Corriere Canadese

TORONTO - La rivoluzione del modello atlantico nell’immigrazione canadese inizia già a dare i suoi primi frutti. Irving Shipbuilding, uno dei più importanti cantieri navali del Nord America con sede ad Halifax, ha infatti deciso di andare a reclutare la manodopera di cui ha bisogno direttamente all’estero: e lo farà partendo da Genova
, l’8 maggio, con una serie di lavoratori italiani interessati a trasferirsi in Canada, per poi continuare in Spagna e in Polonia. Irving Shipbuilding è quindi la prima compagnia canadese a usufruire delle novità introdotte con l’accordo tra il governo federale e quelli delle province atlantiche - Nova Scotia, New Brunswick, PEI e Newfoundland e Labrador - che in sostanza permette alle aziende di andare a reclutare i lavoratori all’estero bypassando i vincoli regolamentari e burocratici dell’Express Entry e del programma Pnp. Con questo modello non è più il governo a fornire ai datori di lavoro una lista di potenziali candidati o a imporre i requisiti linguistici necessari per venire a lavorare e vivere in Canada. Al contrario, è l’azienda che - in base alle proprie esigenze - si sceglie il lavoratore straniero.
E tanto per far capire che sta facendo sul serio nella sua ricerca di lavoratori in Italia, Irving Shipbuilding ha messo online un intero sito web completamente in italiano, dove vengono spiegate le mansioni richieste, la storia della compagnia e l’offerta di lavoro. 
“Nei prossimi 30 anni - si legge nel sito - costruiremo 21 motovedette e navi da combattimento in superficie moderne. Più di 360 milioni di dollari sono stati investiti nel nostro team internazionale di alto livello, in strutture e tecnologia, rendendoci così il cantiere navale più all’avanguardia in tutto il Nord America. Offriamo 30 anni di impiego per costruire fino a 21 motovedette e navi da combattimento in superficie moderne, opportunità di acquisire la cittadinanza canadese, lavoro nel cantiere navale più innovativo ed efficiente del Nord America, partecipazione in una squadra di talento, con componenti provenienti da ogni parte del mondo”.
L’azienda poi promette ai lavoratori italiani interessati anche un corposo pacchetto di sostegno per l’integrazione in Canada. 
“Alla Irving Shipbuilding, ci impegniamo a costruire le navi migliori, con la migliore forza lavoro e le strutture migliori. Entrando nel nostro team, composto da più di 1.500 dipendenti nel settore navale, potrai godere di una carriera dinamica, diversificata e favorevolmente orientata verso la famiglia con un’azienda che si dedica al tuo successo, alla tua salute, al tuo benessere e alla tua sicurezza. La Irving Shipbuilding è fiera di fornire alla propria forza lavoro, lavori ben retribuiti, grazie ai quali è possibile mettere su famiglia e costruire un futuro”.
“Cosa offriamo a te e alla tua famiglia: un generoso pacchetto per il trasloco, il trasloco degli effetti personali, il supporto per le pratiche relative all’immigrazione fino alla residenza permanente,assistenza volta a favorire l’integrazione all’interno della comunità; buddy program per facilitare l’inserimento nella forza lavoro”.
Lunga la lista delle mansioni ricercate dalla compagnia. “Ingegneri, compresi ingegneri specializzati in Piattaforme (scafo, meccanico ed elettrico), esperti in Project Management, direttori della produzione, professionisti esperti in Supply Chain, ingegneri e specialisti nei sistemi di combattimento, operai siderurgici con esperienza nella cantieristica navale e altri esperti nel settore della cantieristica navale e nella Difesa navale”.
Insomma, le Province Atlantiche hanno fatto da apripista con un accordo che potrebbe trasformare completamente il settore dell’immigrazione. Per ora il progetto è limitato a 2mila stranieri, un numero questo destinato a crescere nel caso in cui il nuovo piano dia nell’immediato futuro dei risultati concreti. 
Un modello - fanno notare alcuni - che potrebbe servire anche ad altre Province, a partire dall’Ontario, dove i rappresentanti di numerosi comparti produttivi - tra i tanti, quello edilizio e quello della ristorazione - continuano a lamentarsi per l’impossibilità di andare assumere direttamente all’estero determinate figure professionali che scarseggiano nel mercato del lavoro canadese.
 

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Francesco Veronesi

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