamente, Mike Colle, per aver scelto di “indirizzare le sue preoccupazioni al Ministro senza prima discutere la questione con noi (VCI)”. Incredibile! Una figura pubblica ha bisogno di andare da un costruttore privato per avere il permesso di parlare con un membro del Governo, di cui fa parte, sui soldi pubblici che vengono utilizzati come un acciarino in un progetto edilizio privato e con scopo di lucro. Roba da matti!
 
Ci deve essere un diplomato di scuola elementare (uno che non dormiva durante la classe di educazione civica) che può dare a questo CEO un testo base sul funzionamento delle istituzioni democratiche. Qualcuno invii una squadra di soccorso. Lo faccia prima che l’Ontario Municipal Board (OMB) prenda una decisione che renderebbe l’esercizio superfluo. E porti con se un dizionario in modo che tutti possano leggere dallo stesso “playbook”.
 
Il CEO dice, “asseriamo con rispetto che il Columbus Centre non verrà demolito”. Anche se alcuni giorni dopo, in un aggiornamento, dice, per iscritto, che l’inizio della demolizione e della costruzione è previsto nel giugno del 2018.
 
L’OMB non ha ancora fissato una data per esaminare il loro appello, al quale pretendono chiaramente di avere diritto, dichiarando, ciò nonostante, “la preferenza ... di continuare a lavorare attraverso i canali tradizionali e non l’OMB”. A meno che non l’abbiano vinta… si possono trarre le conclusioni.
 
Sulla questione delle “lacrime” versate, VCI afferma che “un segmento dei media italiani ha impedito i nostri sforzi di far giungere il nostro messaggio alla comunità italiana”. Sigh sigh. Che iniziasse rispondendo alle telefonate e alle e-mail in modo tempestivo. Oppure, dire qualcosa che abbia a che fare con la trasparenza, forse anche con la responsabilità, già che ci siamo.
 
Seriamente, però, chi pensava che sarebbe stata una buona idea concludere la lettera con una citazione [parziale] di uno dei principali fondatori  del Columbus Centre, che all’epoca disse: “ci impegniamo a realizzarlo, che venga inferno o diluvio”.
 
È confortante. A che serve allora la presunta consultazione?
 

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Joseph Volpe

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